Dopo una decina d'anni buoni la Casa tedesca torna a cimentarsi in una coupé a quattro posti. Un'auto dalle molte personalità, pronta a trasformarsi da versatile sportiva a Gran Turismo, a seconda delle versioni. Arriverà su strada a giugno. A VOLTE RITORNANO Dopo aver man mano riempito con pazienza tutte le altre caselle comprese tra il 2 e l’8, all’Audi hanno
chiuso l’ultima finestra rimasta vuota, quella numero 5. Nella cabala di Ingolstadt a questo numero hanno deciso di far corrispondere
una coupé a quattro posti, un genere che mancava nel listino dei quattro anelli da una decina d’anni buona. E per un ritorno tanto importante
Walter de’ Silva e soci non se la sono sentita di osare troppo, con il designer che
giura apertamente di non aver mai schizzato un’auto più bella di questa.
VOLTO NOTO Paragoni a parte,
la linea della A5 è elegante e slanciata e non perde neppure una briciola del
fortissimo family feeling che lega tutti i modelli della Casa. Roba che anche Mr Magoo saprebbe riconoscere
al 100% come un’Audi Doc. Al centro spazio dunque all’immancabile calandrona
Single Frame, che da il la a una altrettanto classica
V che solca il cofano prominente. I tocchi di sportività comunque abbondano. Lo spoiler anteriore ha un andamento molto movimentato, mentre
i fari tirano su la parte esterna per dare un’aria più aggressiva e accigliata all’insieme. Spettacolari sono pure le luci di posizione a Led, che disegnano una virgola luminosissima.
NERVI A FIOR DI PELLE La fiancata vive sul
contrasto tra superfici concave e convesse. Due
sinuose nervature, insieme al padiglione molto filante, guidano lo sguardo verso una
coda piuttosto muscolosa. Le sue forme garantiscono una capacità di carico di ben
455 litri ma non fanno molto per mascherare le dimensioni della A5. Metro alla mano, la coupé tedesca
è lunga 4.625 mm, larga 1.854 e alta 1.372. Anche il passo è importante, pari a 2.751 mm.
VARIAZIONE SUL TEMA Sulla stessa base, senza perdere tanto tempo, all’Audi hanno deciso di confezionare
subito anche la variante da sparo, battezzata come vuole la tradizione
S5. Loghi a parte,
per riconoscerla basta poco. La mascherina è grigio platino con i
listelli verticali cromati, così come a effetto metallo sono anche le coppe degli specchietti. Le
minigonne scendono più pudiche verso l’asfalto e i
paraurti sono più grintosi. Da quello posteriore, inoltre, fanno capolino
quattro terminali di scarico. Sempre in coda si nota uno spoilerino appena più pronunciato in cima al cofano bagagliaio.
OTTIMA QUALITA’ All’interno, a fare da comun denominantore ad A5 e S5 c’è una
plancia molto curata, che, come vuole l’ultima moda Audi, si sviluppa
a L e fa sentire il pilota avvolto dai comandi. La
componentistica è di ottima qualità, ai vertici della categoria. Per chi non ha molta esperienza con le Audi di ultima generazione, occorre solo
prendere un po’ di confidenza con il sistema MMI, che affida molti comandi al manopolone sul tunnel centrale.
BEST-SELLER Nonostante la prevendita sia iniziata a marzo,
la nuova A5 arriverà su strada solo nella seconda metà di giugno. Inizialmente la gamma sarà composta da due motorizzazioni. La
best-seller annunciata è la 3.0 TDI con
trazione integrale quattro e cambio manuale a sei marce. La sua potenza massima è di
240 cv tra 4.000 e 4.400 giri, mentre la coppia massima è di
500 Nm stabili tra 1.500 e 3.000 giri. Quanto alle prestazioni, la velocità di punta è di
250 km/h, il tempo nello 0-100 è di
5,9 secondi e la percorrenza media è
13,9 km/litro.
IN BUONA COMPAGNIA In attesa delle
3.2 FSI da 265 cv, con trasmissione automatica CVT multitronic a trazione anteriore o con cambio manuale a sei marce a trazione integrale, e della
2.7 TDI da 190 cv multitronic, tutte
in arrivo entro fine anno, a completare il listino c’è la punta di diamante. E’ la
S5 4.2 FSI con motore
V8 capace di
354 cv a 7.000 giri e di
440 Nm a 3.500. Se anche qui la velocità massima è di
250 km/h è solo per l’intervento della centralina, che tarpa le ali all’allungo. Grazie alla motricità assicurata dalla
trazione quattro e all’efficienza del cambio manuale a sei marce,
la pratica 0-100 è sbrigata in 5,1 secondi, tempo degno di sportive blasonate, mentre l’iniezione diretta della benzina permette di percorrere
8,1 km con un litro di verde.
PER TUTTI I GUSTI La A5 3.0 TDI è proposta con
tre allestimenti. Quello
base costa
45.700 euro e offre di serie tra le altre cose cerchi in
lega da 17" gommati 225/50,
clima automatico,
fari allo xeno con lavafari, lettore Cd e Mp3 e
volante multifunzione in pelle. Aggiungendo
altri 2.400 euro si può scegliere invece tra le versioni
Ambiente e Ambition. La
prima ha come standard anche
l’antifurto, i sensori di parcheggio, crepuscolare e pioggia, il
cruise control e i sedili elettrici.
BUONA LA SECONDA La
seconda offre a sua volta i sensori pioggia e crepuscolare e il cruise ma poi punta tutto sulla sportività, con
un assetto sportivo, cerchi in lega da 18", fari adattivi e finiture in alluminio. In tema di sportività il top è però la
S5 e non solo per look descritto sopra. Proposta a
59.400 euro, ha una dotazione che comprende un
assetto specifico e ancor più rigido chiamato S, cerchi da
18" con pneumatici
245/40 e
sedili elettrici superavvolgenti.
