Era il 1995 quanto la Fiat si trovava in un momento di entusiasmo dopo il successo di quella che è tutt’ora una best seller, la Punto, e il ritorno in settori dai quali per molti anni era stata assente come quello delle coupè e delle cabrio; in un periodo in cui il futuro si prospettava roseo si tornava in un altro dei settori dove la Fiat è stata protagonista, quello delle piccole spider, facendolo con un modello ricco di fascino e richiami al passato, iniziando dal nome che, per volere della Fiat stessa va scritto con la "b" minuscola, vezzo non sempre rispettato, richiama le auto "à bateau" degli anni ’40 e ’50, ben diverse dall’attuale spider torinese, e questo ha fatto storcere i nasi, soprattutto perché questo nome è legato alla tradizione della Ferrari che al Salone di Torino del ’48 presentò una versione aperta con due posti secchi carrozzata da Touring, la 166MM, sotto il cui cofano si trovava un 12 cilindri a V da 140 cv.

Con la barchetta la Fiat torna in grande stile in un settore dal quale è stata assente per più di dieci anni da quanto dalla Pininfarina uscì l’ultima delle 124 Spider dopo essere stata per anni presenti in ogni fascia di mercato delle spider, dall’utilitaria "850" alla raffinata "Dino", lasciando così il mercato in mano alla concorrenza, soprattutto quella giapponese della Mazda che, con la Mx-5 del 1989, nata dal concetto di auto divertente, quasi una replica delle spider classiche, che fu un successo da 350 mila vetture vendute in tutto il mondo, tanto da spingere le più importanti Case costruttrici, comprese Mercedes e BMW, a tornare nel settore.

Lo stile è fatto di numerosi richiami al passato, già al primo approccio all’auto ci si rende conto dello stile inconfondibilmente italiano del design, le nervature sulla fiancate rendono la linea filante e aggressiva, così come il muso lungo arricchito dai fari carenati, il parabrezza dalle dimensioni ridotte e il posteriore corto è muscoloso.

Per entrare nella piccola spider occorre premere il pulsante sulla portiera che consente ad una levetta in alluminio di uscire e completare l’operazione, meccanismo che può sembrare laborioso ma che è invece molto bello a livello estetico, lasciando la fiancata completamente liscia e che dopo un po’ di abitudine all’inconsueto meccanismo, il medesimo della Fiat 8V del ’52, diventa assolutamente normale.

Entrando nell’abitacolo si rimane impressionati dalla sportività del design, lineare, semplice ma aggressivo, arricchito da parti della carrozzeria a vista. Seduti al posto di guida colpisce la sensazione di avere tutto a portata di mano, ogni comando del piccolo abitacolo a portata di mano, ergonomico.

La leva del cambio corta e vicina a chi guida fa braccetto con una strumentazione a fondo bianco di tipo motociclistico raggruppata dietro il piantone dello sterzo in tre elementi circolari. La strumentazione è quella base ma è sufficiente.

Sempre all’interno colpisce la qualità dei materiali con cui è costruita la plancia, morbidi a tatto e per gli accostamenti quasi tutti perfetti, la barchetta è un’auto che nasce ancora seguendo metodi in parte artigianali.

Di grande effetto è il design della spider aperta grazie all’originale meccanismo che consente alla capote, una volta aperta, di scompartire in un apposito vano dietro i sedili, coperto da un coperchio in lamiera.

Anche il bagagliaio, che così come il cofano motore è ottenuto in un pozzetto, come sulla "850", è sufficientemente capiente per due persone, bagagliaio che può essere integrato dallo spazio lasciato libero dalla capote quanto questa è chiusa, subito dietro i sedili.

Non è tutto sommato solo l’estetica di quest’auto a renderla emozionante, anche la meccanica è di tutto rispetto, la trazione anteriore, anche se è contestata dai puristi, consente alla barchetta di essere un’auto facile da guidare ma che, grazie ad uno buono studio degli sbalzi, sa essere anche molto gratificante; a supporto c’è un nuovo propulsore, nato esplicitamente per la spiderina torinese, che è in grado di raggiungere i 200 all’ora passando da 0 a 100 km/h in 8,9 s con il 90% della coppia disponibile già 30000 giri.

La barchetta è un’auto tutta da scoprire!


Nel 2003 è previsto un restyling a lungo atteso e che saprà traghettare l’attuale versione fino al 2005 quando è previsto un modello del tutto nuovo.


Informazioni
HOME | Marche | Saloni | Auto fuori produzione | Tecnica | Sport | Auto dell’anno | Tu ed Autopareri
Autopareri il portale dell' auto © 2003-2012 - Un servizio Internet Diffusion