Vediamo di tornare al Paolino mode dei vecchi tempi.
Da un numero di Autosprint che purtroppo non riesco a datare. Posso dire comunque che siamo sul finire degli anni '60.
Le nostre anticipazioni sulla costruzione a Modena, ad iniziativa del giovane Pier Giorgio Marazzi, industriale di piastrelle, di una interessante vettura azionata da un motore posteriore Lancia di 1800cc derivato dalla serie, hanno avuto chiara conferma.
La vettura, che aveva riscosso i maggiori consensi e anche i giudizi più favorevoli da parte di noti assi del volante, fra i quali Manuel Fangio che l'aveva provata all'autodromo e sull'autostrada, ha fatto la sua comparsa ufficiale suscitando notevole interesse.
Quali gli sviluppi di questa iniziativa, che è stata portata così felicemente a termine?
Purtroppo la macchina resterà fine a sé stessa e non potrà segnare, come sembrava, l'inizio di una costruzione in piccola serie per dar luogo ad una nuova attività modenese, che avrebbe potuto esprimersi non più nel settore artigianale, ma in quello industriale.
Sono sorti contrattempi che ci sono stati esposti dallo stesso Pier Giorgio Marazzi.
“Ho portato a termine – inizia il nostro cortese interlocutore – la macchina con la collaborazione del noto tecnico Giorgio Neri, nonostante da tempo fossi a conoscenza della impossibilità di realizzare un programma produttivo, se pure in scala ridotta.
Ripeto in scala ridotta, in quanto si voleva fornire all'amatore qualificato e competente una vettura di grande classe e prestigio e, soprattutto, dalle caratteristiche tecniche inedite e originali.
Evidentemente tutto questo sta a dimostrare il grande entusiasmo che aveva animato la mia iniziativa e, contemporaneamente, anche la grande delusione per essere stato costretto ad interrompere l'attività.”
Come mai questo improvviso mutamento di programma? Quali sono le ragioni?
“Non vi sono stati dei motivi tecnici in quanto il parere espresso da notissimi assi del volante all'unisono è stato positivo. S'è trattato di motivi contingenti di varia natura.
Infatti la nostra organizzazione presupponeva la fornitura da parte della Casa di un gruppo propulsore da installarsi posteriormente.
A questo punto, per ragioni che io non voglio conoscere, la Casa non ha accettato di essere inserita nel nostro programma.”
Quali sono le caratteristiche principali della macchina?
“Motore Lancia Zagato 1800 derivato dalla serie, collocato in posizione centrale e retrostante. Si raggiungono i 100 orari in 7” e ½. Velocità oltre 200 orari ottenuti anche con una particolare e rivoluzionaria geometria del telaio e delle sospensioni.
Il peso è di 800 chilogrammi. La carrozzeria, elaborata con nostro progetto e costruita in lega leggera, è rifinita elegantemente. La vettura è alta un metro e due centimetri: è una delle macchine più basse in circolazione.”
Allora avete sciolto la società M.W.M (Motor World Machines)?
“Praticamente si. Non avrebbe più nessuna ragione di esistere.”
Questa piccola intervista, unita alle foto che ho postato, mi ha messo addosso una certa curiosità e mi ha fatto riaffiorare un altro ricordo.
La storia di quest'auto viene ricordata anche nel volume di Dante Candini e Nunzia Manicardi “Stanguellini e l'artigianato automobilistico modenese”, edizioni Il Fiorino Modena 1998.
Citandone un passaggio, scopriamo anche che questa sportiva aveva già un nomignolo...
[....] Oltre che per la F.1, certamente non sono mancate altre interessanti iniziative, come quelle per vetture Gran Turismo da produrre in limitata serie.
Tra queste merita particolare attenzione la "Nembo-Lancia", uscita dall'officina di Neri e Bonacini che, con la collaborazione dell'ing. Giotto Bizzarini, avevano già realizzato i prototipi dell'ASA 1000 (Ferrarina), la prima Bizzarini 5300 Strada ed altre speciali vetture con meccanica Ferrari, Lamborghini e Ford.
Neri e Bonacini ritenevano che sul mercato potesse anche esserci un certo spazio per una vettura Gran Turismo costruita artigianalmente, con la meccanica derivata da una vettura di produzione.
Per quella che sarebbe diventata una "piccola Miura", quindi una macchina con motore centrale e trazione posteriore, la scelta del gruppo motore-cambio Lancia "Flavia" 1800 (4 cilindri boxer montato a sbalzo anteriormente) era ideale, in quanto consentiva il montaggio del gruppo in posizione centrale senza alcuna modifica sostanziale.
Per il telaio si studiò una soluzione che garantisse ottime doti di rigidità con una certa facilità nella manutenzione: fu quindi assemblata la parte centrale della scocca in lamiera incurvata a forma di "vasca", in cui il tunnel centrale fungeva da irrigidimento. Anteriormente e posteriormente erano fissati due telaini in tubi quadri, che sostenevano le sospensioni e il gruppo motore-cambio.
La carrozzeria in alluminio era opera della ditta Anselmo Gentilini. L'abitacolo, molto comodo anche per persone di alta statura, era essenziale e ricordava molto la posizione di guida delle Sport anni Sessanta, con strumenti di grande diametro (tipo Ferrari), posizionati verso il centro. Dietro il motore venne ricavato un ripostiglio, raggiungibile attraverso il cofano baule.
Come già detto, la "Nembo-Lancia" ricordava molto la Miura pur essendo più compatta (lunghezza m. 3,99 contro 4,36) e più bassa (altezza
m. 1.03 contro 1.06); le ridotte dimensioni frontali e il basso peso consentivano alla vettura di raggiungere una velocità di 200 km/h. con ottime doti di guidabilità.
Mentre però il prototipo era ancora in prova, Luciano Bonacini decise di lasciare l'azienda. Giorgio Neri, liquidato il socio, entrò allora in società con Pier Giorgio Marazzi, figlio del noto industriale del settore ceramico di Sassuolo; insieme progettarono di industrializzare il progetto "Nembo-Lancia", fondando allo scopo nel 1967 la MWM. Purtroppo, dopo la costruzione di un secondo esemplare, leggermente modificato e migliorato, il progetto si arenò. [...]
Fine della storia e, a quanto vedo, scomparsa dell'auto. Qualcuno l'ha mai vista da qualche parte? (fiere, saloni d'epoca, ecc. ecc.)
GTC



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