Domanda: per quanto appassionati di motori, spendereste mai un milione e mezzo di dollari per un’automobile? Oltre alla inevitabile necessità legata al fatto che prima di poter spendere una simile cifra occorre possederla, una macchina di questo valore supera francamente qualsiasi fantasia e immaginazione. Eppure non è uno scherzo, perché domenica 17 agosto in California nel corso del tradizionale “Concours d'élégance” di Pebble Beach è stata battuta all’asta una Maserati "Birdcage" prodotta sul finire degli anni ’50.
E questo per la casa modenese rappresenta una vera svolta, che colma quella lacuna che l’ha sempre separata dalle Ferrari più nobili, e che ora rende finalmente vicine le due marche italiane. Per la gioia di Montezemolo che da anni cerca in tutti i modi di rilanciare il marchio del tridente.
Certo, nella storia sportiva di Maserati ci sono vetture che sono rimaste uniche e inimitate.Tra queste la Tipo 61 (prodotta dal ’59 al ‘61), ribattezzata dagli inglesi "Birdcage" (gabbia d'uccello), per la costruzione particolare del suo telaio, realizzato con piccoli tubi saldati capaci di creare un reticolo robustissimo, leggero e perfettamente rigido. Negli anni in cui venivano create le prime monoscocche, la casa del Tridente rispose con questa idea geniale, realizzando un modello che nelle mani di molti piloti privati, primo tra tutti Stirling Moss, ottenne importanti vittorie sia in Europa che negli Stati Uniti.
Di Birdcage ne esistono anche con motore posteriore centrale, realizzate per la 24 ore di Les Mans. Due di queste rare vetture della categoria sport sono attualmente in Italia nelle mani dei collezionisti privati. Quanto varranno? Mistero. Una cosa è certa: al quartier generale della Ferrari gongolano…
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