Sappiamo tutti che sono gia' in essere gli specchietti cromatici esterni. Il punto e' pero' che in realta' essi non assolvono in modo ottimale la loro funzione funzione. Infatti gli specchietti dovrebbero essere scuri solo di notte, quando le vetture posteriori viaggiano con gli anabbaglianti o gli abbaglianti accesi, e viceversa di giorno dovrebbero rimanere invece chiari. Allora l'idea (molto complessa) e' di creare degli specchietti adattativi nel modo che si e' descritto. Lo scurimento e' graduale e proporzionale alla situazione in essere. Esso infatti viene ottenuto a mezzo di un cristallo ad annerimento regolabile a mezzo di una tensione elettrica applicata ai bordi. Tale cristallo viene sovrapposto allo specchietto base, e in questo modo crea un sistema a specchio con luminosita' variabile.
Ma come si ottiene la contro-cromaticita'?
Il discorso e' articolato, esso e' il seguente.
1) Cellule foto-ettriche.
Un piccolissimo sistema di cellule fotoelettriche sormonta lo specchietto centrale. Le cellule sono montate su due superfici opposte, la prima che affaccia verso l'anteriore (cioe' verso il parabrezza) e la seconda che affaccia verso il posteriore. Ciascuna delle due superfici misura circa 9 cm^2 ed e' composta di tre semipiani, ciascuno contenente 16 cellule fotoelettriche. Dunque ciascuna superficie anteriore e posteriore contiene 48 cellule fotoelettriche.
2) Misura di luce.
La superficie anteriore (rivolta verso il parabrezza) misura la luminosita' esterna generale. Essa sostanzialmente genera una certa corrente che determina la luminosita' ***media*** esterna alla vettura.
3) Misura di illuminamento.
La superficie posteriore (rivolta nella direzione dello specchietto) misura le condizioni di luminescenza posteriore. La certezza di un illuminamento da faro viene data a mezzo della misura della differenza massima di tensione che sussiste tra tutte le 48 celle della superficie posteriore.
4) Quanto temporale anteriore.
Il quanto temporale anteriore e' l'intervallo di tempo durante il quale il sistema che ha assuto una data posizione (un determinato grado di trasparenza o di oscuramento) a causa di un cambiamento nella luce esterna (anteriore) tende a mantenere tale configurazione. Esso e' tipicamente di cinque secondi. Questo significa che se viene identificata una situazione di data illuminazione (anteriore) la configurazione non verra' alterata dal quanto anteriore.
5) Quanto temporale posteriore.
Il quanto temporale posteriore e' l'intervallo di tempo durante il quale il sistema assume una data posizione (un determinato grado di trasparenza o di oscuramento) a causa di un cambiamento nell'illuminamento (posteriore) e la mantiene tale. Esso e' tipicamente di quindici secondi. Questo significa che se viene identificata una situazione di data illuminazione (posteriore) la configurazione non verra' alterata dal quanto anteriore.
La condizione di annerimento dello specchio allora e' data dalla soddisfacimento di ***tutte*** le seguenti proprieta'
a) La misura di luce (anteriore) e' molto bassa.
b) La misura di illuminamento (posteriore) identifica un forte illuminamento (anabbaglianti o abbaglianti a una distanza di meno di 70 metri)
c) e' scattato un quanto anteriore o posteriore
Allora lo specchietto si annerisce per un grado di oscuramento pari alla misura di illuminamento posteriore.
Opinioni in merito sono gradite.
Regards,
Francesco

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