Nei giorni scorsi ho ricevuto un commento-parere molto interessante perché viene da un personaggio che è stato a lungo al vertice di una marca importante come la Volvo, sia come capo della filiale italiana che di tutta l’aerea sud-Europa. Ecco quello che mi ha scritto Luc Bracke:
“E’ da due anni che sono un proprietario molto soddisfatto di una Toyota iQ 1.3
full-equipped. Ultimamente ho visto i dati di vendita di questa macchina in Europa (nel 2009 44.000, nel 2010 23.000, mentre la previsione 2011 è di 12.000) e mi sento di dire che siamo davanti ad un vero flop (solo per l’Italia era prevista una vendita annuale di 20.000 macchine…). Allora, la domanda viene naturale: com’è possibile che un ottimo prodotto sia un tale insuccesso commerciale? La risposta è una sola: una gravissimo errore di marketing. E’ evidente che Toyota abbia completamente sbagliato sia il posizionamento che il canale distribuzione di questa macchina.
POSIZIONAMENTO
L’aver posizionato la macchina come una quattro posti in meno di 3 metri ha dato delle aspettative del tutto errate al potenziale cliente. Questa macchina è infatti al massimo una tre posti, o meglio ancora, una due posti con molto spazio per i bagagli, e la possibilità di trasportare una terza persona per brevi tragitti. Il posizionamento di meno di 3 metri dà anche l’aspettativa di un prezzo da segmento A, che – dimensione a parte – non corrisponde affatto alla macchina. Il posizionamento esatto sarebbe stato
comfort e sicurezza del segmento B/C in meno di 3 metri. Infatti, guidando la macchina, ci si rende conto che tutte le specifiche sono del segmento superiore. Non mi piace fare confronti, ma avendo avuto anche una Smart per più di due anni, posso affermare senza ombra di dubbio che l’iQ è di un’altra categoria.
DISTRIBUZIONE
Aver dato questa macchina alla rete Toyota è stato un gravissimo errore. Un potenziale cliente che visita lo showroom Toyota per una iQ e sente parlare di 12-13.000 euro si spaventa. A questo punto il venditore, invece di difendere e spiegare il prezzo, devia il cliente su una Yaris o una Aygo, con stessa motorizzazione, più grande e molto meno cara. La politica giusta avrebbe dovuto essere quella di chiamare la macchina Lexus e darla quindi alla rete Lexus. Questo avrebbe richiesto un miglioramento qualitativo degli interni, ma avrebbe dato una rete dedicata al prodotto ed un’immagine più
cool alla macchina. Sono sicuro che il prodotto sarebbe stato un grande successo. E’ incredibile che un’azienda come la Toyota abbia sviluppato una piattaforma unica per poi vendere solo qualche decine di migliaia di pezzi. Speriamo che con il lancio della versione americana sotto il marchio Scion non facciano gli stessi errori. In generale, ho grossi dubbi che lo scarso volume di vendita per una piattaforma unica – e in più con uno yen molto forte – dia un futuro a questo “azzeccatissimo” prodotto per le metropoli di oggi”.
Al parere di Luc è però doveroso aggiungere per completezza dell’informazione che sull’errore di posizionamento si può essere d’accordo, mentre sulla possibile distribuzione tramite Lexus, in Toyota sostengono che rete più piccola significa ancora meno vendite. Inoltre, al Salone di Francoforte, Alain Uyttenhoven, capo di Toyota Germania, confermava che i giapponesi hanno di fatto mollato la macchina perché era stata ideata col cambio yen-euro a 170, ma adesso che siamo a 107 ci perderebbero sempre e comunque.
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