E' da un po' di tempo che voglio scrivere un thread sulle auto che abbiamo avuto in famiglia e i relativi aneddoti che le caratterizzano, giusto per condividere i miei ricordi e le mie avventure/disavventure automobilistiche con voi appassionati di "vecchiette". Ovviamente andrò a memoria e spero che possiate aiutarmi a correggere gli eventuali errori che commetterò, dato che le primavere sulle mie spalle sono ormai 31...
Tutto nasce nel 1977 quando un aitante giovanotto 33enne con mega basette d'ordinanza e una tipica ragazza cotonata 25enne, si conoscono in una discoteca piuttosto rinomata del Varesotto. Dopo aver richiesto come da copione la mano della figlia a mio nonno, mio papà, dopo appena 3 mesi di fidanzamento, convola a nozze con mia madre. A quell'epoca lui guida una Fiat 500 di ignoto colore, presumibilmente rossa se la memoria non mi inganna, ma le informazioni scarseggiano perchè lui non racconta volentieri i dettagli di questa macchina. Pare che l'abbia comprata usata per 500.000 lire, ma che ne abbia spese altrettante per sistemare i fondi marci e altre magagne nascoste da una corposa mano di vernice. Anche la versione è sconosciuta...lui l'ha sempre chiamata "Abarth", ma dubito che lo fosse. Forse aveva al massimo una marmitta diversa e poco più. Questa macchina tornerà alla ribalta più avanti, perchè a causa della fregatura presa, mio padre da allora ha sempre comprato auto nuove, impedendo anche a me e a mio fratello di comprarne una usata. Fortunati direte voi...mica tanto! Perchè se i genitori non te la regalano per la patente o i 18 anni e non si può prendere usata, si arriva come il sottoscritto che ha comprato la sua prima auto a 31 anni...Ciò detto, non posso mettere nessuna foto di riferimento su questa fantomatica 500...ma tanto avete bene in mente di quale auto sto parlando.E comunque la 500 verrà venduta subito dopo il matrimonio, se non erro.
Mia madre, seconda di quattro figli, era invece un pelo più scaltra e, passatemi il termine, figa. Nel senso che lei guidava una Fiat 850 Special color senape. Mica una 600 o una 500. Lei l'ha sempre chiamato senape, comunque è il classico giallo Fiat dell'epoca che conosciamo tutti. In realtà l'auto era dell'intera famiglia, ma visto che mia zia (la sorella più grande di mia madre) era già sposata e "fuori casa", che il fratello minore stava per comprare qualcos'altro (ma se ve lo dico subito, il thread si conclude troppo presto), che l'altra sorella era troppo piccola per la patente, che mia nonna manco l'aveva e che mio nonno a causa di due protesi alle anche non guidava più...beh, la "otto e mezzo", come la chiamava mia madre, era sua. L'auto era corredata dell'adesivo rosso con il limite di velocità a 80 km/h come da legge dell'epoca e mia madre la ricorda con affetto e disprezzo allo stesso tempo. Pare fosse un missile a livello motoristico e a mia madre è sempre piaciuta la guida veloce, però visto l'investimento, mio nonno costringeva mia madre a lavare la macchina ogni sabato mattina e a passare su TUTTE le cromature un panno bagnato con l'olio, per prevenire la formazione della ruggine. Ora capirete perchè a mia madre giravano un attimo le balle. Non sono pervenuti ricordi sulla presenza di optional, ma suppongo ci fossero i classici (e orridi imho) tappeti in gomma che impazzavano all'epoca. Probabile la presenza di un rosario/santino e dell'immancabile scovolino per spolverarla.
Agevolo la foto (in rete non ho trovato nessuna immagine del colore esatto):
I miei genitori si sposano, papà vende la "sòla" 500 e mamma lascia la otto e mezzo a casa dei miei nonni. Cosa potrà mai entrare in famiglia come auto? Ma la 128! Non una versione qualunque, ma la familiare a 3 porte, per di più verde palude. In realtà i miei non hanno mai avuto memoria per le denominazioni commerciali e la 128 viene sempre citata come verde pisello (il primo che fa commenti da spogliatoio verrà bannato, che qui si parla della mia famiglia...). Gran macchina a detta di entrambi, se non per un curioso difetto...i tergicristalli "stanchi". Eh già, ogni tanto si fermavano. Pare che il rimedio, piuttosto casalingo, consistesse in una corposa spintarella con il tacco degli stivali si mamma! Ovviamente siamo alla fine degli anni '70 e le ragazze a quei tempi non uscivano senza le zeppe e i capelli gonfi come panettoni (e meno male, che guidare senza tergicristalli sotto la pioggia non è il massimo...altro dettaglio curioso, la tendenza degli interni in skai ad assorbire gli odori. I miei genitori all'epoca avevano una piccola attività di gastronomia e mia madre, come detto in precedenza abile guidatrice, andava dai fornitori COL 128 (mi raccomando, al maschile) mentre papà faceva le consegne col furgone (altro capitolo che affronteremo più avanti). Altri tempi, oggi sarebbe improponibile viste le leggi in campo alimentare. Ma tornando agli odori, quando mamma andava a prendere il merluzzo fritto, pare che IL 128 restasse in "modalità pescheria" per un paio di giorni buoni. Io non ero ancora nato, per fortuna...
Agevolo la foto, questa volta del colore giusto:
Fine di questa parte...
el Nino



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Siccome ho la Special edicolosa di Solidò proprio a quel modo ma con degli improbabili interni in grigio,vorrei ridipingerli. Bello questo racconto,spero posterai altre puntate. Sugli Off toipc (mi pare) era già stata aperta una discussione simile "Gioie&motori" mi pare s'intitolasse.








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