Discussione: V12 Ferrari
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Vecchio 12/10/04, 07.17   #2 (permalink)
poppy84
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La storia dei motori V 65° é nata a maranello negli anni 60 con alcune vetture F1, sport e Gt a 6 cilindri (mosse dal famoso propulsore « Dino »). La storia recente del 65° concerne invece l’architettura a 12 cilindri, ripresa dalla Ferrari alla fine degli anni 80 e che cerchero di sintetizzarti qui sotto.

Essendo ormai l’epoca del turbo al tramonto, nel 1988 alla Ferrari decidono di cambiare strada e la F1-87/88C (motore tipo 033/E, 6 cilindri a V di 90 gradi, basamento in ghisa speciale senza canne riportate, teste in lega leggera, raffreddato ad acqua) é in procinto di essere sostituita da un nuovo modello aspirato progettato da Barnard.

La nuova monoposto denominata inizialmente 640 dal numero di progetto, e poi con la sigla unificata in F1-89 debutta finalmente nella stagione 1989 anche con un nuovo pilota, Nigel Mansell che ha affiancato Berger. La F1-89 segna il ritorno al motore 12 cilindri aspirato,( tipo 035/5, 12 cilindri a V di 65 gradi posizionato posteriormente, basamento in ghisa speciale senza canne riportate, teste in lega leggera, biella di mm 112, raffreddato ad acqua, distribuzione a 5 valvole per cilindro (3 di aspirazione), 2 alberi a camme in testa per fila di cilindri, comando ad ingranaggi situato anteriormente, Cilindrata unitaria e totale 291,49/3.497,96 cc) ed è dotata - novità assoluta per la F1 - di comandi del cambio al volante.

Io ritengo personalmente che che la scelta di un angolo tra le bancate di 65° risulti nell’ F1-89 da una scelta progettuale ben precisa. Infatti il motore 035/5 é frutto di un progetto tutto nuovo, che non ha niente a che vedere con i vecchi V12 a 60°. Inoltre penso che quest'architettura non comporti alcun svantaggio perché se é vero che l'angolo corretto é di 60° (720/12=60), questo valore é assolutamente comparabile a quello di un’angolo di 65°. Semmai si puo trarre un leggerissimo vantaggio dall'abbassamento del baricentro del motore. Inoltre i calcoli di Colombo, (il padre dei V12 a 60°) non tenevano conto dei progressi della tecnologia effettuati in 40 anni che permettono di equilibrare un motore a V anche senza rispettare l'angolo naturale tra le bancate.

Fatto sta che quest’angolo di bancata verrà conservato sui V12 successivi sia da corsa che da strada nelle versioni a 5 e 4 valvole per cilindro.

La F333 SP, ad esempio, segna il ritorno alle corse in categoria"Sport Prototipi", categoria sulla quale la Ferrari ha costruito parte della sua fama. Il potente V12 di questa « storica » auto é derivato dalo stesso progetto che prevede V12 a 5 valvole per cilindro (12 cilindri a V di 65°, derivato dal motore di una vettura di serie (progetto F 130), numero valvole 60, 4 alberi a camme in testa; valvole e bielle in titanio, 3997 cc, circa 600 CV).

In tema di vetture stradali, la coupé 2+2 456 GT rimane un'interpretazione d’altissimo livello (che risponde secondo me finalmente ai canoni delle Gt Ferrari anni 60) della tecnica Ferrari. Il V12 a 65°, frutto di un progetto tutto nuovo é disposto anteriormente e racchiude in sé come mai prima d'ora flessibilità e grande potenza. (12 cilindri a V di 65°4 valvole per cilindro, 2 alberi a camme in testa, Potenza massima 442 CV).

Infine ultima rappresentante di questa succinta storia del 65° é l’F50 la quale é nata per celebrare i cinquant’anni d’attività della Ferrari, ed è stata la vettura più vicina ad una Formula 1 che la Ferrari abbia mai costruito. Fa largo uso di sofisticati materiali compositi e di tecniche costruttive (motore portante bullonato alla monoscocca centrale) ed aerodinamiche tipiche della F1. Il suo motore da 4,7 litri è direttamente derivato dall'unità che equipaggiava la monoposto F1-90 del 1990, (ovvero 12 cilindri a V di 65°, 5 valvole per cilindro, doppio albero a camme in testa per bancata, 4700 cc, 520 CV).

L'architettura a 65° rappresenta il presente ed il futuro del 12 cilindri in casa Ferrari. Ti ricordo che secondo indiscrezioni il V12 "F140" a 48 valvole della Enzo verrà adattato ed adottato da tutta la produzione Ferrari (a 12 cilindri naturalmente).

Per maggiori informazioni non ti resta che procurarti : « Ferrari V 65°: l'efficacia di un'idea - Pubblicato da Ferrari spa e distribuito dalla Giorgio Nada Editore »

Citazione :

« Fra i propulsori costruiti a Maranello dalla fine degli anni Cinquanta a oggi, quelli con la V di 65° rappresentano un gruppo quanto mai nutrito, che comprende i 6 cilindri della famiglia Dino, montati sia sulle monoposto di Formula 1 e 2 (156 F2, 246 F1), sia su vetture Sport (246 S, 246 SP, 206 S e SP), sia infine sulle granturismo a motore centrale posteriore quali la 206 e 246 GT. In una seconda fase tale architettura è stata poi trasferita anche sui propulsori V12, a iniziare dalle monoposto F1-89, F1-91, F92 A sino alle ultime GT (550 Maranello e Barchetta Pininfarina). Il volume, reso accattivante da una grafica moderna ed elegante, ripercorre modello dopo modello quest’avvincente storia attraverso rare immagini d’epoca supportate da testi brevi e esaustivi. I modelli riportati nel volume sono: V6: Dino 156 F2 (1956), Ferrari 246 F1 (195, Ferrari 326 MI (195, Dino 296 S (195, Ferrari 256 F1 (1959), Dino 196 S (1959), Ferrari 246 S (1960), Ferrari 246 P F1 (1960), Ferrari 156 F2 (1960), Ferrari 156 F1 (1961), Ferrari 246 SP (1961), Dino 166 P (1965), Dino 206 SP (1965), Dino 206 S (1966), Ferrari 246 F1-66 (1966), Dino 166 F2-67 (1967), Dino 166 F2-68 (196, Dino 246 Tasmania (196, Dino 166 F2-69 (1969), Dino 206 GT (196, Dino 246 GT (1970); V12: Ferrari F1-89 (1989), Ferrari F1-90 (1990), Ferrari F1-91 (1991), Ferrari F92 A (1992), Ferrari 456 GT (1992), Ferrari F93 A (1993), Ferrari 412 T1 (1994), F333 SP (1994), Ferrari F50 (1995), Ferrari 550 Maranello (1996), Ferrari 550 Barchetta Pininfarina (2000). »
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