Volkswagen Golf, 1.6 FSI 115 CV, Comfortline (2007)
Mercedes-Benz, C200 Kompressor 184 CV, Avantgarde (2008)
FIAT 500, 1.2 69 CV, Lounge (2009)
la guerra tra i poveri è sempre esistita, ma qui deve intervneire lo stato, non una società.
lo stato, oggi, dov'è?
Mi avete fatto venire fino a quassù e mi avete detto...mi avete detto che mi compravate una bomba...arriverò tardi per il pranzo e mia mamma...ahhh...ahhh..e non mi farà mangiare per punizione..aaaaaah che vigliacchi.........nessuno ha una cioccolata??? un croccante???
già e non solo nei lavori non prefessionali, di colloqui dove "tanto di ingegneri che bussano alla porta ne trovo a bizzeffe" la sento risuonare spesso. Ed è l'amara verità.
In teoria un corso che qualche, non dico un portone, ma una botola doveva aprirla
no, non siamo noi, perché io non vorrei una rassegna di personaggi a dir poco ambigui che cercano il peggio per tutti noi, a cominciare all'odio tra noi stessi.
lo stato è chi controlla che le persone che vivono su un determinato territorio abbiano una dignità
ci sono paesi e persone che, in italia, la dignità gli viene rubata ogni giorno
Mi avete fatto venire fino a quassù e mi avete detto...mi avete detto che mi compravate una bomba...arriverò tardi per il pranzo e mia mamma...ahhh...ahhh..e non mi farà mangiare per punizione..aaaaaah che vigliacchi.........nessuno ha una cioccolata??? un croccante???
Con questo ragionamento però si torna pian piano ai minatori del '700...
O rinunci a parte dei diritti o andiamo da chi sta peggio di te è una cosa che non deve essere accettata altrimenti la globalizzazione avverrà al contrario, con i lavoratorii cinesi che rimarranno nella merda e noi occidentali che li seguiremo a ruota...
Quindi bene le misure anti assenteismo ma altri punti sono rischiosissimi da accettare.
PS: ecco quello che sta succedendo seguendo la filosofia del "c'è chi sta peggio" alla lettera:
ho messo solo la prima pagina del pezzo, se volete finirlo:Per un pugno di soldi
di Tommaso Cerno ed Emiliano Fittipaldi
Paghe da 4 euro l'ora. O mensili da 500 per mestieri qualificati e orari pesanti. È l'Italia dei sottopagati. Giovani e non solo.
(03 giugno 2010)
RACCONTATE La vostra esperienza di lavoro sottopagato
Francesca Canale, 33 anni passati a Roma, ha fatto un colloquio per una delle più importanti agenzie che gestiscono le visite guidate nei musei capitolini. "Cercavano laureati in storia dell'arte, che possibilmente avessero pure un master, capaci di parlare bene almeno una lingua". Un lavoro massacrante: tre visite da un'ora e mezza ogni giorno, spostamenti da una parte all'altra della città, disponibilità sabato e domenica, che significa spesso fare il sette su sette. Quello che non torna, del pacchetto, è lo stipendio: 500 euro al mese. "Levando due euro per andare e venire con la metro e 6 euro per un panino e una bottiglietta d'acqua, mi restano per vivere poco più di 300 euro: io vedendo il contratto mi sono depressa, ma altri colleghi hanno festeggiato quando hanno passato la selezione. L'agenzia dice che è una grande opportunità, io non riesco a vederla".
Come Francesca c'è Marcella Contini. Ha 40 anni, una laurea in giurisprudenza in Sicilia, una qualifica bassa e uno stipendio indegno. Da dieci anni fa parte del grande bacino degli oltre 3 mila ex precari del Comune di Palermo, che li ha riuniti dentro la Spo, una società costituita dal Comune insieme a Italia Lavoro. Stipendio uguale per tutti: sino a tre anni fa, il gettone mensile era di 513 euro senza contributi, ferie, tredicesima né la garanzia di continuità occupazionale. Ora la paga è salita, si fa per dire: sfiora i 600 euro. Gli straordinari, sempre richiesti e mai conteggiati, non vengono pagati. Per 25 euro al giorno Marcella ha lavorato prima al Comune di Monreale (toccava a lei mettere ordine alle delibere del consiglio comunale e della giunta cittadina), poi nel gabinetto del sindaco. Da Monreale è tornata a Palermo, finendo prima nei ranghi della Regione siciliana, in un ruolo dirigenziale che non verrà mai riconosciuto, poi al Corpo Forestale, dove ha da poco riscritto il regolamento per la telefonia interna. È stata lei a stabilire a chi andassero in dotazione cellulari e schede Sim di servizio. Ha imposto misure draconiane: una sforbiciata da oltre 150 mila euro, mentre altri soldi li ha fatti risparmiare sulle bollette energetiche.
