Sicurezza stradale
GOVERNO, SCELTA LA LINEA DURA
Contro le cosiddette stragi del sabato sera il Governo studia misure urgenti. Di fatto, sono due i pacchetti presentati mercoledì 7 marzo al Consiglio dei ministri dal titolare dei Trasporti Alessandro Bianchi.
Il primo, in 15 punti, di "rapida attuazione" (entro sei mesi o al massimo un anno); il secondo, a carattere strutturale, sviluppato in 10 proposte, tra le quali si torna a parlare anche della ormai annosa riforma del Codice della strada.
Le novità più importanti riguardano l'inasprimento delle sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, che prevederanno l'arresto fino a sei mesi e un'ammenda fino 12 mila euro (con possibilità di svolgere servizi di utilità sociale e fornire assistenza alle vittime di incidenti stradali che siano rimaste inabili); l'innalzamento da 14 a 16 anni dell'abilitazione alla guida delle microcar; l'estensione della patente a punti anche a chi conduce moto, motorini e quadricicli.
Fra gli altri provvedimenti previsti, una procedura più severa per la "ricarica" dei punti patente; l'introduzione di un sistema di gradualità nella concessione delle patenti in base alla cilindrata dei veicoli (a ogni livello corrisponderà un esame più difficile); un piano di messa in sicurezza delle 12 strade più pericolose d'Italia; il varo di una banca dati della sicurezza; un premio annuale per l'amministrazione locale che si sia più distinta sul piano della sicurezza stradale.
Lo scorso anno sono morte per incidenti sulle strade circa 5 mila persone e i feriti sono stati oltre 300 mila. Basteranno le misure messe in cantiere dal ministro Bianchi per arginare queste cifre? Secondo voi quali sono i provvedimenti più urgenti da adottare? Se non lo avete ancora fatto, partecipate al nostro sondaggio.
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