Chi opera nel campo delle autovetture usate, ha un'etica? Me lo sono chiesto in questi giorni dopo l'esperienza di vendita di un'auto in contanti.
A causa di un trasferimento per motivi di lavoro, l'assegnazione di un'auto aziendale, mi ritrovavo con 3 automobili. Troppe da mantenere, per un single, specie con i tempi che corrono. Decido quindi a malincuore di vendere la terza auto, con l'assicurazione che stava per scadere e poche settimane di tempo prima di lasciare l'Italia.
L'auto in questione era una MG TF 115, un'auto già difficile da vendere di per sè, figuriamoci nel periodo invernale (vendere una spider quando fuori c'è la neve) e con poche settimane a disposizione. Decido quindi di optare per uno di quei rivenditori di usato che comprano auto "in contanti" nella mia zona (Nord Italia) e far cassa, sapendo che non avrei mai rivenduto al vero valore. Gli mando dati e foto via email e mi fa una quotazione di 4.000 euro, che trovo "accettabile" visto che per quell'auto, del 2004, con 77.000km ad un privato potrei chiederne massimo 6.000 di euro. Fisso l'appuntamento e mi reco da lui.
Vede l'auto e in un attimo si delinea una tragedia... pare che l'auto (secondo lui) sia stata incidentata da tutte le parti, mal riparata e mal verniciata. Io, secondo proprietario, non mi ero mai accorto di nulla, idem il meccanico da cui andavo (uno specialista milanese di quel tipo di auto, noto in tutta Italia). Poi attacca la manfrina della guarnizione della testata, nonostante avevo fatto fare l'ultima modifica, definitivamente risolutiva del problema (sono stato in Sicilia l'estate scorsa, con 40 gradi, facendo il percorso a 130 fissi e nessun problema di temperatura, mai una traccia d'olio nel liquido di raffreddamento). Insomma ci può anche stare nel mestiere del commerciante, l'atteggiamento di lode eccessiva del bene in fase di vendita mentre lo stesso bene diventa una schifezza quando la deve acquistare.
Dopo tutta la tiritera secondo cui la mia auto era una schifezza da rottamare, mi dice 2000 euro. Rimango interdetto (avevo pur sempre fatto quasi 200km per portargliela in base alla sua quotazione email di 4000). Dopo un po' d'insistenza, risco a portarlo sui 2200. Ci penso un po' e con l'angoscia di ritrovarmela sul groppone, col trasferimento imminente, mi decido a firmare l'atto di vendita.
Torno a casa in treno perplesso... avevo svenduto un'auto a cui ero legato affettivamente, bella, quasi nuova, divertente. Ma convinto in buona fede che il rivenditore avrebbe dovuto sostenere tutte queste fantomatiche spese prima di poterla rimettere sul mercato.
Passano due giorni e per pura curiosità torno sul loro sito. Magia: l'auto era già pronta consegna! E pure meglio di prima:
Improvvisamente era diventata "MAI INCIDENTATA!!!" (ma come, non era tutta investita e mal riparata?);
OCCASIONE IRRIPETIBILE;
LIMITED EDITION (non lo era affatto);
USATA SOLO COME VETTURA STAGIONALE (io la usavo tutto l'anno...);
CONDIZIONI PARI AL NUOVO (per lui era da rottamare);
...e improvvisamente l'auto aveva acquisito optionals di cui mai mi ero reso conto.
Il tutto in vendita per 7200 euro, praticamente mille più di quanto l'avevo pagata un anno prima. (e io, povero ingenuo, che credevo nella svalutazione)
Insomma, dopo essermi sentito male per averla venduta, mi sono sentito male per il poveraccio che la comprerà. Vado su internet e cerco sui forum il nome del concessionario. Manco a farlo apposta la parola "truffa" lo accompagna ovunque. Pare che tanta gente abbia attraversato lo stivale per vedere auto con foto ritoccate e optionals e condizioni fantasma.
Io sarò un cretino, che mi sono fidato di lui quando ha denigrato l'auto in tutti i sensi, salvo rivenderla piena d'incenso. Ma queste persone, davvero non hanno un'etica?



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