il paradosso è che perlomeno un altro "padrone" perlomeno il rebranding lo farebbe completando una gamma e lo farebbe in modo corretto. Questo non certo per grazia ricevuta o ispirazione divina, ma come minimo sindacale per presentare sul mercato qualcosa di vendibile.
Come cercato di trasmettere a quelli che un po' troppo suscettibili tirano fuori altri argomenti che sono fondamentali ma che ne sono la conseguenza, senza una gamma di prodotto non puoi certo far quadrare i conti.
Quando un minimo di gamma, e fatta almeno ai limiti del bene, esisteva, anche Alfiat con tutti gli errori ha dimostrato di portare a casa i conti in nero.
io però vorrei capire qual'è il sentimento così profondo, imperscrutabile, ineluttabile, che vi fa rimanere ancorati alla nozione che se la proprietà diventa non italiana di colpo tutte le peculiarità italiane svaniscono.
Ammesso e NON concesso che sia un bene che rimanga italiana, intendiamoci.
Tra l'altro, in questo discorso ci metto anche fiat tutta. A me non frega proprio nulla che sia italiana di proprietà. E ci lavoro!
A me interessa che l'azienda sia di successo, che mi faccia lavorare bene, in un ambiente sano di mente e piacevole da frequentare, che abbia una cultura aziendale che porti alla motivazione i dipendenti e che premi chi ci mette impegno, competenza, sacrificio e risultati.
Questa NON è fiat, neanche oggi nonostante (in parte a causa) di SM, ma il problema alla fine non è neanche lui tout-court, ma proprio il sistema fiat.
Io ho lavorato in 4 multinazionali nella mia carriera e una società di medie dimensioni (2 di queste erano consulenza, ergo ho visto tante altre aziende di ogni latitudine e dimensione), oltre ad avere un padre che ha fondato, gestito e fatto prosperare 2 aziende con almeno 40 persone.
Ho vissuto in 2 paesi esteri per sufficiente tempo per capirne le dinamiche, i pregi ed i difetti...
Il paradiso in terra NON ESISTE. L'ideale posto di lavoro è sempre a tendere, e difficilmente lo si incontra. Le aziende sono fatte di uomini, c'è sempre l'idiota ed il fuoriclasse.
Beh ragazzi, in fiat ho incontrato decine e decine di persone ottimamente preparate, veramente tante... con tanto commitment per l'azienda, ma mai come in altre esperienze ho trovato un agglomerato di persone così avulse dal lavoro che fanno in termini di competenze di base e passione per il loro lavoro, grazie/causa del fatto che l'azienda nel corso della sua storia ha sempre premiato quelli che o facevano parte di qualche corrente oppure dimostravano di di essere più cattivi sul lavoro scrollando le responsabilità su altri.
Le competenze, le scelte importanti, i successi, non sono un fattore. Tutt'oggi.
Questo depaupera il dna dell'azienda, facendo andare via quasi tutti i migliori.
Altrove questa tendenza esiste, ma in misura molto minore, quindi il mix diventa molto più gestibile, ed alal fine della giornata hai comq la sensazione di poter creare qualcosa.
C'è un abisso...
Ma a te chi lo dice che le cose stanno così? Innanzitutto se le cose stessero così dai cmq ragione a lui...
Fiat non genera utili perchè è fiat, non perchè 100K Alfa all'anno fanno perdere soldi. Da 10 anni è così, che fiat e lancia non generano utili e solo nei primi 2 anni del secolo nuovo solo Alfa ne ha generati, grazie ad una gamma minimamente appetibile.
In ogni caso, a grandi linee, il fatto che non ci siano soldi bisogna capire cosa significa. Altrimenti diventa un luogo comune che giustifica tutto... ma allora chiudi baracca e cedi ad altri.
Da quando è uscita dal fallimento tecnico l'azienda non ha investito quasi nulla sul prodotto e non è vero che soldi non ce ne sono, perchè alla fine le banche i soldi li hanno dati, lo stato idem, e l'indebitamento è un meccanismo fisiologico, ergo non è che devi azzerare l'indebitamento prima di ricominciare a costruire... perchè non ci arrivi mai ad azzerarlo senza vendere.
I conti sono quelli che sono e sono anche stati ben edulcorati per far bella figura da Obama, ma molte risorse sono stati drenate altrove invece che investire sull'unica cosa che alla fine ti fa stare sul mercato.
GM è fallita tanto quanto. Ancora prima di prendere i fondi del bailout aveva in programma di ristrutturare la gamma ed ha mantenuto le promesse. Non ha sospeso tutto senza scadenza.
Così le altre che erano (e sono tutt'ora in difficoltà).
Questa volta non sono d'accordo io.
Fusi ha modi un po' bruschi, può sbagliare, così come sbaglia a mio parere chi si impermalosisce se gli si dice che forse non la sa corretta e quindi le sue argomentazioni non hanno lo stesso peso.
Ho letto prese di posizione aprioristiche, da una parte e dall'altra, e ci sta, ma ho letto anche posizioni che sono contraddizioni di status quo e di esempi concreti.
Su questo sono d'accordo al 100%, però è anche vero che anche al bar ci s iinfervora per la formazione della squadra del cuore. Ed anche al bar c'è quello che fa il tabaccaio e non ha mai visto un pallone fuori dal televisore e vuole imporre la sua su qualcuno che magari ha giocato per 20 anni in eccellenza.
E questo a te chi lo dicequi dentro ce ne sono almeno un paio.
Ed almeno un altro paio fanno mestieri identi e paralleli in altri marchi.
Casualmente gestiti in modo differente e quindi con migliore fortuna.
Guarda, pagherei di mio per sottoporre Alfa alle dure leggi del mercato.
Ma tu sai cosa significa?
Significa prendere un'azienda mediamente sana del settore (e già qua è merca rara se proprio vogliamo dirla tutta e non dire che solo Alfa nella sua storia ha generato perdite e basta), concederle lo sfruttamento degli asset Alfa Romeo (oggi poco più del mero Marchio) per diciamo una ventina d'anni e poi tirare el somme.
Si chiede questo, fatto minimamente nel solco di quello che rappresenta il Marchio (ciò significa che non fai fare a piaggio le fuoriserie ed a maserati le vespe), non l'enterprise A, B, C, D, E e pure coupè...
Respirando quest'aria da anni, devo riconoscere che purtroppo in questo il forum è peggiorato.
Lo si vede nei topic NON Alfa, che generano chiaramente situazioni un po' più scabrosema proprio in quelli in cui si parla di altri marchi.
Troppo spesso l'approccio è un po' fiattaro nel senso negativo del termine.
Forse alla fine non è fiattaro... è italiota...
Al netto di qualsiasi considerazione personale, penso sia la summa di tutto.
Ci sono Nmila situazioni in N mila settori in cui l'azienda di riferimento crea un hype, una legacy con un passato che non esiste e che noi chiamiamo heritage.
Può contare poco come tantissimo. Dipende da come lo si vuole sfruttare.
Non sfruttarlo è una scelta, legittima, ma non si può dire che non funziona perchè non lo si sfrutta (a dovere).
Se io faccio un compito che mi è stato assegnato, e lo faccio maluccio perchè non ho avuto voglia/tempo/risorse da investire sulla cosa, non posso pretendere che chi mi ascolta e giudica poi mi dia una valutazione buona e poi dare la colpa al compito in se.



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