ACCOGLIENTE A bordo della A5 è quasi
impossibile non trovarsi a proprio agio. Il sedile scende fino a finire rasoterra e si solleva a mo’ di seggiolone, arretra fino a toccare il divano e avanza a ridosso del volante.
Chiunque riesce insomma
a tagliarsi il posto di guida su misura. A qualcuno
potrebbe far piacere che il volante scendesse ancora più in basso ma un simile appunto rappresenta il classico pelo nell’uovo. I
passeggeri posteriori non hanno di che lamentarsi troppo. Una volta fatto un po’ di contorsionismo e raggiunto il divano, godono di una sistemazione dignitosa, anche se
i centimetri per le ginocchia e per la testa non abbondano.
SOLO ANDATA Una volta in movimento, la
A5 offre una discreta visibilità. Percepire quali siano gli ingombri esatti non è immediato ma con un po’ di apprendistato non dovrebbe essere impossibile esibirsi in parcheggi chirurgici. In ogni caso, per evitare il corpo a corpo tra paraurti, basta affidarsi ai sensori di parcheggio o alla telecamerina posteriore (optional) che può proiettare le immagini di quel che accade dietro sul display in plancia.
Lo sterzo è molto leggero e semplifica la vita in manovra. Con il salire della velocità si dimostra
anche piuttosto progressivo. A dare un po’ fastidio è più che altro
l’assenza di ritorno del volante quando si sterzano molto le ruote e si esce da curve molto strette.
QUATTRO IS MEGL CHE DU Ciò non vuol dire comunque che la coupé tedesca non
esca a testa alta anche dal misto più tortuoso. Certo il suo fisico è imponente ma il
bilanciamento complessivo è ottimo e solo
se guida in modo scomposto il peso si fa sentire. Se invece si guida con precisione, la
A5 gira con precisione e difende la traiettoria con tenacia. Il terreno di caccia ideale di quest’Audi restano comunque le curve più veloci. Vista la stazza,
il rendimento migliore lo offrono le versioni equipaggiate con la trazione integrale, che assicura una spinta più omogenea in uscita di curva.
MR MUSCOLO In tal senso, il fatto che l’Audi indichi come probabile best-seller la
3.0 TDI quattro non sorprende affatto.
Questo motore ha sempre fatto un figurone a ogni sua apparizione sui vari modelli di Ingolstadt e
pure stavolta si dimostra all’altezza, nonostante sia chiamato a un insolito ruolo sportivo. Il suo
cavallo di battaglia è il tiro ai bassi, che consente di riprendere senza fatica anche da poco sopra i 1.000 giri. Superata quota 1.500 la spinta si fa molto vigorosa e si viene letteralmente fiondati in avanti
con un crescendo imperioso.
Il vigore non viene meno neppure a regimi medio alti e solo quando la lancetta del contagiri supera quota 4.000 si perde un po’ di smalto. Insistendo sul pedale dell’acceleratore il motore allunga però ancora e supera con disinvoltura i 5.000 giri.
MARATONETA Così motorizzata e provata
con assetto standard, la A5 si dimostra una
sportiva a tutto tondo. Le sospensioni hanno una
taratura sostenuta ma non secca, che non lascia mai ciondolare la carrozzeria a destra e a manca ma
digerisce bene anche lo sconnesso. In questo modo la nuova coupé dell’Audi rivela
insospettabili doti di passista, pronta a macinare chilometri su chilometri su ogni genere di percorso.
CHE VOCIONE La
S5 è invece fatta
di tutt’altra pasta rispetto alla sorella turbodiesel. Il Dna è quello di una
vera e propria Gran Turismo e che la sua indole sia diversa lo si intuisce dal primo rombo del motore. Il
V8 FSI ha un
sound cupo e profondo, che cattura l’attenzione anche del passante più distratto, senza per questo risultare fastidioso. Nell’abitacolo, anzi, la sua voce sembra ovattata, complice
l’ottima insonorizzazione. Il risultato è che quando si pesta di brutto sull’acceleratore, ci si trova
al limitatore senza quasi accorgersene, almeno se si guida a orecchio.
MONOMARCIA Se invece ci si concentra sulla velocità con cui gli oggetti scorrono dietro i finestrini ce ne si accorge, eccome. Il fatto è che
il V8 eroga la sua potenza in modo graduale, sin dai regimi più bassi, tantoche
nel misto si può tranquillamente inserire la quarta e guidare la S5 come se fosse monomarcia. Anche in presenza di salite,
l’elasticità è da manuale e permette di riprendere sempre senza dover smanettare sul cambio. Il telaio è in linea con tanta meccanica. Al prezzo di
qualche scossone in più sulle buche, l’assetto sportivo S regala una
precisione maggiore in fase di percorrenza e la possibilità di sfruttare al meglio in grip delle gomme in appoggio.
UN ASSAGGIO In occasione della presentazione è stato possibile avere una prima presa di contatto anche con la versione
3.2 a trazione anteriore, dotata del
cambio automatico multitronic con funzione sequenziale a otto rapporti selezionabili anche tramite levette al volante. Se il
cambio merita un plauso incondizionato per la sua dolcezza e per la sua rapidità nell’impiego quotidiano, occorre dire che
questa è l’A5 che piace di meno. Priva della trazione quattro e con meno peso sul posteriore,
perde un po’ dell’equilibrio che caratterizza le sue sorelle, accusando anche qualche lieve reazione allo sterzo in accelerazione. Il suo torto maggiore, però, sta probabilmente nel fatto di essere stata provata per ultima…
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