Molto del fastidio che riceviamo dalle luci dei veicoli proviene dal fatto che pur non essendo propriamente diretta, la parte abbagliante della luce rimane concentrata in alcuni punti specifici della superficie riflettente.
Le soluzioni che io vedo al problema sono essenzialmente due, la prima semplice, la seconda piu' complessa.
1) Rivestimento esterno del fanale bianco latte.
Rivestendo la superficie del gruppo ottico di un vetro bianco latte si avrebbe una luce molto piu' diffusa su tutta la superficie del faro. Certo poi si tratta di montare all'interno delle lampade piu' potenti (diciamo potenti circa il doppio delle originali) ma io penso che in questo modo si eviterebbe almeno in parte l'effetto di abbaglio e di fastidio causato a chi proviene in senso inverso. Alternativamente alla superficie esterna del faro si potrebbe cospargere la superficie della parabola interna di un sottile strato di vetro bianco, in modo che la luce riflessa sia comunque bianca e non risulti accecante. Anche in questo caso naturalmente le lampade montate devono essere parecchio piu' potenti.
L'effetto della luce non diretta (ovvero non riflessa in toto) risulta tanto piu' evidente quando si pensi che le parabole di fari "vecchi" delle auto, che spesso risultano molto ingiallite, provocano molto meno fastidio a chi viene in senso inverso.
2) Soluzione a geometria complessa.
Questa soluzione e' alquanto costosa e complicata, ma permette di mantenere saldamente l'illuminazione entro una certa altezza. Dunque essa risulta ottimale per gli anabbaglianti, fari che tipicamente devono illuminare solo la strada.
Si tratta di montare la lampada con la parabola alquanto distante dallo sfogo di uscita della luce. Piu' la lampada e la parabola sono distanti, maggiore e' la precisione nel taglio superiore della luce. Ecco allora il metodo, spiegato in modo grafico.
Codice:
|/ ========= --------------->
|/ ========= ---------------> L
/ |/ ========= ----------> U
/ |/ ========= ---------------> C
O ^ ---------> E
----- ^ | ---->
| |
Parabola Lente Lamine
con lampada riflettenti
verso il basso
La luce con la parabola punta obliquamente sulla lente. A quel punto la lente curva i raggi luminosi obliqui diretti verso l'alto in modo da farli tendere alla linea retta. I raggi residui che sono diretti leggermente verso l'alto vengono riflessi obliquamente verso il basso dalle lamine riflettenti. Sopra le lamine sono riflettenti solo nella parte bassa, sopra esse sono nere e dunque assorbono la luce che arriva obliquamente verso il basso.
Dunque le lamine riflettenti costituiscono l'ultimo taglio per i raggi fortemente obliqui. Se le lamine fossero riflettenti anche sopra, a quel punto i raggi obliqui, dopo varie riflessioni, rischierebbero di uscire diretti verso l'alto. Invece in questo modo uscendo dal fanale i raggi luminosi sono di due tipi:
- diretti leggermente verso il basso
- diritti in avanti
In questo modo si e' ottenuto un efficace e preciso taglio dei raggi diretti verso l'alto. Dunque l'eventuale fastidio della luce che colpisce chi viene in senso inverso e' alquanto ridotto, mentre non e' ridotta la luce diretta in profondita'.
Se a questo punto si riveste la lente di un colore bianco si riduce al minimo qualunque possibilita' di abbagliare chi proviene in senso inverso. Naturalmente in ques'ultimo caso la sorgente luminosa dovra' essere potente il doppio.
Si nota che nello schema presentato, la sorgente luminosa e la parabola devono essere montate in posizione molto arretrata, diciamo ad almeno settanta centimetri di distanza rispetto alla lente ed alle successive lamine.
Abbiamo cosi' ottenuto una illuminazione molto precisa, con un taglio netto della luce diretta verso l'alto.
3) Il tre non c'e' ma a me piace il dispari.
Opinioni in merito sono gradite.
Regards,
Francesco

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