Questo lo definirei, per usare terminologia cinematografica-televisiva, un topic "spin-off", cioè che nasce da una costola del "Sedan" e si butta a capofitto nelle vicende di questo telefilm che abbiamo visto un po' tutti, e che è rimasto nel cuore di parecchi di noi.
Affronteremo la storia del serial seguendo i racconti della Knight Rider Legacy, che ho già citato, e che in pratica è la biografia di questo tf.
Parleremo della Pontiac ma non soltanto, seguiremo anche le vicende della serie, degli attori, e di tutte le cose curiose che capitarono sul set.
Buona lettura dal vostro GTC.
Dopo aver già parlato nel "Sedan" di come si riuscì ad arrivare ad avere la TransAm nel cast, parliamo ora di un altro paio di cosette.
Prima di tutto, vediamo un po' come arrivarono i vari attori ad ottenere la loro parte.
Piccolo schemino dei personaggi chiave, con i loro interpreti.
Michael Knight-David Hasselhoff
Garthe Knight-David Hasselhoff
Devon Miles-Edward Mulhare
Bonnie Barstow-Patricia McPherson (in geometria non era brava coi quadrilateri)
RC III-Peter Parros (quello di Adam 12). Solo nella 4a stagione.
Voce di Kitt-William Daniels
Iniziamo logicamente da David Hasselhoff, il quale nel marzo 1982 alla Soap World Convention of TV a Las Vegas, si rese definitivamente conto che non era felice di rimanere incastrato nella parte di un attore di soap opera.
Era bello, alto e giovane e le donne lo amavano, ma tutte quelle che lo fermavano per un autografo lo chiamavano con il nome del personaggio che interpretava e quasi nessuna conosceva o ricordava il suo nome vero.
Decise che era ora di cambiare.
Tornato a Los Angeles, ricevette notizia che l'Entertainment President della Nbc, tale Brandon Tartikoff, lo stava tenendo d'occhio in previsione di proporgli qualcosa, cercò di incontrarlo ma lo mancò di pochissimo, perdendo l'opportunità che gli si era presentata.
Il giorno successivo, ricevette una chiamata per presentarsi al casting di un nuovo Pilot denominato Knight Rider. Era lo stesso Tartikoff, che aveva notato a Las Vegas come le donne gli girassero attorno estasiate e che gli spiegò di cosa si trattava.
David fu esaltato dall'idea, e ci si buttò dentro con anima e corpo. Per le due settimane che seguirono, obbligò tutti a chiamarlo “Michael”.
“Nessuno poteva chiamarmi David. Se qualcuno lo faceva, io rispondevo che non ero David, ero Michael. Michael Knight.”
Ma gli screen test per poco non furono un disastro per David, che mancò l'obbiettivo completamente. Non si arrese e al secondo tentativo, ottenne la parte, battendo tra gli altri candidati Steve Bauer e nientemeno che Don Johnson. Si, proprio lui, avrebbe potuto essere lui Michael Knight.
Lo stesso Glen Larson ammette che sulle prime non notò nulla di particolarmente convincente in David. Non era poi diverso da tutti i ragazzi che aveva visionato e scartato. Ma ebbe modo di visionare una cassetta in cui David simulava il dialogo con l'auto parlante, ed il suo tono di voce, la sua espressione e la sua capacità di parlare al nulla rendendo il tutto credibile furono determinanti per ottenere la parte.
David aveva vinto, ma faticò a convincere la critica, la quale il giorno successivo alla messa in onda del Pilot, fu tutt'altro che benevola nei suoi confronti. Un esempio? Tom Shakes del Washington Post scrisse che “come soprammobile non recitava male”.
Tutto questo non intaccò minimamente le convinzioni di David, il quale successivamente partì per un tour promozionale della serie che toccò 14 città fra le più grandi d'America, incontrando tutti i sostenitori della nuova serie e producendo una gran massa di promozione. Si accorse che lui e Kitt erano già entrati nel cuore di milioni di ragazzi, e ci tenne ad incontrare tutti quelli che poteva.
“I ragazzi amano Kitt come amarono E-T, gli sono affezionati. E' il loro protettore.”
Si passa a parlare dell'arrivo di Edward Mulhare, destinato ad interpretare il ruolo del capo di Michael, Devon Shire (solo successivamente si optò per Miles). Larson conosceva già Edward, e lo stimava molto avendolo visto nella serie “The Ghost and Mrs. Muir”.
“Scelsi Edward perché mettere una persona come lui a recitare in una serie, voleva dire alzarne di colpo il livello qualitativo in maniera evidente. Era un uomo veramente molto intelligente.”
Mulhare però, si rivelò uno scettico nel primo periodo. Non era per niente convinto che lo show potesse funzionare, e pensava che sarebbe durato si e no tre settimane, poi avrebbe fatto flop e sarebbe stato sospeso. Non lo convinceva la storia di un'auto dotata di intelligenza. Evidentemente, quella volta ebbe torto...
