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L’orgoglio di un Idea

14/10/2003 L’orgoglio di un Idea
Il 2003 sarà ricordato come l’anno dell’orgoglio, della rinascita, di una delle maggiori imprese automobilistiche mondiali.
Questi ultimi anni sono stati, per FIAT Auto, molto difficili: la crisi di modelli, la cattiva gestione e la sfiducia dei mercati, a cui ha fatto seguito la scomparsa dell’avvocato, hanno obbligato la nuova dirigenza a scelte molto sofferte e difficili.
Sono stati anni bui, dopo il lancio della prima serie della Punto, il tentativo che aveva portato a diversificare gli investimenti in vari settori, dai supermercati alle assicurazioni, passando dai prodotti finanziari a quelli aerei, si è rivelato controproducente, infatti, se da un lato a permesso alla FIAT di ramificarsi in settori dal grande sviluppo, ha fatto perdere ai propri manager il fine principale della società: produrre automobili.
Si è dovuto quindi cedere "gioielli di famiglia" quali, Toro assicurazioni, Fiat avio, che erano stati costituiti ed acquisiti con grandi sacrifici finanziari combinati a genio imprenditoriale, tutto ciò per fornire al settore auto, settore in cui la famiglia Agnelli non ha mai smesso di credere, la liquidità necessaria per sconfiggere la crisi.
Negli ultimi mesi però, finalmente, le cose sono cambiate, con il lancio di nuovi modelli Fiat Panda e Lancia Ypsilon, il rinnovamento della gamma con il lancio della Nuova Punto, del face lifting delle Alfa Romeo 156 e 166, le nuove Ulysse e Phedra ed oggi con il lancio della Fiat Idea, finalmente il gigante ha rialzato la testa, dimostrando di poter competere su ogni mercato ad armi pari con la concorrenza.
Non bisogna dimenticare la commercializzazione del piccolo diesel multijet 1.3, con cui sono equipaggiati, da pochi giorni, anche alcuni modelli Opel, per rendersi conto della vivacità e della consistenza delle idee e dei progetti del centro ricerche e sviluppo della FIAT.
Gianni Coda, oggi, in occasione del lancio della nuova Fiat Idea, ha inoltre annunciato il miglioramento della qualità dei tre marchi affermando che gli interventi in garanzia dal 2001 sono diminuiti del 30%.
Come italiani non possiamo fare a meno di essere compiaciuti di tutto ciò che è stato fatto e non possiamo far altro che augurarci che la strada intrapresa per quanto difficile sia quella giusta.
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