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Analisi del Salone di Ginevra
Visitando il salone di Ginevra si può constatare un certo fermento da parte di tutte le Case auto.

Quello che sorprende più di tutto è la concept Alfa 4C che ha catalizzato gli occhi di tutti gli spettatori presenti (e non). Questa nuova Alfa è stata realizzata grazie all’aiuto di Dallara partendo, quindi, da quanto fatto dall’azienda parmense per la Ktm X-Bow. L’auto ha linee d’avvero d’effetto e una colorazione che la fanno sembrare un’auto dei cartoni animati o una concept di qualche simulatore di guida. Meccanicamente presenta, proprio come la X-Bow, la trazione posteriore con la medesima configurazione del gruppo motore-cambio-differenziale disposto trasversalmente e centralmente, in questo caso in sostituzione del 4 cilindri Audi e del cambio Dsg è presente il 1750 turbo FPT (made in Arese) e il cambio a doppiafrizione sempre Fiat PowerTrain.
Uno degli stand che più impressiona è quello Lancia le cui proposte Chrysler sono sembrate decisamente migliori rispetto alle foto proposte, ma comunque ancora troppo Chrysler negli esterni.

Purtroppo l’unico intervento esterno effettuato su Thema è la sostituzione del badge, l’auto quindi mantiene la sua estetica assolutamente yankee che non è in linea con il marchio Lancia, mentre negli interni, specialmente se completamente di pelle, si nota un deciso passo avanti risultando praticamente analoghi a quelli della concorrenza tedesca e italiani, quasi da Lancia.
Anche per la GranVoyager valgono le medesime considerazioni sull’esterno, troppo americano, mentre la 200C sorprende in positivo per le linee esterne più morbide sebbene la versione presente fosse particolarmente ricca di dotazioni e di accessorie con caratterizzazione tendente allo sportivo, mentre gli interni erano decisamente troppo cheap.
Al Pavillon Vert era esposta in anteprima mondiale anche la nuova Ypsilon, l’auto risulta essere gradevole, anche se, come tutte le sue antenate (da Y10 alla Ypsilon del 2003), farà sicuramente discutere per alcune forzature che non rendono un complessivo armonioso come l’attuale Ypsilon o Musa. Si notano, infatti, i fari posteriori molto allungati sulla fiancata e un frontale che ricorda più la Pt Cruiser di Chrysler che una Lancia.
Accanto allo stand Lancia, quasi un tutt’uno era presente quello Fiat nel quale era presente il tanto discusso Dodge Journey rivisto da Fiat e ribattezzato Freemont. Questo incrocio tra Suv e monovolume si presenta molto bene con un’estetica valida anche se la calandra Dodge risulta più adatta al veicolo rispetto a quella Fiat. Gli interni sono validi e flessibili, perciò finalmente Fiat avrà a disposizione un Suv a trazione integrale con il valido 2 litri Multijet, peccato solo con il cambio automatico.

Rimanendo in terreno italico Ferrari presenta la tanto discussa FF a quattro ruote motrici. Meccanicamente l’auto è un capolavoro tecnico mentre dal lato estetico bisogna sottolineare come la tridimensionalità del frontale sia visibile solo dal vivo, come del resto già successo con California. La vista laterale è decisamente particolare, ci si deve abituare a tale visione anche perché il finestrino posteriore non ha un andamento preciso e definito. Probabilmente si sarebbe potuto sacrificare qualche centimetro in abitabilità interna e nella capacità del baule magari posizionando in modo differente il serbatoio in modo tale da non ridurre la capacità di carico (nel baule è presente un gradino). Tornando sul piano estetico il posteriore è sicuramente particolare la vista posteriore non è malvagia, ci vorrà del tempo per assimilarla, mentre la vista tre quarti posteriore non è del tutto convincente dato che il montante posteriore non risulta definito, sportivo e forte. Come detto probabilmente togliendo qualche centimetro e forzando maggiormente la linea laterale si poteva rendere tale vista più sportiva, cosa che, ricordiamo, sottolinea sempre l’ing.Coppini nelle sue prove.
Come riportato nell’articolo di presentazione del Salone i giapponesi non portano sostanziose novità in quanto molte anteprime sono già state svelate a Detroit.

Fuori dal coro, però, vi è Mazda che presenta il concept che prefigura molto fedelmente l’imminente Suv di taglia media Migani, che, in produzione, dovrebbe essere chiamato CX-5. Il concept presenta linee molto pulite e meccanicamente presenta tutta la serie di nuovi motori e cambi Sky-Active che permetteranno, insieme all’alleggerimento dell’auto, ad una forte riduzione dei consumi.
Anche i tedeschi sono presenti in massa con tante novità tra le quale vi è la nuova A6 disegnata dall’ex designer Alfa Egger. Tale auto, però, risulta offuscata dalla presenza della bellissima A3 concept che prefigura una berlina di segmento C.

Questa concept ha proporzioni molto riuscire, molto latine tant’è che se al posto degli stilemi Audi mettessimo lo scudetto Alfa ci ritroveremmo una fantastica erede della 156. Ma il gruppo Volkswagen ha anche altre nuove proposte, infatti è stato presentato anche un’interpretazione del suo famoso furgoncino, il nome è Bulli e riprende le linee del concept Microbus del 2002.
Notevole la presenza di Italdesign, ora di Volkswagen, che porta al salone svizzero due bellissime interpretazioni. La Go riesce ad avere un’abitabilità da primato in meno di 4 metri con una linea piacevole anche se carica di alcuni dettagli sia interni che esterni “da Salone”. La seconda auto è più sportiva e si chiama Tex, anch’essa realizzata sulla nuova piattaforma modulare MQB con il plus dell’ibrido plug-in con un’ottima autonomia in elettrico di 35km.
Ma Volkswagen non è la sola a presentare questo tipo di soluzione tecnica, anche Volvo presenta la sua interpretazione con la V60 H6 che presenta sia il plus di un’elevata autonomia in elettrico che la trazione integrale realizzata proprio con l’ausilio della trazione elettrica.
Anche Peugeot porta al debutto la soluzione Hybrid4 sulla sua 3008, ma l’autonomia in elettrico risulta analoga alle ibride attuali come Prius e cioè di 1-2 km. Questa soluzione è sicuramente valida, ma il plus di un’autonomia in elettrico decisamente più elevata permetterebbe un minor uso del motore endotermico così da ridurre sia i consumi, ma sopratutto l’inquinamento dato come solo pochi sanno nei primi 2 minuti di funzionamento si concentrano le emissioni di Co,HC e NOx in quanto il catalizzatore per entrare in funzione deve scaldarsi.
12/03/2011
Saperne di più su...
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