
Originariamente Scritto da
il FUSI
Nonostante di norma non abbia un carattere accomodante, lo scrivente si è già espresso (conoscendo personalmente entrambi i "contendenti" che reputo miei amici) in favore di uno smorzare dei toni di contrasto, che non sono utili a nessuno. Fra l'altro tutti dicono che "bisogna combattere per un fine comune" ma vedo che nella realtà dei fatti prevale l'idea molto italica del "mio giardino" ed enti che si son permessi di offendere altri dandogli nientemeno che degli affaristi (e da che pulpito poi!) son lì a dimostrarlo. Ognuno può avere una personale idea, la quale, magari sbagliata, non deve essere presa per "il verbo" quando non vera anche se la sembra. E men che meno, su questo argomento Museo che agita le passioni di tanti, che a parole tutti difendono o vogliono difendere, si deve a mio parere trascendere in malsopportazioni o mancanza di informazioni certe, di scambio di conoscenze reciproche. La buona fede, la fiducia o la sfiducia, non giustificano mai l'eventuale danno che viene patito dalla controparte.
Di sicuro la realtà dimostra, al di là di quello che può essere il "romantico pensare di tutti gli Alfisti coalizzati per la salvaguardia e la salvezza di quel plesso", di come si possa essere provinciali (ergo "chiusi"), di come possa albergare la sfiducia, di come si possa essere tutti diversi l'uno dagli altri. Non ho visto superate certe diffidenze inerenti il "io penso che", non ho visto la canalizzazione di tutte le opinioni di tutti verso un canale unico e serio che potesse raggiungere la finalità da tutti propugnata. Non ho visto chissà che cooperazione e non credo neppure debba essere giustificata la diffidenza quando non si fa nulla per capire se è superflua o fondata. Vedo invece che, sicuramente ognuno in buona fede, vi è chi crede di avere "la verità in tasca" su un argomento complesso che non riguarda un solo soggetto, ne riguarda molti.
E' tanto "bello" dire che ci si batte all'univoco per.... ma avrei sperato che ci si battesse tutti a fianco, e non su binari paralleli ma divisi. Peraltro è come giocare al poker: non scegli le carte, non scegli i players che hai di fronte, devi fare, e far bene, con le carte che hai e senza sottovalutare i giocatori al tuo tavolo. Non mi sono mai astenuto dal "fare casino" e fare mugugno, fosse anche nei confronti del Padreterno, ma mai ci si deve astenere dal domandarsi quale strada sia la migliore per il risultato che si deve avere. Fosse anche una strada non ideale, non "quella che vorrei". In questa ottica credo anche io che un can can mediatico, avendo a che fare con l'azienda Fiat, non sia producente per questo "progetto". Credo che si dia troppo per scontato che un'azienda possa soggiacere a quello che vedrebbe come una sorta di "ricatto", cui rispondere al limite anche con una "ripicca" al di là di quanto di buono possa aver deciso prima, sopratutto un'azienda oggi gestita come sappiamo e che ha già dimostrato quanto possa valere la sua insofferenza. Un'azienda che non ha brillato per "rispetto degli Alfisti" in passato, un'azienda che non ha brillato per "l'intoccabilità di un plesso". Il vincolo, da molti visto come un punto di partenza e una panacea, è in realtà solo che un punto di partenza, della serie, il bello viene adesso. Adesso perchè anche se il vincolo è presente, anche se contenesse poche "concessioni" alle osservazioni fatte dall'azienda, cosa risolve di fatto? Si certo un controllo dello status quo, le auto non possono essere vendute, il plesso non demolito. E con questo? Anche il capannone del centro stile non è stato demolito, ma mi pare che sia solamente che lì a ammuffire. Ed allora non si può aspettare il salvatore tedesco, che Iddio volesse arrivasse domani (e ci sarebbe poi da capire come vuol comportarsi), perchè il giocatore attuale non è tedesco, nè credo che si possa ragionevolmente pensare che il giocatore proprietario, all'oggi, si smuova da un "torpore" di sua spontanea volontà sotto la spinta di cosa? Di un manipolo di colleghi appassionati che manifestano la loro insoddisfazione sacrosanta, condivisibile e condivisa? Ma dove mai abbiamo visto, negli ultimi anni, una presa di coscienza "spontanea e positiva" verso il mantenimento del Museo? Allora credo si debba essere "propositivi" e "alternativi" utilizzando l'arma del mugugno solo come extrema ratio allorchè si veda che non esiste alcuna alternativa. La qual cosa, al momento, non mi pare sia per questo specifico argomento. Onestamente mi interessa molto di più quel che vi è dopo il vincolo che non la rispettabilissima e encomiabile manifestazione di rispetto e attaccamento al Museo che sottintende il non volere che nulla venga cancellato.
E questo lo dico come sereno e tranquillo scambio di opinioni, che come viene fatto quà può essere fatto in altre sedi forse più adatte.
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