Agnelli di Dio
Posted: 10th dicembre 2010 by
umoremaligno
Foto by Umore Maligno FIAT, nata come acronimo di Fabbrica Italiana Automobili Torino, conosciuta all’estero come “Fix It Again, Tommy”, è stata fondata l’11 luglio 1899. Conserva da allora lo stesso entusiasmo e gli stessi macchinari. Nata come casa produttrice di automobili, la Fiat ha poi diversificato la propria attività, accrescendo il marchio del “Made in Italy” nel mondo, in numerosi altri settori: dai veicoli industriali alle macchine agricole, dai governi Dc al consumo di stupefacenti finanche al farselo sbattere nel culo da transessuali nostrani. Ma mantenendo comunque il consueto aplomb.
Dopo un primo periodo di difficile sviluppo, segnato da diverse ricapitalizzazioni e da modifiche nella composizione del capitale azionario, nel dopoguerra avviene la decisiva svolta economica del gruppo grazie a una geniale idea che fa di Gianni Agnelli un eroe del capitalismo moderno: battere cassa allo Stato. La Qualità
FIAT, Fabbrica, Italiana, Automobili, Torino. Un acronimo che ci accompagna dal lontano 1899, soprattutto dal meccanico.
La Fiat nel 2008 è stata la Casa con il parco auto meno inquinante d’Europa. Certo, se ogni tanto quelle cazzo di macchine partissero…
La maggior parte della produzione delle utilitarie avviene oggi in Polonia e si capisce dall’efficienza dei tergivetri.
Ma gli operai di Pomigliano d’Arco sono delle brave persone come tutti noi, persone a cui piace mangiare, passeggiare e divertirsi. Specie durante l’orario di lavoro.
Nata per produrre auto alla portata di tutti, con una buona qualità ed un ottimo rendimento prezzo/durata. Ecco perché ho comprato una Volkswagen.
Lo Stile
Lo stile ha sempre contraddistinto la Fiat. L’orologio di Agnelli, il maglione di Marchionne, gli occhiali di Lapo, le madonne degli autisti.
La Fiat ha rappresentato negli anni l’azienda che ha permesso la mobilità degli italiani, l’aumento delle autostrade e quei vergognosi toni verde pistacchio.
Un grande contributo al rilancio dell’immagine Fiat è arrivato dalla linea di abbigliamento griffata: cappellini, sneakers, le mitiche felpe. Indispensabili per tamponare le perdite di olio della vostra Bravo.
Vignetta fregata a ScaricaBile, nonostante l’antifurto con le palle
I Modelli
Il primo modello FIAT sviluppava tre cavalli e mezzo. Uno era già azzoppato.
Il 23 ottobre 1934, il pilota Francesco Agello, a bordo di un Macchi-Castoldi M.C.72 spinto dal motore Fiat AS6, raggiunge i 709,209 chilometri l’ora. È il record mondiale assoluto di velocità per idrovolanti a elica guidati da Francesco Agello: un primato tuttora imbattuto.
Modello storico della Fiat è stata la Uno, molto apprezzata dai poliziotti nella sua versione bianca.
Nel ’95 sono stati lanciati due modelli distinti, Bravo e Brava. Ma Lapo è rimasto comunque confuso.
Nel progettare la Stilo, i manager Fiat decisero di unire la qualità costruttiva italiana con il design tedesco. Ancora non riescono a spiegarsi l’insuccesso.
Sempre all’avanguardia nella ricerca di soluzioni stilistiche e tecnologiche, nel 1998 Fiat produce la Multipla, frutto dell’innovativa idea di rendere design e antifurto una cosa sola.
La Famiglia
Comunque la si pensi, è indubbio che gli Agnelli hanno fatto molto per l’Italia. Soprattutto Edoardo.
Gianni Agnelli è stato il Presidente della Fiat più amato. Ora molte speranze vengono riposte in Elkann. O almeno questo è quello che si augura il suo pusher.
Altra figura di spicco della Fiat è stata Luca Cordero di Montezemolo, che ha ricoperto per alcuni anni la carica di Altra Figura di Spicco della Fiat.
Negli ultimi mesi Marchionne ha affermato che la Fiat potrebbe fare a meno dell’Italia e, nell’ultima settimana, anche di Confindustria. E pure questa Via Lattea perché non va a dare via il culo?
La redazione di Umore Maligno ha prodotto questo post nella metà del tempo impiegato dall’omologa redazione di Umor Malinhào. Nessun incentivo o aiuto statale è stato sprecato nella sua progettazione e nessuna auto è stata maltrattata con un marchio Fiat durante la sua stesura. La redazione di Umore Maligno inoltre esprime solidarietà agli indefessi operai della Fiat, pur non conoscendo il cirillico.
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