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| HALL OF FAME Iscritto dal: 10/04/03 Località: R O M A
Messaggi: 5.655
| Il regista si è spento a Roma a 91 anni. Nella sua lunga carriera, tanti capolavori Senza toni ideologici o melodrammatici, ha dipinto i disagi del nostro Paese Il cinema italiano piange Dino Risi maestro della commedia all'italiana Tra i suoi film indimenticabili "Il Sorpasso", "I Mostri" e "Profumo di donna" di CLAUDIA MORGOGLIONE Una recente immagine di Dino RisiROMA - Con Mario Monicelli, Nanni Loy, Ettore Scola, Luigi Comencini, è stato uno dei grandi maestri della commedia all'italiana. E oggi il nostro cinema piange la morte di Dino Risi, che si è spento questa mattina nel residence Aldovrandi della capitale, in cui risiedeva da tempo. Aveva 91 anni. Se ne va così un grande vecchio della settima arte: protagonista di una stagione irripetibile, che vanta - specie negli ultimi anni - numerosi, ma mai del tutto riusciti, tentativi di imitazione. Una formula capace di piacere sia ai critici che al pubblico, con la sua abilità nel coniugare divertimento e affresco sociale. TUTTI I FILM/L'ULTIMA INTERVISTA/LE FOTO Insomma, una sorta di Billy Wilder ma made in Italy, come dimostrano i suoi capolavori: dal Sorpasso ai Mostri. Eppure, il milanesissimo Risi - nasce il 23 dicembre 1916, nel capoluogo lombardo - al cinema non ci arriva proprio da ragazzino. Prima, infatti, studia e consegue una laurea in Medicina. I genitori immaginano per lui una carriera in psichiatria, ma il giovane Dino ha altri progetti. E si butta a capofitto nel mondo della celluloide. I primi lavori degni di nota arrivano al servizio di altri registi: ad esempio, come aiuto di Mario Soldati, in Piccolo mondo antico (1940), o di Alberto Lattuada, in Giacomo l'idealista (1943). Nel 1948, il suo debutto dietro la macchina da presa, col cortometraggio I Barboni, ambientato tra i poveri della sua città d'origine. Il suo primo lungometraggio arriva solo nel 1952, ed è Vacanze col gangster. Ma il vero successo arriva un po' più tardi, con la commedia di costume Il segno di Venere e soprattutto con l'exploit al botteghino di Pane amore e..., con Sophia Loren protagonista. Pellicola che bissa i successi di Pane amore e fantasia e Pane amore e gelosia. Un anno dopo, 1956, nuovo boom: questa volta tocca a Poveri ma belli. Realizzato con mezzi modesti, diventa un campione d'incassi. E già questi titoli fanno capire come si svilupperà il cinema di Risi: popolare ma mai eccessivamente sentimentale, attento al costume ma senza rivendicazioni ideologiche. Una cifra che resterà anche nelle sue opere successive: il drammatico Una vita difficile, con un inedito Alberto Sordi; il supercult Il sorpasso, per molti una delle vette assolute della commedia all'italiana, col suo attore preferito Vittorio Gassman; e quello che è e resta un altro dei suoi titoli più celebri, I Mostri (1963). Un'attività intensa, quella di Risi, che dura anche per tutti gli anni Settanta. Decennio in cui realizza, tra gli altri, In nome del popolo italiano (1971), I nuovi Mostri (1977), Caro papà (1979). E anche Profumo di donna, ancora con Gassman, che ottiene due nomination all'Oscar. E che avrà un remake in salsa hollywoodiana un bel po' di anni dopo, con Al Pacino protagonista. Negli anni Ottanta, invece, assistiamo a una minore produzione cinematografica, malgrado film come Fantasma d'amore (1981) e Sesso e volentieri (1982). Intanto, anche suo figlio Marco si dà alla regia, ma con uno stile più serioso e temi di denuncia: la sua pellicola-exploit è Mery per sempre, del 1989 (mentre proprio in questi giorni sta girando il film sulla morte del giornalista napoletano