Quarant'anni fa a Montecarlo la Fulvia in cima al mondo
di Vittorio Falzoni Gallerani
L'anniversario (quaranta anni) della storica vittoria al Rally di Montecarlo 1972 scatterà la notte del 29 Gennaio 2012 ma noi non possiamo resistere fino ad allora: vogliamo essere i primi a festeggiare la ricorrenza di questo evento ed i suoi protagonisti.
E, con tutto l'affetto e l'ammirazione per Sandro Munari e Mario Mannucci che sono stati ospiti del suo abitacolo per una settimana e l'anno condotta alla vittoria, vogliamo omaggiare soprattutto Lei: la Lancia Fulvia 1,6 HF targata TO E24266 e con il numero14 sulle portiere.
Partita da Almeria, in Portogallo, si apprestava a condurre una gara dignitosa nella consapevolezza che presto sarebbe stata sostituita nella squadra HF da una vettura più specialistica: non più una versione adattata di un modello di serie come lei ma bensì un mezzo espressamente concepito per i rallies, specialità che stava guadagnando in risonanza gara dopo gara.
In più, quell'anno, le avversarie erano di primo piano e sensibilmente più potenti o leggere di Lei: le Alpine Renault A 110, trionfatrici l'anno prima e forti di sei esemplari ufficiali più uno per l'equipaggio femminile Moss-Crellin, pesano circa duecento chili in meno con potenza simile mentre le Porsche 911, pur pesando un centinaio di chili in più della Fulvia, possono disporre di 110 CV aggiuntivi per un totale di 270.
Ma quali sono le cifre della Fulvia? Eccole: 158 CV DIN a 7.200 giri/min e 830 kg di peso a vuoto; i cento CV/ litro che è arrivato a sviluppare sono il massimo per la gloriosa creatura di Ettore Zaccone Mina, il valente motorista della Lancia, se si vuole mantenere un'assoluta affidabilità, elemento determinante per ottenere buoni risultati in questo tipo di gara;
Come dicevamo la squadra HF parte molto serena e rilassata sapendo di non avere un mezzo totalmente competitivo e con l'obiettivo di ben figurare: lo stato d'animo ideale per affrontare qualsiasi importante impegno; arrivati però al termine del percorso d'avvicinamento, quando il percorso diventa comune ed il gioco comincia a farsi duro, ci si scopre terzi assoluti grazie a quel mago del volante che risponde al nome di Sandro Munari (il "Drago"), che riesce ad incunearsi tra tre Alpine Renault dominatrici fino a quel momento.
Non che ci si credesse più di tanto ma questo piazzamento non può che incoraggiare tutta la squadra, capitanata dall'altro mago Cesare Fiorio, a continuare a lavorare con la consueta perizia ma con rinnovato entusiasmo.
E la fortuna aiuta: comincia a nevicare sempre più forte, come dovrebbe essere ad ogni inverno che si rispetti, e questo mette in seria difficoltà una delle due favorite: la Porsche.
Vincitrice di tre consecutive edizioni del Montecarlo, dal 1968 al 1970, in questo frangente rimane vittima del ricorrente desiderio dei tedeschi di strafare e di sbagliare strategia (come dimostra anche la cronaca recente): confidando sull'asfalto asciutto, la Porsche monta sulle sue auto, relativamente pesanti (attorno ai 1.000 chili), il già citato motorone da 270 CV che le povere gomme chiodate di allora non riescono a gestire; dopo poche accelerate i chiodi vengono sparati via con la forza di una fucilata lasciando le povere 911 in drammatico debito di grip.
Intanto la "nostra" Fulvietta, macina prove speciali con risultati sempre migliori mantenendo l'insperato terzo posto assoluto fino al Venerdì, quando comincia la notte delle fiabe per la Squadra HF e per i tantissimi suoi tifosi.
L'ultima innevatissima tappa del "Monte", quella del Turini, vede l'uscita di strada dell'Alpine di Jean Claude Andruet mentre quelle di Bernard Darniche e di Ove Andersson rompono il cambio; Munari invece marcia come un orologio svizzero concentrato, racconterà Mannucci, come non lo aveva mai visto ed il risultato all'alba è la vittoria assoluta con dieci minuti di vantaggio (una vita) sulla Porsche 911 di Gerard Larrousse dalla potenza quasi doppia e da essa tradita.
L'anno doveva chiudersi poi in maniera trionfale con la Lancia Campione Internazionale Marche con una vettura che, ad inizio stagione, era stata schierata al via soprattutto per onor di firma.
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