Per l'ad del gruppo torinese "la mossa fatta dal ministro Sacconi con l'articolo 8 ha risolto tantissimi problemi". E sui modelli da produrre a Mirafiori la decisione arriverà nelle prossime settimane
FRANCOFORTE - Al Salone dell'auto di Francoforte, l'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne fa il punto sulla situazione dell'azienda e su quella del Paese.
In merito a Fiat-Chrysler "i target per il 2011 sono confermati", nonostante 2011 e 2012 siano "anni difficili".
Per il dirigente: "L'integrazione tra le due aziende, è prefetta. Va benissimo". E a chi gli chiede se le due case automobilistiche diventeranno una società sola il prossimo anno, ha risposto: "Non lo so, eventualmente ci arriveremo, non c'è urgenza". Al momento "non è in corso alcun negoziato con il fondo Veba sulla quota, pari al 41,5%, che detiene in Chrysler. Con questi mercati non è il momento giusto", ha sottolineato Marchionne.
L'amministratore delegato del gruppo torninese ha poi parlato della manovra economica presentata dal Governo. "Quello che ci serviva ci è stato dato - ha detto, aggiungendo che - "il mondo sta guardando" all'Italia, per cui "bisogna fare le cose in modo molto serio". "La cosa importante è essere totalmente credibili a livello internazionale".
Marchionne ritiene anche che le nuove norme sui contratti aziendali 1 ridaranno "certezze, non solo alla Fiat ma a tutti quelli che vogliono investire in Italia". "Abbiamo la certezza di poter gestire gli stabilimenti, che era la cosa importante per la Fiat. Quello che serviva ci è stato dato, non solo a noi - ha insistito - ma a tutti gli industriali". A proposito delle critiche dei sindacati, Marchionne ha sottolineato: "Il provvedimento è di una chiarezza bestiale: se la maggioranza dei lavoratori è d'accordo la proposta va avanti".
"La mossa fatta dal ministro Sacconi con l'articolo 8 - dunque - è importantissima" e "ha risolto tantissimi problemi".
Per i modelli da produrre 2 a Mirafiori "nessuna decisione è stata presa, stiamo analizzando la situazione", ha ribadito Marchionne, che non ha escluso neppure la possibilità che siano prodotti, come previsto dall'accordo con i sindacati, i suv Alfa e Jeep. "Entro qualche settimana decideremo", ha aggiunto, per poi concludere: "Mirafiori sta bene, lasciatela stare in pace".
Intanto in un altro stabilimento, quello di Pomigliano, 3 è in via di definizione la visita del presidente Giorgio Napolitano. "Stiamo definendo la data per organizzare la visita. Dovrebbe essere intorno al 3 novembre, quando iniziera' la produzione". "L'importante - per Marchionne - è che la macchina sta partendo".
Ai giornalisti che gli chiedevano se fosse preoccupato della concorrenza nel segmento delle vetture piccole dei costruttori tedeschi, primo fra tutti Volkswagen che a Francoforte presenta la Up, Marchionne ha risposto: "I tedeschi stanno cercando di imitare, in una maniera molto goffa, quello che stiamo facendo noi''.
Su un possibile rafforzamento dei rapporti con i giapponesi della Suzuki (con cui Fiat-Chrysler ha già un accordo legato ai motori diesel) per aumentare la presenza del gruppo in India e Cina, Marchionne ha risposto: "Parliamo con Suzuki e con chiunque altro voglia condividere con noi i costi dello sviluppo, ma non stiamo lavorando adesso sulle stesse piattaforme, c'è uno scambio di informazioni". All'ad è stato chiesto anche se Fiat e Chrysler cerchino insieme un nuovo partner: "Eventualmente succederà - la risposta - ma non è una cosa immediata. Si devono formare dei grandi gruppi automobilistici. Non parliamone adesso, è un discorso nel medio-lungo termine".
Rispetto ai tempi di lancio di una possibile strategia in Russia, Marchionne non ha fatto precisazioni: "In Russia continuiamo a lavorare. I colloqui con il governo russo vanno benissimo".
da repubblica.it
Marchionne: "Ok target di Fiat e Chrysler manovra ci ha dato ciò che serviva" - Repubblica.it



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