Visto che ho aperto la scatola dei ricordi parlandovi della mia Delta, mi sembra giusto dedicare un piccolo spazio ad un'altra storica che, lungi dall'eguagliare le altre in stato di conservazione, mi ha comunque tenuto compagnia per quasi tutto il 2009.
Trattasi di una Autobianchi A112 Elegant rosso Etna con tettino bianco del 1973, acquistata a Piacenza per 500 euro, praticamente tutta originale, marciante, con targhe e documenti di prima immatricolazione, addirittura iscritta Asi; interessante, dal punto di vista storico, che si trattasse di una ormai rara seconda serie bicolore, prodotta per poco tempo dal marzo 1973 al dicembre 1974.
Ovviamente la vettura non era perfetta, come testimoniano le foto qui sotto, scattate il giorno dell'acquisto...
La carrozzeria era priva di ammaccature (salvo una bottarella sotto al faro anteriore destro) e senza strisciate di parcheggio, ma la vernice si presentava opaca e con svariati punti di ruggine, per fortuna di tipo superficiale; i paraurti erano miracolosamente integri e non deformati, ma con la plastica durissima, cotta dal sole e da lunghi anni di esposizione alle intemperie; cancellata dal tempo la cromatura dell'inserto della guarnizione del lunotto; inoltre mancavano alcuni particolari di allestimento, quali le cornici dei fari anteriori e il pezzo posteriore della modanatura paracolpi sinistra (però conservato nel portabagagli); le frecce anteriori arancio erano scorrette (avrebbero dovuto essere bianche), ma si trattava di una modifica d'epoca, effettuata, probabilmente per eccesso di zelo, quando la legge dichiarò obbligatorie le plastiche arancioni (nel 1977, ma solo sulle auto immatricolate dopo tale data).
Tra gli optional, lo specchietto Vitaloni cromato, le gomme "sportive" 155/70, il lunotto termico e l'utile retronebbia.
Anche all'interno la situazione non era delle migliori: i pezzi c'erano tutti e la stoffa dei sedili era integra grazie alle foderine (talmente vecchie da sfarinarsi letteralmente...), ma disordine e polvere regnavano sovrane; decisamente fuoriluogo lo stemma Ferrari sul volante, mentre era preziosa la presenza del contagiri (optional); presenti alcuni inconvenienti "tecnici" quali l'impossibilità di aprire il finestrino lato passeggero (bloccato) e i deflettori anteriori, che si staccavano dalla loro sede a causa delle cerniere rotte...
Meccanicamente la vettura era in ordine, revisionata e marciante, tanto che il viaggio di ritorno da Piacenza a Bergamo si è svolto senza alcun inconveniente.
Una volta a casa, ho cercato di dare alla A112 un aspetto migliore, limitatamente ai mezzi a mia disposizione: ho lavato e lucidato la carrozzeria, ritoccato a pennello i punti di ruggine, trattato le parti in plastica, montato le cornici ai fari anteriori (anche se nere e non cromate come avrebbero dovuto essere in origine) e il pezzo mancante del paracolpi laterale.
Questi pochi accorgimenti sono bastati per cambiarle decisamente faccia...
Pulizia accurata anche all'interno: ho aspirato e lavato la moquette del pavimento e la selleria, lucidato la plancia e i pannelli laterali, eliminato lo stemma Ferrari e aggiunto il set di sovratappeti in gomma Lassy grigi a righe nere scartati dalla mia A112 E blu, ma ancora in buono stato.
Anche qui sono rimasto soddisfatto del risultato.
Nel tempo la piccola A112 si è comportata più che egregiamente.
Per un periodo è stata utilizzata da mio fratello, che si era trovato, per motivi di lavoro, ad avere temporaneamente bisogno di un'auto da battaglia per recarsi in un'area di cantiere non asfaltata: brillante e dal simpatico rombo (un pò meno per i vicini di casa...) la A112 partiva sempre la mattina, nonostante dormisse all'aperto, e percorreva, anche quattro volte al giorno, un tratto di strada statale, caratterizzato da molti saliscendi e da lunghe gallerie, ad una media di 80/100 km/h (ma mio fratello sostiene di averla tirata fino a leggere i 150 sul tachimetro!).
Ovviamente, qualche intervento di manutenzione si è reso neccessaro: ho sostituito i tubicini della benzina, il filtro dell'aria e le candele.
Alla fine, poi, a quest'auto mi sono pure affezionato, al punto da regalarle una moderata personalizzazione sportiva, fatta con pochi mezzi, come si usava negli anni '70: un set di strisce adesive perimetrali bianche e nere, quattro cerchi in lega Cromodora e una coppia di fendinebbia rettangolari a vetro giallo applicati sulla calandra...
Ecco la cara, vecchia A112 ritratta in qualche fotografia poco prima di essere venduta ad un simpatico ragazzo di Asti, località che, ovviamente, ha raggiunto sulle sue ruote...
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