Patricia Mc Pherson non fece parte del cast del Pilot, ma arrivò soltanto con il secondo episodio, “Deadly Maneuvers”, “Blu Esplosivo” in Italia. Non fece parte del pilot perché la storia non lo richiedeva, l'apparenza era che Michael non fosse d'accordo con i suoi nuovi partner e lasciasse la Fondazione immediatamente per continuare a lavorare da solo. Tutti noi sappiamo che le cose a fine puntata non andarono così, ma nella storia del Pilot il ruolo di Bonnie parve superfluo e non venne inserito.
Soltanto con il secondo episodio, il legame fra Michael e la Fondazione fu mostrato come ben solido, e si presentò l'esigenza di avere tra i personaggi chi si occupava della manutenzione di Kitt.
Patricia vinse la parte, battendo centinaia di altre donne che erano state chiamate ai provini, tra le quali Anne Lockhart e Mary Margaret Humes. La Lockhart, uscita dalla porta, rientrò dalla finestra, perchè interpretò poi la parte di Sherry Benson, la proprietaria del negozietto di “Scorpioni a White Rock”, uno dei primi episodi ove Michael e Kitt se la vedevano con una banda di motociclisti vandali.
Tornando a Patricia, venne scelta soprattutto per la sua abilità nelle attività manuali... insomma pareva proprio un buon tecnico. Fu subito chiaro che era sottintesa una certa quantità di attrazione fra Bonnie e Michael, ma fu imposto agli autori di non svilupparla mai. Si stava parlando di uno show delle 8 di sera, basato sull'azione. Niente romanticherie. Punto e basta.
Torniamo ora a parlare degli aspetti tecnico-economici dello show.
Acquistare e distruggere oggetti costosi, tipo le auto, aveva un certo peso per il budget degli Studios. La TransAm 1982 modificata secondo le necessità della produzione, costava circa (solo le modifiche) 18000 dollari. Calcolando che la produzione del Pilot utilizzò quattro auto (le due buone e due delle reduci dal crash ferroviario), la spesa totale fu di 72000 dollari, che tenne tutti col fiato sospeso, fino a che non si ricevettero buone notizie dall'audience.
La Pontiac comunque fece capire di non apprezzare particolarmente, in principio, la pubblicità che gli veniva fatta dalla serie, e visto che erano molte le richieste da parte di utenti comuni di acquistare un modello come quello visto in tv, in realtà inesistente, venne chiesto a Glen Larson di far sì che non si facesse mai riferimento alla Firebird o alla casa madre, durante gli episodi.
Ecco spiegato come, dopo che nei primi episodi, qualche timido accenno alla TransAm viene fatto (vedi “Il Gemello cattivo”, dove Kitt pronuncia la frase “KARR sta rovinando la reputazione della TransAm”), le persone che parlano di kitt lo qualificano con nomi vaghi, tipo “la turbo nera”. Alla stessa maniera, è pressoché impossibile vedere un'altra TransAm sullo schermo, nei vari episodi. Kitt viene trattato come un'auto inventata di sana pianta, un prototipo unico, senza riferimenti ad un modello effettivamente prodotto.
William Daniels venne rapidamente scelto per dare la voce a Kitt, grazie al tono fra i più azzeccati che si conoscessero, un misto tra la serietà, l'ironia ed un pizzico di superiorità.
“Ricordo che impiegavo circa 45 minuti a completare il doppiaggio di un episodio, ed ero molto in disparte rispetto al resto. Ricevevo i fogli del dialogo che dovevo interpretare, e a volte non riportavano nemmeno le risposte di Michael. C'erano solo le frasi che dovevo dire io. Anche se può sembrare strano, io e David non ci incontrammo quasi mai, se non a qualche party natalizio".
A questo punto sembrerebbe tutto pronto per partire.
Eh no.
Ci fu un piccolo problema. Il pilot era più corto di 7 minuti rispetto al tempo richiesto.
Di botto Glen si mise a disegnare vignette riguardanti la storia di due ladruncoli ("due attori favolosi, con i quali ho voluto lavorare ancora in seguito") che cercano di impadronirsi di kitt. Queste scene quindi non erano previste in principio, e furono girate dopo tutte le altre.
Ok, ci siamo. E' tutto pronto?... No.
Cavolo, manca la sigla. Non tanto per gli inserti con gli attori e i loro nomi, ma manca il tema principale, cioè l'apertura, insomma mi avete capito. Kitt che arriva da lontano nel deserto.
Vediamo che accadde.
Wayne Fitzgerald, un vero specialista nel realizzare temi azzeccati, decise che era il caso di dare un'impronta misteriosa alla sigla di questo serial, e optò per il deserto. Ci furono parecchi problemi per coordinare la velocità di tale girato, perchè lo scanner, a seconda di quanto si volesse ritoccare la velocità della pellicola (per aumentare o diminuire la velocità della Pontiac), non voleva saperne di avere un bell'effetto. Era troppo lento o troppo veloce.
Problemi che causarono parecchi ritardi, ma il tempo ormai era agli sgoccioli e quella sera il Pilot doveva andare in onda.
Entrò nella storia della TV americana Knight Rider, in maniera rocambolesca, direi, quella sera... la "pizza" con la sigla giunse agli studi della NBC pochi minuti prima dell'inizio del Pilot, e, praticamente, tutti la videro per la prima volta. Anche chi l'aveva fatta. Andò in onda "in diretta" se così possiamo dire.
Ora, una piccola pausa.



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