Da "MF - MILANO FINANZA" di giovedì 12 maggio 2011
UNO STUDIO DELLA CORTE DEI CONTI AMERICANA METTE IN GUARDIA SUI COSTI DEI SALVATAGGI AUTO Chrysler allarma il Congresso Usa Il gruppo di Detroit dovrebbe raggiungere una capitalizzazione di almeno 41 mld $ perché il Tesoro recuperi l`investimento. Ma per i broker la partecipata Fiat non vale più di 13 mld. Problemi ancheper il rientro su GM DI LUCIANO MONDELLINI I 1 rientro dall`investimento sostenuto dal governo americano per salvare Chrysler preoccupa non poco gli organi preposti alla contabilità dell`amministrazione statunitense.
t quanto emerge dal report consegnato in questi giorni al Congresso Usa dal Government accountability office (Gao), il braccio investigativo del parlamento di Washington che molto assomiglia all`italiana Corte dei Conti. Lo studio, che MF-Milano Finanza ha potuto consultare, spiega infatti che il valore di Chrysler dovrà crescere «sensibilmente per permettere al Tesoro di recuperare l`intero investimento nella società (12,5 miliardi di dollari, ndr)».
In particolare, continua il dossier, il Gao «stima che Chrysler avrebbe bisogno di una capitalizzazione di mercato di circa 41 miliardi di dollari (28,7 miliardi di euro)» per centrare l`obiettivo del rientro completo nella casa di Detroit. Una valutazione del tutto fuori mercato, considerando che gli ultimi report (si veda lo studio Unicredit del 3 maggio) valutano il 100% della casa americana attorno a 10 miliardi di dollari o, nello scenario migliore, 13 miliardi. Lo stesso Gao, pur sottolineando che è improprio fare paragoni con la situazione pre-bancarotta, fa notare che il divario è elevatissimo e soprattutto che mai la valutazione della casa ormai controllata dalla Fiat ha superato 40 miliardi. «Per avere un riferimento, Chrysler capitalizzava tra 23 e 31 miliardi nel 1997, ovvero l`ultimo anno in cui la società era quotata stand alone, mentre il suo valore stimato era salito a 37 miliardi nel 1998, dopo la fusione con Daimler». Alla luce di queste cifre, continua la nota, «sebbene vengano riconosciuti i miglioramenti ottenuti da Chrysler negli ultimi anni, questa informazione fornisce il senso della grandezza dello sforzo di crescita richiesto». A complicare ulteriormente le cose per il governo americano va notato che la soglia per arrivare al pareggio nell`investimento salirebbe ancora se la Fiat, ora al 30% di Chrysler, arrivasse alla maggioranza nella casa americana.
«Se Fiat raggiungesse il terzo obiettivo industriale, guadagnando un ulteriore 5%, ed esercitasse l`opzione che le garantisce un altro 16%, la quota del Tesoro in Chrysler scenderebbe al 6%». Uno scenario che alza ulteriormente l`asticella: Chrysler dovrebbe valere 58 miliardi affinché il Tesoro potesse recuperare l`investimento».
L`ammonimento del Gao, tuttavia, non si limita a Chrysler.
Preoccupa anche la situazione di General Motors, l`altra casa automobilistica americana che ha usufruito degli aiuti governativi.
Lo studio spiega infatti che «le azioni GM dovranno salire di oltre il 60% rispetto al prezzo di ipo (33 dollari a titolo) affinché il governo possa recuperare l`investimento (49,5 miliardi, ndr)». Il Gao, fa notare il report, aveva stimato che il Tesoro avrebbe avuto bisogno di un prezzo di ipo di 45 dollari ad azione per ottenere il pareggio in sede di quotazione. Per questo, spiega il Gao, «dopo aver preso in considerazione gli utili provenienti dalla cessione delle azioni in sede di ipo, stimiamo che il Tesoro avrebbe bisogno di un prezzo di 54 dollari ad azione per recuperare l`investimento», mentre al momento il titolo, nonostante l`inequivocabile ripresa del mercato auto, tratta attorno a 31 dollari.
In questo scenario, conclude lo studio, non sono sufficienti le stime che nel medio termine prevedono una tendenza positiva per il settore. Le stime dei broker sul prezzo del titolo GM «variano infatti tra 37 e 50 dollari nel periodo compreso tra 6 e18 mesi, ovvero ben al di sotto del valore di cui avrebbe bisogno il Tesoro per recuperare completamente il suo investimento».-
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