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Schumacher: ’Per essere felice devo sedere ad un volante’
Maranello, 15 gennaio - Dopo Barrichello e Badoer, oggi è Michael Schumacher a presenziare alla conferenza stampa dell’International Press Ski Meeting di Madonna di Campiglio.
Il Campione tedesco ha raccontato ai giornalisti di aver trascorso le sue vacanze in modo tranquillo, prendendo parte ad alcuni eventi e rilassandosi in Norvegia insieme alla famiglia.
Le prime domande si sono focalizzate sulla recente notizia del prolungamento del contratto di Barrichello fino al 2006. ’Sono molto felice per Rubens’ - commenta Michael - ’Il prolungamento del suo contratto è una decisione naturale e logica: la Ferrari ha fatto la scelta migliore, perché Rubens è un pilota bravo e veloce, senza contare che questo farà sì che si possa continuare a lavorare con continuità e con lo stesso clima di collaborazione e amicizia che si è formato in questi anni. Non mi preoccupa il fatto che Rubens abbia manifestato la volontà di vincere un campionato’ - continua Michael - ’tutti i piloti vogliono vincere. E’ il nostro mestiere. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che essere competitivi e vincere spesso non sono la stessa cosa’.
Secondo il pilota della Ferrari quella del 2004 si prospetta una stagione interessante come quella passata e sicuramente non facile. ’Noi cercheremo di fare del nostro meglio’ - commenta - ’ma adesso è sicuramente troppo presto per esprimere un’opionione’.

Progetti di ritiro? ’Ho bisogno di vedere un volante davanti a me per essere felice’ - spiega Michael - ’e spero di poter continuare a correre fino a che sarò competitivo. Il mio metro di paragone è il mio compagno di squadra: nel momento in cui non fossi più competitivo rispetto a lui, allora potrebbero sorgere dei problemi di motivazione. Ma’ - conclude con un sorriso - ’ho fatto qualche giro di kart durante le vacanze e mi sembra di andare ancora abbastanza forte!’
A Michael è stato chiesto come si è sentito nel correre nel 2003 a Imola e Budapest, i due momenti, per motivi personali e sportivi, più difficili della stagione: ’In una squadra si lavora tutti insieme’ - ha ricordato Michael - ’quindi non io, ma tutti, cerchiamo di stringerci nei momenti difficili e unire le forze. E’ proprio in questi momenti che la squadra gioca un ruolo fondamentale e cerca di massimizzare le performance. Quando mi calo nell’abitacolo sono solo, ma continuo a pensare alle strategie e a quello che abbiamo deciso insieme precedentemente. Solo così si può vincere’.
Tra la fine della stagione 2003 e l’inizio di quella 2004 si incrociano nomi prestigiosi, quello di Villeneuve, che ha dato l’addio al mondo delle corse, e quello di Senna, il cui decennio della morte ricorrerà proprio quest’anno. Che effetto hanno questi nomi sul campione tedesco? ’Non mi sono sentito particolarmente coinvolto dal ritiro di Villeneuve, perché con lui non ho mai avuto rapporti diversi da quelli di lavoro. Credo invece che lo sport perda un nome prestigioso’ - spiega Michael - ’La stima che sento invece nei confronti di Senna è un sentimento personale e privato, che non credo esprimerò in alcune commemorazione pubblica’.
Ovviamente, non era possibile non concludere con qualche commento sulla nuova stagione imminente: ’Vorremmo cominciare il Campionato con la nuova macchina, così da capire subito quali sono i settori in cui bisogna lavorare e migliorare’ - conclude Michael - ’Per quello che riguarda i nuovi circuiti, invece, dal punto di vista di pilota, non costituiscono un problema: il giovedì mattina prenderò la mia bici e farò un giro in circuito, così da memorizzare la pista. Forse dal punto di vista della squadra è più difficile, perché bisogna lavorare in condizioni sconosciute, ma, anche in questo caso, sarà tutto da vedere!’
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