Stretto tra le richieste dei partner europei di approvare misure di rilancio dell'economia entro domani e i veti del principale partner della coalizione, Silvio Berlusconi rischia di doversi dimettere e aprire una crisi che potrebbe portare o alla formazione di un governo tecnico o a elezioni anticipate.
"Stavolta la situazione è difficile, molto pericolosa, il momento è drammatico", ha detto il leader della Lega Nord Umberto Bossi.
"Stiamo trattando, mi pare che ci sia questa ipotesi" che il governo possa cadere, "ma i margini di trattativa ci sono", ha ammesso il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, secondo quanto riferito da un portavoce.
L'Unione europea ha chiesto all'Italia di approvare entro mercoledì misure concrete per rilanciare l'economia e aiutare la zona euro a ristabilire la fiducia dei mercati.
Berlusconi ha convocato un Consiglio dei ministri ieri sera con l'obiettivo di alzare l'età di pensionamento, ma la riunione si è conclusa con un nulla di fatto per l'opposizione del Carroccio.
Secondo Matteoli, "oggi non ci sarà alcun Consiglio dei ministri perché non ce n'è bisogno. Se si trovano degli accordi il presidente domani illustrerà all'Europa l'accordo che si è raggiunto. Poi, il provvedimento si può prendere anche dopo".
Questa ipotesi però non piace al Quirinale che ha emesso una nota ufficiale per chiedere a Berlusconi "di definire le nuove decisioni di grande importanza annunciate ieri nella dichiarazione ufficiale di palazzo Chigi".
Domenica scorsa, a Bruxelles, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno incontrato Berlusconi per chiedergli ulteriori misure a difesa del debito e a favore della crescita.
L'Europa teme che dopo Grecia, Irlanda e Portogallo possa essere l'Italia il prossimo Paese della zona euro ad avere bisogno di un piano di salvataggio.
Secondo molti analisti, però, l'Italia è un Paese troppo grande per fallire ma anche troppo grande per poter essere salvato.
Merkel ha osservato che "l'Italia è un grande partner della zona euro" e "deve fare tutto per essere all'altezza delle responsabilità che sono proprie di questo ruolo".
Sarkozy ha invece sottolineato che "non si può fare appello alla solidarietà se chi la chiede non ha ciò che è necessario".
Il sorrisetto con cui i due leader hanno risposto alla domanda di una cronista sulle rassicurazioni fornite da Berlusconi è stato visto come uno sberleffo nei confronti del presidente del Consiglio.
Amadeu Altafaj, portavoce del commissario Ue agli affari economici e monetari Olli Rehn, ha detto oggi che "non c'è alcuna umiliazione nei nostri commenti".
"Bisognerà abituarsi a questo. E' la sorveglianza da parte dei pari che è normale nel quadro della nuova governance economica", ha aggiunto.
Stamani il differenziale tra Btp e Bund decennali si è allargato nei primi scambi della mattina fino a 389 punti base dalla chiusura di ieri a 379 punti e il rendimento è salito al 5,992%.
Male anche la Borsa di Milano il cui indice Ftse Mib (Milano:
FTSEMIB.MI -
notizie) alle 13 è sostanzialmente piatta.
D-DAY
Lasciando Bruxelles, Berlusconi aveva detto di voler sfruttare la situazione di allarme per far passare progetti sull'età di pensionamento e sulle pensioni di anzianità che aveva sempre avuto in mente ma non aveva mai potuto attuare per mancanza di consenso politico.
Berlusconi ha anche detto di voler anticipare la riduzione del debito pubblico attraverso la vendita di immobili di Stato.
Dieci giorni fa il governatore della Banca (Santiago:
BANCA.SN -
notizie) d'Italia e futuro presidente della Bce Mario Draghi ha sollecitato il governo ad agire con rapidità perché i conti pubblici italiani potrebbero risultare ingovernabili se i tassi di interesse continuano a crescere come negli ultimi tre mesi.
Per far passare le nuove misure in parlamento Berlusconi ha bisogno del via libera della Lega Nord che finora, sulle pensioni, ha detto no.
"La pensione a 67 anni non possiamo farla, la gente ci ammazza", ha detto Bossi.
I partiti dell'opposizione sono disposti a votare le misure richieste dall'Ue ma a patto che poi Berlusconi si dimetta.
Oggi il quotidiano del Carroccio La Padania apre con il titolo "Scontro finale sulle pensioni" e aggiunge: "Oggi il d-day. No all'innalzamento dell'età pensionabile. La Lega non arretra di un passo, coerente con la posizione già espressa con la manovra di agosto".
Secondo Matteoli, nella coalizione, "sono tutti d'accordo che le pensioni è meglio non tagliarle, però se non si tagliano, bisogna trovare qualche altra soluzione, il che non è facile. Abbiamo già preso due provvedimenti, uno a luglio e uno ad agosto, quindi intervenire ancora...".
"Nessuno ci ha chiesto di tagliare le pensioni, nessuno propone di tagliarle ma di allungare l'età in cui si va in pensione", ha aggiunto.
Se Berlusconi si dimettesse l'iniziativa passerebbe in mano al capo dello Stato che deve verificare l'esistenza o meno di una maggioranza in parlamento in grado di far proseguire la legislatura fino alla scadenza naturale del 2013.
Da parte delle opposizioni è stata ventilata l'ipotesi di un governo tecnico, formato da personalità autorevoli ma slegate da connotazioni politiche.
Berlusconi ha però già detto di essere contrario a questa ipotesi e altrettanto ha fatto oggi Bossi: "Se cade Berlusconi [ci saranno] elezioni per forza. Non facciamo governi tecnici".
- hanno contribuito Paolo Biondi, Giuseppe Fonte, Roberto Landucci
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