
Originariamente Scritto da
Quattro
Stesse cose che si dicevano in Usa nel 2009, dove Big Three sembravano fallite ed oggi (a distanza di tre anni, non di lustri) producono valanghe di nuovi modelli e di utili con un mercato in fortissima ripresa. La stessa cosa che si diceva negli anni '80 sempre in Usa quando tutti erano convinti che i produttori americani sarebbero stati miseramente travolti dai giapponesi che adesso sono invece in difficoltà. Stessa cosa che si diceva dopo la crisi della lira e tangentopoli in Italia e successivamente siamo passati da un record all'altro di vendite e non solo per gli incentivi. Stessa cosa che si diceva nel 2003 di Fiat e poi si è comprata Chrysler ed ha rischiato di comprarsi Opel. Ma potrei andare avanti.
Questo è un settore ciclico, lo sappiamo tutti, ci sono periodi buoni ed altri meno buoni. Anche Ferrari ha sofferto, Maserati ha prodotto perdite per decenni, oggi sono miniere d'oro, Vag negli anni '70 ha rischiato di fallire e negli anni '90, nel periodo della crisi in germania, non se l'è passata meravigliosamente bene.
E' ovvio, però, che la ricetta peggiore per uscire da una crisi è non investire più, farsi travolgere dai rivali ed uscire di fatto dal mercato come sta facendo Fiat da tempo immemorabile. 500, Freemont, Panda, Giulietta dimostrano che la strada per le auto italiane c'è, mancano solo le auto italiane, possibilmente prodotte in Italia dove esistono marchi Premium che potrebbero guadagnare e dove esiste un costo del lavoro enormente più basso di quello tedesco, ma anche di quello francese, che pure poduce utili (tranne nel 2011 anno di una delle crisi più nere della storia).
Non credo che i vertici Fiat non sappiano tutto questo, anzi, il problema è che i progetti sono ben altri, è evidentissimo, per cui è meglio se non ci illudiamo troppo sul futuro. Forse forse, vedere un'Alfa Romeo gestita come oggi viene gestita Lamborghini o come probabilmente verrà gestita Ducati, non mi dispiace del tutto.
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