Lo scorso 2 Settembre ho contattato tramite posta elettronica varie concessionarie Toyota della mia regione con lo scopo di comunicargli le caratteristiche dell’auto usata che stavo ricercando.
Il giorno successivo vengo contattato telefonicamente da un venditore della concessionaria Autobielle di Lucca che conseguentemente alla mia richiesta voleva conoscere ulteriori dettagli riguardo alle caratteristiche del veicolo oggetto della mia ricerca. Una volta ottenute alcune delucidazioni sulla vettura, il venditore mi comunica che attualmente non aveva disponibilità di veicoli con quelle caratteristiche, ma che nei giorni successivi questo sarebbe stato possibile. Non avendo particolare urgenza e dopo averlo ringraziato per l’utile e tempestiva telefonata, l’ho pregato di contattarmi nuovamente nei giorni successivi.
Dopo circa quattro ore vengo nuovamente richiamato dalla concessionaria allo scopo di offrirmi in vendita una delle loro auto di cortesia. Il venditore mi comunica l’importo richiesto, si informa sull’auto che avrei desiderato dare in permuta, e mi formula un preventivo, logicamente approssimativo, inerente il costo complessivo della compravendita. Reputando l’offerta interessante mi accordo per un incontro di persona, una valutazione più approfondita di entrambi i veicoli e l’avvio di un’eventuale trattativa.
Mi reco presso la concessionaria Autobielle il giorno 4 Settembre e dopo avermi mostrato l’auto precedentemente propostami ed aver visionato il mio usato, il venditore mi conferma il preventivo precedente. Il veicolo in vendita, pur essendo immatricolato nel 2009, presentava delle lievissime imperfezioni alla carrozzeria e cosi mi sono sentito in diritto di proporre un leggero ribasso del prezzo; il venditore mi fa allora una contro proposta consistente nel far sistemare la carrozzeria dalla concessionaria e di mantenere l’importo iniziale. Gli rispondo che a mio avviso non c’è proporzione tra l’entità delle imperfezioni e la maggior cifra richiestami e che eventualmente avrei anche potuto far sistemare il veicolo dal mio carrozziere di fiducia per un importo minore. Dopo qualche altro minuto di trattativa ci accordiamo verbalmente che qualora avessi potuto riscontrare un vantaggio economico nel far sistemare personalmente le imperfezioni, il prezzo sarebbe stato quello da me inizialmente proposto e l’auto mi sarebbe stata consegnata senza alcun intervento, se non la sostituzione dei tappetini, dei copri cerchi e la lucidatura esterna.
In data 7 settembre, dopo aver sommariamente verificato attraverso il parere del mio carrozziere l’entità dell’intervento , contatto telefonicamente Autobielle per confermargli la mia volontà di acquistare l’auto così com’è ed al prezzo precedentemente concordato, ma il venditore mi risponde che prima avrebbe dovuto verificare la fattibilità dell’operazione consultandosi con il titolare della concessionaria. La telefonata si conclude con la sua rassicurazione che sarei stato ricontattato “al più presto”, ma a tutt’oggi questo non si è ancora verificato.
Purtroppo immagino di poter supporre che la mia offerta, inizialmente accolta, sia stata successivamente respinta dal titolare. Nonostante la comprensibile legittimità del comportamento tenuto dalla concessionaria lucchese, non posso esimermi dall’esprimere la delusione provocatami dalla scarsa serietà professionale manifestata da un concessionario ufficiale Toyota in occasione della presunta revisione al rialzo di un prezzo già verbelmente pattuito, e dalla successiva scortesia generata della mancanza di relativa comunicazione.



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