Dal Corriere 05 luglio 2005
Alberghi di lusso, jet e tangenti: le rivelazioni di «Focus»
Modella per un sindacalista, paga l'azienda
Toccava alla Volkswagen saldare la nota spese dell'amante di Volkert, 62 anni e capo della commissione interna ora dimessosi
BERLINO - L'aveva conosciuta nel 1998 in un Club Méditeranée carioca. E Adriana B., modella brasiliana di grande avvenenza e temperamento, aveva probabilmente fatto perdere la testa a Klaus Volkert, 62 anni, sindacalista e capo della commissione interna della Volkswagen, che nella Germania della co-gestione è anche vice-presidente del Consiglio di sorveglianza, l’organo di controllo strategico delle grandi imprese.
La ragazza era diventata una pendolare di lusso, dal Brasile alla Germania e ritorno, in prima classe naturalmente, per incontrare in segreto il suo amante e pigmalione (sposato) in un appartamento di Braunschweig, in Bassa Sassonia, certo non il posto più romantico del mondo, ma si sa che la passione non va troppo per il sottile. Tanto più che, nel frattempo, lui aveva in buona parte finanziato l'acquisto di una casa per Adriana in Brasile, le versava 23 mila euro ogni tre mesi su un conto tedesco e, quando il lavoro lo permetteva, le dedicava torridi weekend in alberghi di lusso: ultimo, ancora a giugno, l’incantevole Lapa Palace di Lisbona. Una storia vecchia quanto il mondo.
Klaus Volkert, 62 anni, il sindacalista finito nell'occhio del ciclone per l'amante brasiliana (Reuters)
Tranne per il non trascurabile dettaglio che tutte, ma proprio tutte le spese della tresca, appartamenti e conto in banca inclusi, fossero a carico dell'azienda. Non una qualunque, appunto, ma la casa del maggiolino, il gruppo automobilistico creato da Hitler per incarnare il capitalismo popolare nazista e poi diventato uno degli emblemi del modello renano, simbolo della rinascita economica della Repubblica Federale nel Dopoguerra.
Non solo bustarelle, contratti truccati e intrighi politici, dunque, ma anche amanti e sesso in nota spese. Diventa piccante lo scandalo dei manager corrotti alla casa di Volksburg. Si tingono di giallo e di rosa le dimissioni, rassegnate la scorsa settimana da Volkert, ufficialmente per scelta volontaria dopo anni al vertice del gruppo.
Katerina Brozova, ex playmate. Secondo un settimanale di Praga sarebbe l'amante dell’ex capo del personale della Skoda
Secondo del rivelazioni del settimanale Focus, oltre che della generosità verso Adriana con il denaro dell’azienda, Volkert è anche sospettato di aver agito in combutta con Helmut Schuster, l’ex membro del consiglio di amministrazione della Skoda, società del gruppo Volkswagen, dimessosi un mese fa, in odore di corruzione. Schuster avrebbe gestito un sistema di tangenti e di società di copertura, intascando miliardi dai contratti di esportazione e perfino dal progetto di una nuova fabbrica in India, che in conseguenza dello scandalo la Volkswagen ha congelato. Non solo, perché quasi a conferma che il management del maggiolino proprio non riesce a tener ferma la zip dei pantaloni, un settimanale di Praga ha rivelato che l’ex capo del personale della Skoda ha avuto una focosa storia d’amore con la modella ceca Katerina Brozova, già playmate dell’anno nel ’99 su Playboy, anche lei viziata dal manager grazie a carte di credito aziendali.
Un’indagine interna, voluta dal presidente e amministratore delegato della Volkswagen, Bernd Pischetsrieder, affidata a una società indipendente, è in corso per verificare ogni irregolarità nei conti del gruppo. Nel frattempo, anche la procura di Braunschweig si è interessata al caso Schuster, che sarebbe già iscritto nel registro degli indagati. Ma è soprattutto il coinvolgimento di Klaus Volkert a fare dello scandalo una potenziale bomba, pronta a esplodere nel cuore dell’imminente campagna elettorale.
Uomo potentissimo, una specie di co-amministratore delegato al fianco di Pischetsrieder, Volkert è da sempre legato a un altro dei manager- sindacalisti della Volkswagen, il capo del personale Peter Hartz. Questi è anche uno dei consiglieri del cancelliere Schröder, autore della legge sulla riforma del mercato del lavoro, quella che ha ridotto le indennità di disoccupazione, chiamata appunto Hartz IV. Sapeva o intuiva qualcosa dei presunti intrallazzi di Volkert? Nulla, al momento, lo prova e neppure lo fa pensare. Ma, sebbene immediatamente smentite da Pischetsrieder, voci di sue possibili dimissioni hanno già cominciato a circolare.
Il punto vero è che Volkswagen è un gruppo ad altissima sensibilità politica. Azionista di riferimento, proprietario del 20% delle azioni e dei diritti di voto, quota non superabile da nessun altro investitore, è il Land della Bassa Sassonia, il cui ministro- presidente siede nel Consiglio di sorveglianza. Per lunghi anni, fino al ’98, quella poltrona fu occupata dall’allora premier Gerhard Schröder e poi dal suo successore, Siegmar Gabriel. Ma, dal 2003, il potere ad Hannover è passato alla Cdu e il posto nel vertice di Volksburg è ora occupato da Christian Wulff, il politico tedesco più popolare e grande alleato di Angela Merkel.
Wulff vuole piena chiarezza sulla vicenda. E se ancora non si spinge fino a chiedere la testa di Peter Hartz, è chiaro che non esiterebbe un attimo a mettere in serio imbarazzo il cancelliere federale, umiliando il suo consigliere.
Paolo Valentino



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