Di gente che lavora per un pugno di spiccioli ce n'è sempre di più. La vulgata da qualche anno racconta di stipendi d'ingresso molto più bassi delle generazioni precedenti. Con salari che mai riusciranno a competere con quelli dei padri. In realtà, la situazione è molto più seria. Secondo lo studio Ocse "Education at a Glance 2009", un italiano laureato non raggiunge l'80 per cento della busta paga media dei paesi Ocse, mentre i ricercatori guadagnano meno della metà di tedeschi e francesi; i cervelli nostrani con quattro anni di esperienza prendono 12 mila euro l'anno lordi, contro i 30 mila dei parigini e i 24 mila di un berlinese. Al punto che anche il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, ha lanciato l'allarme, indicando nei giovani le principali vittime di questa crisi economica. Ma né Francesca, né Monica, né l'esercito dei sottopagati fa davvero statistica. Nessuno parla di loro, dei nuovi sfruttati d'Italia. Nei documenti ufficiali la beffa è che finiscono per rimpinguare le colonne degli occupati. Eppure è gente che ha perso la speranza del posto fisso. E adesso non ha più nemmeno quella da precario.
La riprova è arrivata dagli ultimi dati Istat. Il tasso di disoccupazione nella popolazione tra 15 e 24 anni ad aprile era pari al 29,5 per cento, con un aumento di 1,4 punti rispetto a marzo e di 4,5 punti rispetto al 2009. Un esercito di ragazzi e ragazze che trovano sempre più porte chiuse: "Lasci il curriculum, ci faremo sentire noi", è il refrain più ascoltato ai colloqui. Mese dopo mese, le aspettative sono calate e l'urgenza di trovarsi qualcosa da fare è cresciuta. È così che in due anni la soglia già critica dei 900 euro al mese come primo stipendio s'è dimezzata. Poco importa se hai la laurea o il master.
Di gente che vive in queste condizioni ce n'è in tutte le professioni. Avvocati, impiegati, consulenti, segretari, archeologi, addirittura medici del Pronto soccorso. E ancora traduttori, docenti e operai nei cantieri.
continua....
L'Espresso - Per un pugno di soldi
questo è colpa della "globalizzazione" che pensava di poter far viaggiare le persone come le lattine di coca cola, non della guerra tra poveri..
Mi avete fatto venire fino a quassù e mi avete detto...mi avete detto che mi compravate una bomba...arriverò tardi per il pranzo e mia mamma...ahhh...ahhh..e non mi farà mangiare per punizione..aaaaaah che vigliacchi.........nessuno ha una cioccolata??? un croccante???
Purtroppo siamo noi, non io e te, ma noi come Italia
Perche' questi personaggi esistono perche' incarnano un sentire comune molto diffuso.
Lo stesso Fascismo non nacque dal nulla, ma incarno' e indico' un ben determinato periodo storico.
Solo come esempio e senza giudicare: quando parlo con alcuni parenti veneti acquisiti, che mi dicono ( testuali parole ) "con questi negri ci vorrebbe Hitler" capisco che certa anedottica leghista nasce da pulsioni profonde e diffuse.
Bene, mi fa piacere. Considerando che nessuno qui è tanto fiattaro da confondere il gruppozzo con l'opera delle carmelitane scalze, e infatti nessuno qui ha mai sostenuto che a Pomigliano agiscono per beneficenza, direi che possiamo andare oltre.
Le condizioni imposte sono più dure di quelle che (non) regolavano lo stabilimento in passato. Su questo non ci piove. Che siano insopportabilmente dure io lo contesto con forza: ci sono imprese italiane con migliaia di dipendenti che scavano gallerie in tutto il mondo (Italia compresa). Il minatore lavora quasi sempre anche lui in turni in ciclo continuo su sette giorni, non sei, magari lavora anche a centinaia di chilometri di distanza da casa (raramente ti fanno il favore di scavare le gallerie dove fa comodo a te) e passa settimane intere senza poter vedere la sua famiglia. Quello è un lavoro insopportabilmente duro: altro che pausa caffé, pausa sigaretta o prtita dei mondiali. Eppure quella gente lavora con orgoglio e responsabilità. Loro sono fieri di fare i minatori.Le condizioni imposte sono davvero dure ed umilianti
Mi spieghi a quali diritti acquisiti dovrebbero rinunciare? E' cambiata la turnazione? Vero, ma l'orario di lavoro non è un diritto acquisito. E' stata spostata la pausa pranzo a fine turno? Vero, ma resta comunque retribuita e concorre al computo dell'orario di lavoro. La pausa pranzo in molti altri settori è esterna all'orario di lavoro e non viene retribuita, il che significa che altrove si lavorano effettivamente 8 ore, non 8 ore meno la mezz'ora di pausa pranzo retribuita (le pause di alleggerimento fanno storia a sé ed effettivamente cosituiscono a tutti gli effetti lavoro).il fatto che altrove ci sia di peggio (stage, lavoro nero, precariato) non significa che sia giusto togliere diritti acquisiti che dovrebbero semmai essere estesi a tutti.
Senza andare a scomodare precari, lavoratori in nero sfruttati da padroni con la faccia come il culo, stagisti a vita, cocopro etc., i lavoratori di Pomigliano restano comunque lavoratori più fortunati di altri.![]()
Ultima modifica di loric; 18-06-2010 alle 15:38
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