Addio Oldsmobile
mito americano
Si chiude un'era nel mondo automobilistico americano: la Oldsmobile, uno dei marchi storici del Paese, va in pensione. Dopo 107 anni di servizio - la prima vettura uscì dagli stabilimenti dell'azienda nel 1897 - la Oldsmobile chiuderà i battenti il prossimo giovedì, quando la catena di montaggio di Lansing, nel Michigan, sfornerà la sua ultima vettura. Controllata dalla General Motors, la Oldsmobile - che deve il suo nome al fondatore, Ransom Olds - ha rappresentato per anni la macchina della famiglia americana divenendo, in particolare dagli anni 40' agli anni '70, uno dei simboli automobilistici statunitensi.
Come ogni storia americana che si rispetti anche quelle della Oldsmobile nasce dalla passione e da un garage. All'alba del 1887, dieci anni prima del debutto ufficiale sul mercato di un suo veicolo, Olds - ingegnere appassionato di motori - metteva a punto una vettura a vapore a tre ruote, una sorta di punto di partenza per le auto che da lì a poco avrebbero conosciuto enorme popolarità. Ad un solo decennio di distanza, nel 1897, vedevano infatti la luce i primi quattro modelli usciti dalla Olds Motor Veichle - fondata il 21 agosto dello stesso anno - mentre, nel 1901, le Poste statunitensi decidevano di acquistare modelli Oldsmobile per consegnare lettere e pacchi.
Il vero e proprio successo su larga scala, tuttavia, arriva nel 1905 quando - spinta anche da una partecipazione come vettura ufficiale al Tour de France del 1903 - la Oldsmobile piazza sul mercato 6.500 modelli 'Curved Dash'. La macchina, particolarmente apprezzata, viene impiegata in una delle prime traversate transcontinentali americane: la New York-Portland, sempre nel 1905. Grazie al successo ottenuto presso il pubblico americano, la Oldsmobile entra a far parte, nel 1908, del gruppo General Motors, iniziando a sfornare vetture leggendarie come la decapottabile '42 Roadster' nel 1915 e la Viking nel 1929, l'auto simbolo della gioventù dorata descritta da Francis Scott Fitzgerald ne 'Il grande Gatsby'.
Tra le prime società americane del settore automobilistico, la Oldsmobile ha ricoperto un ruolo importante anche dal punto di vista militare, preparando - dal 1942 - pezzi di artiglieria e motori per i mezzi utilizzati dalle truppe americane nella Seconda guerra mondiale. La consacrazione definitiva, arriva però nel 1949 quando la Oldsmobile 'Rocket V-8' partecipa per la prima volta alla 500 miglia di Indianapolis: quella vettura, infatti, diventerà il modello preferito dai giovani statunitensi e la macchina ripresa da decine di pellicole cinematografiche.
Proprio il mondo della celluloide, regalerà ulteriore fama al marchio posseduto dalla General Motors: sono ispirate alla Oldsmobile, infatti, le macchine dei ragazzi scanzonati di 'Happy Days' e la vettura guidata da Danni Zucco-John Travolta in 'Grease' mentre John Belushi e Dan Akroyd ne 'I Blues Brothers' non perdono occasione di sfasciare una vetrina della Oldsmobile citando la solidità dei suoi prodotti. Tra le tappe fondamentali della casa del Michigan, poi, la vettura numero un milione venduta nel 1977 e la creazione dell'air-bag, montato su alcuni modelli di 'Tornado' già nel 1973.
Toccata duramente dalla flessione del mercato dell'auto negli ultimi tempi, la General Motors - già nel 2001 - aveva fissato per quest'anno la discesa del sipario sulla storia della Oldsmobile, i cui ultimi esemplari verranno assemblati nei prossimi giorni. L'ultima vettura prodotta dalla Oldsmobile - un modello Alero - verrà inviato al museo dei Trasporti dedicato a Ransom Olds a Lansing.
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