Nessuna musica di sottofondo, solo suoni accentuati. Padre e figlio 45 e 12 anni. Prendono posto su di una 159 nera, allacciano le cinture e scambiano un breve sorriso. Sembrano avere un pò di fretta, ma i movimenti del guidatore, rapidi, rimangono calmi e precisi. Una strada di periferia, solo il rumore del motore, imperioso e leggermente su di giri. Improvvisamente sulla carreggiata appare la figura stralunata di un uomo molto anziano, la frenata: decisa, ma non esasperata, la calandra si arresta secca e sicura davanti alla telecamera, a un metro e mezzo dalla sagoma del vecchio. Il contrasto netto tra l'agressività - rispettosa - del muso e la sagoma lieve dell'uomo. Il figlio guarda il padre con un'espressione di lieve spavento subito fugato, che lascia il posto a un sentimento di calma fiducia, l'uomo scende e si colloca di profilo davanti al profilo del vecchio, che sorride in un clima felliniano, perso, ma riconoscente. L'inquadratura si allarga sul profilo dell'auto. Schermo nero e scritta: "La vita di tutti. Prima di tutto". Logo Alfa, scritta 159.
Spot anti BMW, arrogante e psudo poetico, anti Mercedes, figlio di papà, con la fetta biscottata in bocca.
Martin Luther



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