Arese, parte il piano per il dopo Alfa
Repubblica — 21 marzo 2010 pagina 9 sezione: MILANO
UN NUOVO quartiere, schiere di capannoni, e una cittadella commerciale che si estenderà su un terreno di 135mila metri quadrati. È questo il futuro dell' area Alfa di Arese, deciso dalla giunta regionale con una delibera che disegna il piano di programma che si attendeva da 15 anni. E proprio contro il nuovo assetto dell' area, ieri molti dei 300 operai Fiat che ancora lavorano ad Arese sono scesi in piazza. Accantonata l' idea di trasferire i lavoratori a Torino, ora l' azienda offre loro un anno di cassa integrazione straordinaria. Ma le tute blu chiedono garanzie: «Il piano della Regione mette la parola fine alla presenza di Fiat ad Arese - dice Corrado Delle Donne, storico rappresentante di Slai Cobas - avevano promesso che le attività produttive sarebbero rimaste, invece si prevede una gigantesca speculazione edilizia, e per noi non c' è posto». Ora che il progetto è stato licenziato dalla Regione, spetta ai Comuni che ospitano l' area mettere la firma: un atto poco più che formale, che arriva dopo anni di contrattazione. Ma non è comunque detto che tutto andrà liscio. La giunta Formigoni aveva promesso «la firma degli enti locali entro febbraio», e invece slitta a dopo le elezioni. Per blindare l' approvazione del nuovo assetto dell' area, il Pirellone ha spezzato il piano in due: i sindaci di Rho, Aresee Lainate (e forse quello di Garbagnate, meno entusiasta) saranno chiamati in un primo momento - forse ad aprile - ad approvare la destinazione di case e capannoni. Solo successivamente discuteranno i tracciati delle nuove strade che dovranno collegare l' area con la Fiera di Rho, con Malpensa e con le autostrade, opere finanziate in parte dai privati cui è concesso costruire. Ma si annuncia battaglia: «Non vogliamo tangenziali vicine alle case, ma una metrotranvia che ci colleghi alla Fiera», dice Gianluigi Fornaro, sindaco di Arese, sul cui territorio si trova il 44 per cento dell' area. Il piano licenziato dalla Regione divide di fatto l' area in quattro macro zone. La prima, di 300mila metri quadrati, resta a Fiat, che amplierà il museo dell' Alfa Romeo e dove potrebbe sorgere un hotel. La seconda, di 800mila metri quadri, è dell' azienda Aig Lincoln: oltre ai capannoni già attivi (alcuni occupati dalla Pirelli) altri saranno destinati al terziario. Ed è questo il «cuore produttivo» annunciato dal governatore Roberto Formigoni. Poi c' è il maxicentro commerciale Iper, con 45mila metri quadri di superficie di vendita, che si estenderà su un' area tre volte più grande. Il colosso sarà costruito dall' immobiliare Aglar, proprietaria del terreno. Completano il quadro i 750mila metri quadri destinati a edilizia, anche convenzionata, verde pubblico e servizi. Sopravvivono gli impianti di trattamento delle acque al vertice Sud del terreno, e la centrale termica a Nord. Nel piano, i privati si impegnano a donare terreni e a garantire fondi necessari a una serie di servizi: dal "polo incubatore per la mobilità sostenibile" alle piste ciclabili, dal posteggio pubblico da mille posti al finanziamento di 4,5 milioni di euro per "interventi a sostegno del tessuto socio economico locale". E poi ci sono strade e ferrovie, per cui andrebbero 29 milioni. Per il sindaco di Rho, Roberto Zucchetti, «la partita si giocherà sulla definizione dei tracciati, e quindi sulla divisione dei fondi fra i vari territori comunali». © RIPRODUZIONE RISERVATA -
FRANCO VANNI
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