Chiedi a un manager (o a un tecnico) dell'automobile che cosa pensa dei prodotti altrui ed è subito un fiorire di apprezzamenti, di "fanno ottimi prodotti", di bugie diplomatiche, di tarallucci e vino in quantità industriali.
La verità è che tutti guardano tutti, per vedere dove sono messi i rivali, per capire quali soluzioni poter copiare, per comprendere la velocità di crescita degli antagonisti. In virtù di questa, per certi versi comprensibile, ipocrisia generalizzata, fa ancora più impressione vedere in un video amatoriale l'intero stato maggiore della Volkswagen scendere in massa allo stand
Hyundai al
Salone di Francoforte per studiare da vicino la
i30. Non una visita di cortesia. Piuttosto, un esame di stato.
I manager di Wolfsburg, infatti, non si limitan\o a un'occhiata altezzosa da lontano. Il big boss in persona
Martin Winterkorn ci gira attorno, la tocca, esamina le guarnizioni, accarezza il cofano per sentire se ci sono eccessive tolleranze fra le lamiere, si piazza al volante, misura la plancia, apprezza la spaziosità degli interni. A un certo punto, convoca un tecnico e gli mostra il comando della regolazione in altezza del volante e, in un tono non propriamente conciliante, commenta: "La BMW non ci riesce, noi non ci riusciamo, perché loro sì?".
Sta parlando, a quanto pare, del rumore fastidioso (scheppern, in tedesco) che fa il meccanismo del piantone. Ora, che il numero uno della Volkswagen si premuri di controllare di persona come funzioni la levetta di una Hyundai la dice più lunga sulla filosofia costruttiva dei tedeschi che qualsiasi ricerca di mercato. Insomma, si spiegano molte cose. Tranne una. Ma chi è, fra i grandi capi della VW (si vede più volte Luca De Meo spuntare alle spalle di Winterkorn), che va in giro per il Salone con un metro pieghevole?
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