Macché auto pulite, non le compra nessuno
In questi giorni è girata l’ennesima indagine di mercato da cui si evince che gli italiani sono orientati a comprare sempre di più le vetture rispettose dell’ambiente. Un messaggio politicamente corretto che però è smentito clamorosamente dai fatti.
I dati statistici, a chiusura dell’anno appena concluso, sono infatti impietosi nelle loro cifre: le vetture
Gpl rispetto al 2009 hanno perso in quote di mercato (quindi non soltanto in numeri assoluti) il
10%, quelle a
metano il 57% e quelle
ibride il 70%. Un disastro assoluto che semmai testimonia che l’amore per le auto ecocompatibili era soltanto figlio dei grandi sconti favoriti dagli incentivi, la sola ragione per cui si sono vendute nel 2009 tante auto a metano in Sardegna dove non esiste nemmeno una pompa che lo eroghi.
Temo che, come sempre accade quando si va a intervistare la gente, le buone intenzioni mascherino le cattive abitudini. Accade così anche con i giornali: ogni volta che si fanno indagini di mercato per capire che cosa si aspetta il possibile compratore viene fuori che vuole più solidarietà, argomenti etici in evidenza, paginate di cultura e via di questo passo; poi, però, per vendere copie bisogna sbattere il mostro in prima pagina, curiosare su storie di sesso, titolare sulle imprese sportive.
Non ci sono più dubbi: se si vuole imporre l’auto verde bisogna che intervengano i vari stati con importanti sgravi fiscali, la sola leva che può convincere i compratori a lasciare la strada vecchia per la nuova. Sperare che il mercato si muova autonomamente e per convinzione è pura utopia. Sarebbe bello, questo sì. Ma non succederà mai, almeno in tempi brevi o anche medi.
di Carlo Cavicchi
Segnalibri