Giancarlo Siani). Per Risi senior, invece, nei Novanta assistiamo a un ulteriore allentamento dell'attività: tra le poche cose da citare, il tentativo - non riuscito - di far rivivere i fasti di Poveri ma belli con il film Giovani e belli (1996). Ma la grande stagione della commedia all'italiana è al tramonto, anche per la scomparsa dei suoi volti più celebri: Gassman, Tognazzi, Manfredi, Sordi. E così, a inizio Millennio, Risi si rivolge alla tv e realizza la fiction Bellissime, ispirata a Miss Italia, e girata a Salsomaggiore. Un finale un po' malinconico, per questo grande vecchio della settima arte. A cui però, nel 2002, la Mostra di Venezia assegna il Leone alla carriera. L'ultima onorificenza di prestigio, nel giugno 2004: quando l'allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, lo insignisce del titolo di Cavaliere di Gran Croce. E tutto il mondo del cinema lo applaude. Prima dell'ultimo festeggiamento ufficiale: quello per i suoi novant'anni. Ma lui, uomo arguto e autoironico, certamente non avrebbe voluto toni troppo pomposi o seriosi, a commentare la sua scomparsa. Anche perché sulla vecchiaia, e la morte, ci ha sempre scherzato: "Penso - ha detto una volta - che bisognerebbe andarsene tutti a ottant'anni. Per legge". (7 giugno 2008) |
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| | #2 (permalink) |
| HALL OF FAME Iscritto dal: 10/04/03 Località: R O M A
Messaggi: 5.655
| FILMOGRAFIA: Giovani e belli(regia) Dino Risi 1996 Tolgo il disturbo(regia) Dino Risi 1990 La ciociara (2)(regia) Dino Risi 1989 Il vizio di vivere(regia) Dino Risi 1989 Teresa (2)(regia) Dino Risi 1987 Il commissario Lo Gatto(regia) Dino Risi 1986 Scemo di guerra(regia) Dino Risi 1985 Dagobert(regia) Dino Risi 1984 Sesso e volentieri(regia) Dino Risi 1982 Fantasma d'amore(regia) Dino Risi 1981 I seduttori della domenica(regia) Dino Risi, Edouard Molinaro, Bryan Forbes, Gene Wilder 1980 Sono fotogenico(regia) Dino Risi 1980 Caro papà(regia) Dino Risi 1979 Primo amore (6)(regia) Dino Risi 1978 Anima persa(regia) Dino Risi 1977 I nuovi mostri(regia) Ettore Scola, Dino Risi, Mario Monicelli 1977 La stanza del vescovo(regia) Dino Risi 1977 Telefoni bianchi(regia) Dino Risi 1976 Profumo di donna(regia) Dino Risi 1974 Mordi e fuggi(regia) Dino Risi 1973 Sessomatto(regia) Dino Risi 1973 La moglie del prete(regia) Dino Risi 1971 Noi donne siamo fatte così(regia) Dino Risi 1971 In nome del popolo italiano(regia) Dino Risi 1971 Il giovane normale(regia) Dino Risi 1969 Vedo nudo(regia) Dino Risi 1969 Il profeta(regia) Dino Risi 1968 Straziami, ma di baci saziami(regia) Dino Risi 1968 Il tigre(regia) Dino Risi 1967 I nostri mariti(regia) Luigi Filippo D'Amico, Dino Risi, Luigi Zampa 1966 Operazione San Gennaro(regia) Dino Risi 1966 L'ombrellone(regia) Dino Risi 1965 I complessi(regia) Dino Risi, Franco Rossi, Luigi Filippo D'Amico 1965 Le bambole(regia) Luigi Comencini, Mauro Bolognini, Franco Rossi, Dino Risi 1965 Il gaucho(regia) Dino Risi 1964 I mostri(regia) Dino Risi 1963 Il giovedì(regia) Dino Risi 1963 Il sorpasso(regia) Dino Risi 1962 La marcia su Roma(regia) Dino Risi 1962 Una vita difficile(regia) Dino Risi 1961 Un amore a Roma(regia) Dino Risi 1960 Il mattatore(regia) Dino Risi 1959 Il vedovo(regia) Dino Risi 1959 Poveri milionari(regia) Dino Risi 1959 Venezia, la luna e tu(regia) Dino Risi 1958 Belle ma povere(regia) Dino Risi 1957 La nonna Sabella(regia) Dino Risi 1957 Poveri ma belli(regia) Dino Risi 1956 Pane, amore e...(regia) Dino Risi 1955 Il segno di Venere(regia) Dino Risi 1955 Amore in città(regia) Federico Fellini, Francesco Maselli, Alberto Lattuada, Carlo Lizzani, Michelangelo Antonioni, Cesare Zavattini, Dino Risi 1953 Vacanze col gangster(regia) Dino Risi 1952
