Renault e Daimler (casa madre della Mercedes) stanno valutando un possibile scambio di partecipazioni, nell'ambito dei colloqui per una cooperazione nelle vetture di piccole dimensioni; lo riferisce il «Financial Times». Secondo altre fonti, però, le discussioni si sarebbero però finora arenate sulla valutazione dei rispettivi titoli. Ieri nessuna delle due case automobilistiche ha voluto commentare queste indiscrezioni.
Le due aziende sono da tempo in trattativa per una possibile collaborazione nelle piccole auto; Daimler, in particolare, ha bisogno di condividere i costi degli investimenti nelle future piattaforme della parte bassa della gamma. Al recente Salone dell'Auto di Ginevra il numero uno di Renault, Carlos Ghosn, aveva ribadito di essere «aperto» a un possibile allargamento dell'alleanza con Nissan a un terzo partner, e aveva ricordato che
«Daimler non è l'unico gruppo con cui stiamo parlando»; aveva infine sottolineato che «il nostro debito attualmente è un problema, ma se trovassimo un partner potremmo trovare anche le risorse per finanziare una strategia più aggressiva».
Secondo il «Financial Times» le quote scambiate non sarebbero superiori al 10 per cento. La strada verso una possibile intesa in tal senso è però ancora molto lunga.
Uno dei problemi è che Renault vale in Borsa poco più di 9 miliardi di euro contro i 35 del gruppo Daimler; la casa francese, tra l'altro, ha ancora lo Stato come azionista di peso. Secondo il «Ft»,
potrebbe giocare un ruolo anche il diverso profilo di affidabilità creditizia sulla base dei rating delle due società: quello di Daimler è più elevato e la casa teutonica sarebbe fredda su un ingresso incrociato, tanto più a seguito degli infruttuosi trascorsi che ha avuto nelle alleanze internazionali, tra cui con Chrysler. L'esperienza americana avviata nel 1998, descritta inizialmente come «un matrimonio celestiale», è stata disastrosa, e la Daimler si è svincolata nel 2007 a caro prezzo. Dieter Zetsche, attuale numero uno del gruppo tedesco, partecipò in prima persona all'esperienza americana così come Wolfgang Bernhard, nominato di recente al vertice della marca Mercedes.
Il gruppo di Stoccarda ha però urgente bisogno di un alleato sulle compatte. Smart è tornata al pareggio solo di recente – ha detto Zetsche – dopo essere costata miliardi di perdite; il modello a quattro posti prodotto con Mitsubishi fu un flop. Renault metterebbe a disposizione il pianale della sua Twingo, e la possibile cooperazione potrebbe anche riguardare l'erede delle Mercedes Classe A e B, assieme alla produzione di piccoli camion e veicoli commerciali, dove al momento Daimler collabora con Volkswagen.
Le discussioni sono «più ampie di quanto non ci si renda conto» ha scritto ieri Max Warburton, analista della Sanford C. Bernstein. Alcuni colleghi sono però scettici su un accordo che vada al di là di una collaborazione specifica: «Non vedo la volontà di scambiare partecipazioni da nessuno dei due lati» ha detto Philippe Houchois, analista dell'Ubs.
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