È stata presentata in Libia al summit dei capi di stato africani, ma ha il cuore italiano. A realizzarla, infatti, è stata un'azienda torinese, la Tesco Ts, specializzata in prototipi e componenti.
Stiamo parlando di The Rocket, l'auto voluta dal colonnello Gheddafi in persona. Ha stilato una lista di dieci punti fondamentali nella progettazione, tra i quali ci sono design innovativo, utilizzo di materie prime locali, confort e sicurezza. Persino le forme affusolate e appuntite nel frontale e nella coda sono state suggerite dal leader libico.
"Il Razzo" è lungo 5,5 metri, largo 1,8 ed è spinto da un sei cilindri di tre litri, che lo fa scattare da 0 a 100 km/h in meno di 7 secondi. Negli interni, abbelliti da pelli e marmi provenenti da Tripoli, si notano quattro posti individuali dotati di ogni comodità.
Per ora esistono solamente due prototipi, ma non è escluso che in futuro The Rocket possa entrare in produzione, utilizzando una piattaforma fornita da altri costruttori. Agli specialisti di Torino, infatti, Gheddafi ha chiesto anche questo.
Tra l'altro, è curioso sottolineare come la proposta automobilistica di Gheddafi sia il replay di un'analoga iniziativa fatta esattamente dieci anni fa. Nel 1999, in occasione di un summit fra leader africani, il colonnello presentò in pompa magna la Saroukh el-Jamahiriya (il Missile Libico, tanto per evocare suggestioni pacifiste), il prototipo di berlinona che vedete nell'ultima foto.
In quell'occasione, Gheddafi si sbilanciò un tantinello, dichiarando al mondo che l'auto, peraltro d'imbarazzante bruttezza, presentava tali soluzioni tecniche da "migliorare la sicurezza di tutto il genere umano", come il paraurti estendibile in caso d'urto frontale. E il direttore della Libyan arab domestic investment company, azienda cui era affidato il progetto, aggiungeva che i compratori avrebbero dovuto aspettare pochi mesi, perché la costruzione della fabbrica era imminente. Chissà, forse dopo dieci anni siamo vicini alla consegna della prima "auto del popolo" libica...
(D.S.)
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