Leggendo quanto scritto da Taurus giorni fa, mi è sorta spontanea una “provocazione”.
Innanzitutto chiedo in anticipo scusa per un discorso che può apparire semplicistico e generalizzante, ma lo faccio per semplificare.Originariamente Scritto da Taurus
Con questa “provocazione” NON voglio assolutamente essere irrispettoso nei confronti di modelli Ferrari o Ferraristi di una “specie” o di “un’altra”
Personalmente non possiedo nei miei box (sia quello “storico” che quello “moderno”) una Ferrari, anche se qualche tempo fa ci sono andato molto vicino (ma molto) con una 208 GTB Turbo.
Tuttavia conosco e frequento con miei amici “ferraristi” alcuni ambienti Ferrari.
Concordo sul fatto la vettura e il “Ferrarista tipo” di un 8 cilindri e di un 12 (soprattutto se anteriore) è molto diverso.
Il ferrarista 8V, dal 2-308 al 360 solitamente vede Ferrari come un punto d’arrivo (e ne ha ben donde) come la realizzazione di un sogno, come un momento di maggior successo della propria vita (intendo quella “frivola” non quella “seria” )
Solitamente partecipa a raduni ed a attività di club, il “giusto pavoneggiarsi” con colleghi e conoscenti fa parte del suo modo di intendere “Ferrari”.
Ferrari è il simbolo del suo successo, di essere arrivato e giustamente rivendica la sua posizione.
Il Ferrarista 12V spesso tra le Ferrari ci è nato e cresciuto, se non fosse per la scomodità dei sedili delle 275, si potrebbe dire anche concepito.
Per 12 V intendo sia la “stirpe sportiva” (166/212/250/275 fino alla 575) sia la “stirpe lusso sportivo” (340/375/410/400/500 fino alla 612)
Nei box della sua famiglia sono passate (e spesso ci sono ancora) le 250 e le 275, il padre (o orami anche il nonno) era conosciuto per le tirate dalla “fabbrichetta” al “Forte”, in settimana viaggiava in Lancia con autista, il venerdi raggiungeva la famiglia al mare con il suo bolide (quasi sempre grigio metallizzato e non rosso)
Per lui possedere una 612 o una 575 è naturale, come per suo padre fu possedere un 365 Daytona.
Non frequenta Club, non partecipa a raduni, non ostenta la vettura, la usa per andare a suntuosi ricevimenti in fantastiche ville, ma non ne fa mai un vanto.
La sua 12V riposa nel box accanto alla 275 che fu del papà, che è stata restaurata, rifatta, ma che è sempre lei, un po’ come la poltrona del nonno nel salone, ritapezzata cento e più volte, ma sempre lì come uno di famiglia.
Al pari dei proprietari, le vetture sono completamente diverse, le 12V discendono da una dinastia che è stata voluta e decisa da Enzo Ferrari, lui i buoi li preferiva davanti al carro, una dinastia di 250, 275, 365 Daytona, 400, 412; una dinastia di 12 cilindri posizionati anteriormente che ha avuto solamente delle “parentesi posteriori” dovute alla alta potenza raggiunta dai propulsori e alla difficoltà di gestirla in assenza di elettronica.
Queste parentesi che si chiamavano 365 BB, 512 BB e Testarossa (con derivate) sono sempre apparse al ferrarista 12 cil. Troppo chiassose e poco eleganti, troppo Lamborghini e poco Ferrari.
Con 456 la strada segnata è stata ritrovata dopo anni di vuoto lasciati da 412, a dire il vero uno dei modelli 12V meno piaciuti, (troppo per arabi).
Le 8V in questa famiglia hanno sempre faticato un po’ a trovar casa, è inutile negare che il loro DNA deriva dal glorioso marchio Dino, è lì che i motori (mai con più di 8 cil.) venivano montati centralmente.
La sportività derivata da un motore centrale è completamente diversa da un anteriore.
Poi c’è stato un altro filone, difficilmente classificabile nelle due categorie: le supersportive a serie limitata; le GTO, F40, F50 e Enzo.
Ecco allora la mia proposta provocatoria.
Suddividere in tre sotto-marchi la produzione Ferrari:
Dino: costruzione di vetture a motore centrale oggi a 8 cil. domani se richiesto a 10.
Produzione max 3.500/4.000 vetture
Ferrari: costruzione di modelli 12 cil posizionati anteriormente che si inseriscono nel DNA storico di Ferrari. Produzione da 1.500 a max 2.500 vetture/anno
Ferrari scuderia Enzo: produzione modelli a numero limitao, oggi (ieri) Enzo, domani F60. Modelli senza eguali sul mercato (fatta eccezione per Bugatti, ma quella vive solo nelle fantasie di Piech). Produzione max anno 150/200 vetture.
Gli aspetti positivi sarebbero:
- Innalzamento della quota di Ferrari 12 cil. vendute, ci sarebbero persona che pur di avere il cavallino passerebbero di categoria, e comunque le Ferrari in questo modo non supererebbero mai la fatidica soglia dei 3.000 esemplari anno.
- Creazione di una scuderia esclusiva (Ferrari scuderia Enzo) al quale potrebbero venir ammessi solamente clienti fedeli accuratamente selezionati. Questo avviene già per le supersportive limitate modello Enzo, ma lo vedrei meglio con scuderia apposita.
- Ritorno delle 8V a motore centrale nella loro “casa naturale” che non vuole e non deve essere la casa dei “figli della serva”, ma deve ritornare ad essere un marchio glorioso come è sempre stato (fatti salvi gli ultimi tempi) il marchio Dino orgoglioso delle differenze meccaniche con Ferrari.
Il rischio sarebbe di non riuscire a valorizzare a sufficienza la “nobiltà” del marchio Dino relegandolo a Ferrari di serie B.



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ovvio, io al massimo sono per la rinascita dell'Isotta Fraschini se vogliamo parlare di cose quasi impossibili!


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