Sorpresa, torna il superbollo
sovrattassa oltre i 170 cavalli La norma introduce, a partire dal 2011, "un addizionale annuale erariale della tassa automobilistica per i veicoli di potenza superiore a 125 chilowatt" non ancora quantificata. Si salvano solo le piccole di VINCENZO BORGOMEO
Colpo di scena. Torna la tassa più odiata al mondo, il superbollo, che per anni ha logorato la vita dei dieselisti prima e poi dei fuoristradisti. Ora a farne le spese però saranno quasi tutti gli automobilisti visto che la sovrattassa colpirà per le auto con potenze da 170 cavalli in su. Sembra impossibile - per via della scia di polemiche che si è portata dietro questo balzello - ma è proprio quello che prevede la bozza di manovra aggiornata a oggi.
La norma infatti, introduce - a partire dal 2011 - "un addizionale annuale erariale della tassa automobilistica per i veicoli di potenza superiore a 125 chilowatt" non ancora quantificata. Si sa solo che in caso di mancato pagamento si applica una sanzione pari al 30% dell'importo non versato.
Il punto è che con un limite a 125 Kilowatt-170 cavalli si includono alcune auto oltre il segmento D - quello della Passat o della Mondeo per capirci - e addirittura diversi modelli del segmento C, quello della Golf. Insomma una strage perché in questo calderone troviamo monovolume da famiglia, berline da viaggio, medie di ogni genere. E, poi, ovviamente, anche le supercar, in ogni caso "vaccinate" (e quindi indifferenti) ad ulteriori balzelli visto che già oggi una Ferrari 458 Italia paga 1620 euro di bollo l'anno.
Solo le piccole infatti hanno la certezza di scampare al superbollo, per il resto bisognerà andare a vedere caso per caso, a seconda del motore scelto. Secondo le prime stime insomma si calcola che questo
superbollo colpirà il 30 per cento circa delle auto in vendita sul nostro mercato, una percentuale altissima e che finirà per avere forti conseguenze anche sulle vendite.
Su una Opel Insignia, una Passat, una Fiat Freemont infatti questo superbollo potrebbe avere effetti devastanti. Soprattutto in un mercato già piegato da una crisi ormai apparentemente irrisolvibile.
© Riproduzione riservata (
29 giugno 2011)
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