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Nuova Alfa 147: Motori e meccanica d’avanguardia
La gamma propone tre benzina e tre turbodiesel. Innanzitutto due 1.6 Twin Spark 16 valvole con potenze di 105 e 120 CV e coppie rispettivamente di 14,3 e 14,9 kgm; e il 2.0 16v da 150 CV (coppia di 18,5 Kgm) sempre della famiglia Twin Spark che tanto successo ha riscosso da parte di tutta la clientela Alfa Romeo.
I turbodiesel sono i due brillanti 1.9 JTD con potenze di 100 e 115 CV e il potente 1.9 JTD 16v M-Jet che sviluppa una potenza di 150 CV a giri/min 4000 e una coppia di 31 kgm (305 Nm) a 2000 giri/min. Appartenente alla seconda generazione dei motori JTD, quelli Multijet e plurivalvole appunto, il propulsore si segnala per una grande piacevolezza di guida e per le prestazioni davvero brillanti.
Novità anche nei cambi, in particolare Nuova Alfa 147 propone un nuovo cambio robotizzato, evoluzione del famoso Selespeed, che offre un’interfaccia ancora più "user frendly" e intuitiva senza rinunciare al piacere e al divertimento della trasmissione manuale.
Infine, sulla Nuova Alfa 147 debutta lo schema Comfort che abbina, davanti, le sospensioni "a quadrilatero" e, dietro, quelle di tipo McPherson "evoluto". Il tutto per il cliente si traduce in maggiore comfort di guida senza penalizzare l’handling.
1.9 JTD 16v M-Jet da 150 CV
Alfa Romeo ha presentato alla fine del 2002 il 1.9 M-Jet 16v da 140 CV, il primo al mondo della seconda generazione dei propulsori "Common Rail". Adottato da Alfa 147, 156 e Sportwagon, in abbinamento con un cambio meccanico a 6 marce d’impostazione sportiva, il motore è stato ulteriormente sviluppato per l’applicazione su Alfa GT, fino a raggiungere la potenza di 150 CV. Ed è proprio questa motorizzazione ad essere impiegata anche sulla nuova Crosswagon Q4 e, da oggi, anche sulla Nuova Alfa 147.
Si tratta di un "4 cilindri in linea" con alesaggio di 82 millimetri e corsa di 90,4 mm, capace di erogare una potenza di 110 kW a 4000 giri/min e una coppia di 305 Nm (31 kgm) a 2000 giri/min.
Questo turbodiesel è stato oggetto di diversi interventi tecnici tesi a incrementare le prestazioni, la coppia motore ai bassi regimi e la riduzione della rumorosità e delle vibrazioni. Come dimostra il sistema "Common Rail" adottato dal 1.9 JTD 16v M-Jet che prevede due nuove strategie di controllo automatico delle calibrazioni e del bilanciamento del gasolio iniettato, a vantaggio della silenziosità acustica e vibrazionale.
Senza contare che la Nuova Alfa 147 così equipaggiata assicura performance davvero molto interessanti: la velocità massima è di 208 km/h e l’accelerazione 0 - 100 km/h è di 8,9 secondi. Il tutto a fronte di consumi molto contenuti:
8,0 l/100 km nel ciclo urbano;
4,7 l/100 km nel ciclo extraurbano;
5,9 l/100 km nel ciclo combinato.
Il sistema Multijet, segreto dei JTD di seconda generazione
Alla base dei turbodiesel di seconda generazione vi sono sempre i principi del "Common Rail", ovvero alta pressione d’iniezione e controllo elettronico degli iniettori stessi. Ma con una caratteristica in più: durante ogni ciclo motore, aumenta il numero di iniezioni rispetto alle due attuali. All’interno del cilindro, quindi, la quantità di gasolio bruciata è la stessa ma viene suddivisa in più parti, ottenendo una combustione più graduale.
Tra i vantaggi, una maggiore silenziosità di funzionamento, una riduzione delle emissioni e un incremento delle prestazioni di circa il 6-7%, accompagnato da una resa motoristica che migliora ancora la guidabilità della vettura.
Risultati non di poco conto, dunque, soprattutto perché ottenuti su un motore che, oltre a rappresentare un incredibile balzo tecnologico rispetto ai diesel a precamera, fa registrare enormi miglioramenti anche nei confronti dei JTD di prima generazione.
Il segreto del Multijet è racchiuso nella centralina che controlla il comando elettrico di apertura e chiusura degli iniettori (oltre che in questi ultimi). L’elemento chiave, anzi, è la centralina elettronica stessa, che può far eseguire una serie di iniezioni anche molto vicine tra loro.
