Cinesi pronti allo shopping
DI FILOMENA LABRUNA – MARTEDÌ 6 DICEMBRE 2011
POSTATO IN: ECONOMIA
Costituita una joint venture tra tre aziende asiatiche e due europee per rilevare l’impianto di Flumeri (Avellino). Marchionne apre all’idea Costituita una joint venture tra le aziende Dfm o Dongfeng Motor Corporation (Cina), Shong Bus Holding (Cina), Amsia Motors (Cina), Eurotekne (Londra) e Unitearn (Italia) finalizzata alla costituzione di una società di diritto italiano per avviare una trattativa con Fiat Industrial e la controllata Iveco per l’acquisizione del ramo d’azienda della Irisbus di Valle Ufita (Avellino).
La notizia è stata ufficializzata nel pomeriggio di ieri attraverso un documento della stessa Amsia Motors. “Fermo restando che è stato recentemente siglato un accordo di riservatezza con Fiat Industrial-Iveco – recita un nota firmata dall’ingegnere Pietro EntoKostic di Amsia Motors – nel pieno rispetto dei suoi contenuti, chiediamo di poter organizzare un incontro al fine di poter meglio chiarire le finalità e gli obiettivi del progetto”.
La conferma che ci sia una svolta nella trattativa giunge direttamente dall’amministratore delegato del gruppo Fiat nonché presidente di Fiat Industrial, Sergio Marchionne, che in un report di Sanford C. Bernstein, come riferisce Bloomberg, rivela che “Iveco è un asset facilmente vendibile”. Marchionne sottolinea che Daimler e i competitor asiatici “sono due classi di acquirenti che potrebbero essere ansiosi di provare a raggiungere un accordo”.
Il numero uno di Fiat Industrial dice intanto che la società potrebbe decidere nell’arco dei prossimi due anni di riacquistare le quote di minoranza in Cnh Global Nv e potrebbe inoltre trasferire Fiat Industrial verso un’altra giurisdizione. Marchionne afferma che “è tecnicamente possibile che Cnh divenga l’entità quotata del gruppo dopo la riorganizzazione”.
La delegazione di Amsia Motors, guidata dal presidente nonché amministratore delegato Mostafa Zeauddin Ahmad, ha visitato lo stabilimento di Valle Ufita e ne ha ricevuto impressioni estremamente positiva. In caso di conclusione della trattativa per le tute blu di Irisbus si aprirebbe un nuovo capitolo: la formazione di una nuova società, infatti, comporterebbe l’immediata assunzione dei 700 lavoratori e il mantenimento dei 3.500 dell’indotto, con la prospettiva di poter addirittura aumentare i livelli occupazionali. Il nuovo progetto, inoltre, prevederebbe il rilancio del made in Italy con l’apertura di un nuovo polo industriale che sosterrebbe una produttività ‘verde’ nel mondo dei trasporti italiani. In pratica, Irisbus potrebbe rilanciarsi con un progetto che prevede la creazione di un marchio interamente tricolore, il cui ciclo produttivo prevede la realizzazione di autobus elettrici di tecnologia Amsia Motors e altri prodotti che completerebbero un parco macchine per affrontare un mercato mondiale che punta sul risparmio energetico e sull’abbattimento degli scarichi dell’anidride carbonica in ottemperanza al patto di Kyoto.
La cordata
• Dfm (Dongfeng Motor
Corporation) – Cina
• Shong Bus Holding – Cina
• Amsia Motors – Cina
• Eurotekne – Londra
• Unitearn Spa – Italia
Segnalibri