[...]Il problema in questo caso, era il marchio. VW non è percepito come un marchio di lusso. VW simboleggia più una sorte di contro-cultura di tendenza, popolare, datate dagli anni 60. Ecco l'Arnold (l'agenzia pubblicitaria commissionata dalla VW) di fronte ad un dilemma. Da un lato, se si vuole vendere quest'auto, vi si deve rivolgere a gente che compra auto di lusso. Ma dall'altro lato, non si deve alienare i fedeli del marchio.
E per i proprietari di VW, la fedeltà al marchio, è un'argomento serio. [...]
L'Arnold ha dunque costituito dei gruppi di discussione; i loro periti hanno studiato la segmentazione demografica; sono andati sul terreno per raccogliere i loro dati psichografici. Qualche mese dopo, avevano un target nel loro mirino. Ecco a cosa assomiglia l'acquirente potenziale di una VW di lusso : È un creativo, si preoccupa molto di giustizia sociale, è nella vena ecologica ed è molto vicino alle organisazioni di quartiere. Legge il New York Times, gira spesso e volentieri nelle librerie e nei bar, fa la spesa nei negozi di cibo completo et dispone di liquidità in sufficienza per mettere 70'000€ in un'auto di lusso.
Ma, c'è un ma grosso come una casa. Questa gente è molto cinica nei confronti della pubblicità e non guarda la televisione. E quando le capita di guardarla, usano un filtro anti-pubblicità. Allora, come si fa a venderle questo prodotto ? Ed ecco il colpo di genio della Arnold : vi si informa sulla scuola che i loro figli frequentano, sulle opere di beneficienza che amano, e sulle organisazioni di quartiere a cui sono legati.
Poi, vi si fanno doni a questi stabilimenti, e vi si arrangia, afinché i clienti potenziali lo vengano a sapere.
Qui, la strategia è basata sul rumor. Si vende un prodotto, non facendo pubblicità diretta, ma suscitando il rumor tra la gente nella possibilità di generare vendite. Per la VW, è il segmento tra i più ricchi dei Verdi. [...]
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