Sviluppato dai ricercatori di Fiat Auto proprio a questo scopo, il componente (insieme con gli iniettori) consente di attuare quelle "iniezioni multiple" che assicurano un controllo più preciso delle pressioni e delle temperature sviluppate nella camera di scoppio, oltre che un migliore sfruttamento dell’aria immessa nei cilindri. In questo modo si raggiungono ulteriori traguardi: nel controllo del rumore di combustione, nella riduzione delle emissioni e nell’incremento delle prestazioni.
Dietro allo sviluppo del sistema Multijet c’è un lungo lavoro di ricerca. In un primo tempo, infatti, i tecnici hanno risolto il problema dei limiti imposti dalle centraline. Poi hanno steso una mappa dei benefici che si ottengono incrociando una certa sequenza di iniezioni multiple (due secondarie molto vicine alla principale; una secondaria non troppo vicina alla principale più altre due secondarie ravvicinate; una secondaria e poi, ad una certa distanza, due principali vicine tra loro; eccetera) con i vari campi di funzionamento del motore: nella zona del minimo; con bassi carichi e regime di rotazione basso; ad alto numero di giri e con un carico medio; a basso numero di giri e con un carico elevato e via discorrendo.
Lo studio ha fatto emergere le potenzialità del sistema, che fornisce sempre grandi vantaggi, ma accentuati, in un campo o nell’altro, a seconda del tipo di sequenza scelta e dell’area di funzionamento del motore nella quale questa viene applicata. In alcuni casi, infatti, si privilegia la riduzione dei tempi di avviamento e della fumosità, in altri l’incremento della coppia e l’abbattimento del rumore, in altri ancora la riduzione delle emissioni e l’incremento della silenziosità.
Oggi quella ricerca ha portato alla realizzazione dei motori Multijet: per il Gruppo Fiat un ulteriore primato nel campo dei motori a gasolio. Risultato reso possibile dal grande know how accumulato in questo campo fin dal 1986, quando nasceva la Croma TDI, prima vettura diesel ad iniezione diretta del mondo.
Si trattava, per quegli anni, di una vera e propria conquista tecnologica che in seguito sarebbe stata adottata da altri costruttori. Maggiori prestazioni e minori consumi sono i risultati raggiunti con l’iniezione diretta del gasolio, resta però insoluto l’eccessivo rumore del propulsore ai bassi regimi di rotazione e nei "transitori". Inizia così lo studio di un sistema di iniezione diretta più evoluto, ricerca che alcuni anni più tardi porterà al principio del "Common Rail" e allo sviluppo dell’Unijet.
L’idea nasce nei laboratori di ricerca dell’Università di Zurigo, dove si sta perfezionando un sistema di iniezione mai applicato prima su una vettura, il "Common Rail" appunto. L’idea è semplice e allo stesso tempo rivoluzionaria: continuando a spingere gasolio all’interno di un serbatoio, si genera pressione all’interno del serbatoio stesso, che diventa un accumulatore idraulico ("rail"), cioè una riserva di combustibile in pressione pronto all’impiego.
Tre anni dopo, nel 1990, inizia la preindustrializzazione dell’Unijet, l’impianto sviluppato da Magneti Marelli, Centro Ricerche Fiat ed Elasis sul principio del "Common Rail". Una fase che si conclude nel 1994, quando Fiat Auto decide di scegliere un partner che abbia la massima competenza nel campo degli impianti d’iniezione per motori diesel. Il progetto viene quindi ceduto alla Robert Bosch per la parte finale del lavoro, cioè il completamento dello sviluppo e l’industrializzazione.
Arriviamo così al 1997 e al lancio dell’Alfa 156 JTD equipaggiata con il rivoluzionario turbodiesel. Rispetto ai propulsori diesel tradizionali il JTD assicura un miglioramento medio delle prestazioni del 12%, oltre che una riduzione dei consumi del 15%. Risultati che spingono le vetture dotate di questo motore ad un successo immediato. Adesso è la volta della seconda generazione dei motori JTD, quelli Multijet e plurivalvole: nel 2002 con il 1.9 M-Jet 16v (capostipite di questa nuova famiglia di propulsori a iniezioni multiple); nel 2003 con lo stesso 1.9 potenziato a 150 CV proprio per Alfa GT e con il 2.4 JTD Multijet 20v da 129 kW (175 CV) disponibile sui modelli Alfa 166, Alfa 156 e Sportwagon. Oggi tocca alla Nuova Alfa 147 godere di tutti i vantaggi e le prestazioni del 1.9 JTD 16v M-Jet da 150 CV.
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