__________________ Ultima modifica di Albizzie : 09/06/08 alle 16.55. |
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| | #3 (permalink) |
| HALL OF FAME Iscritto dal: 10/04/03 Località: R O M A
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| Alla Casa del cinema la commemorazione del regista scomparso Presenti familiari, amici e colleghi, dai Vanzina a Sorrentino Musica, volti noti e tanti ricordi Roma rende omaggio a Risi Monicelli: "Scommettemmo su chi moriva prima, ma non so chi ha vinto..." E le ceneri del grande Dino saranno disperse in Svizzera, dove conobbe la prima moglie Armando Trovajoli alla commemorazioneROMA -La capitale - d'Italia, ma anche del cinema - rende omaggio al grande Dino Risi, scomparso sabato scorso. E lo fa non con una tradizionale camera ardente, ma con una commemorazione in musica: amici e parenti del regista si ritrovano alla Casa del cinema, dove il maestro Armando Trovajoli esegue una serie di brani al pianoforte, in ricordo dell'artista. Una esibizione seguita dai discorsi di chi lo ha conosciuto bene. GUARDA LE IMMAGINI Sulla porta dell'edificio all'interno di villa Borghese, tutto dedicato alla settima arte, c'è la corona di fiori che porta la firma dell'ex sindaco di Roma Walter Veltroni. Ma la maggior parte delle persone presenti appartengono a quel mondo di cui Risi fu un esponente di primo piano. Ci sono, fra i tanti, Mario Monicelli, i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina, Sergio Castellitto, Ettore Scola, Valerio Mastandrea, Paolo Sorrentino, Paolo Virzì, Paolo Villaggio. E poi, naturalmente, i parenti più stretti, a cominciare dai figli Claudio e Marco. Nella sala Deluxe della Casa del cinema, stracolma di ospiti, dopo l'omaggio musicale di Trovajoli parla il fratello del regista, Nelo, che gli dedica una poesia scritta negli anni '70 per ricordare la morte della madre Giulia. "Ieri ho comprato un mucchio di giornali - prosegue - anche quelli che non leggo, e ho visto che Dino è stato trattato come un divo. Mi ha fatto impressione, non so se gli avrebbe fatto piacere. Sicuramente un po' sì...". La commemorazione si chiude poi con le parole del figlio Marco, seguite da un caloroso appaluso: "Le ultime parole che mio padre mi ha detto sono state: pensa al tuo film, e infatti stasera devo partire per andare a girare a Napoli. Se lui fosse qui dopo i primi interventi pieni d'emozione, non so se ora sarebbe moltissimo a suo agio. Probabilmente direbbe, 'se fossi a casa vostra andrei a casa mia', grazie a tutti". E naturalmente, a margine della cerimonia, fioccano i ricordi di chi ha lavorato con lui. Monicelli, ironico come sempre: "Eccomi qui a chiacchierare ancora una volta con Dino e di Dino. L'ultima cosa che abbiamo fatto insieme, è stata una sommessa su chi sarebbe morto prima. Non ricordo però se avrebbe vinto chi moriva prima o chi dopo quindi, chissà se ho vinto". Ancora, Carlo Vanzina: "Sono almeno venti i film di Dino Risi che hanno segnato la mia vita e la storia del cinema italiano". Enrico Vanzina: "Un ricordo legato a lui? Quando morì mio padre e mi telefonò per chiedermi se mi servisse una sponda adulta e sicura. Ricorderò per sempre questa telefonata". E poi, un po' controcorrente rispetto alla fama dello scomparso, Ettore Scola: "Era solo timido e non affatto cinico. E comunque non si celebrava mai, era il suo modo di essere saggio". Nel corso della commemorazione, il figlio Claudio annuncia che le ceneri del padre verranno disperse a Murren (Berna), dove Risi conobbe la prima moglie, Claudia Mosca. (9 giugno 2008) tutto da repubblica.it |
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