17 gennaio 2012
di Clara Attene e Marco Ferrando
Volkswagen alla ricerca di nuovi fornitori in Italia. E in particolare in Piemonte, dove da un anno e mezzo ha messo un piede acquistando la maggioranza di Italdesign-Giugiaro. È proprio qui, nella sede di Moncalieri alle porte di Torino, che nelle prossime settimane si terrà il primo technology day dedicato ai componentisti italiani, un'occasione per entrare nel catalogo dei fornitori del gruppo tedesco, che punta a vendere 10 milioni di auto l'anno entro il 2018 ma intorno al quale già nel 2012 - stando alle stime di Ihs Global Insight - dovrebbero ruotare acquisti per circa 100 miliardi.
Promotore dell'iniziativa, oltre che testimonial dell'eccellenza subalpina, è proprio Italdesign: «L'iniziativa si terrà tra marzo e aprile, nella nostra sede di Moncalieri», dice l'amministratore delegato, Enzo Pacella. A coordinare i lavori sarà Francisco Garcia Sanz, presidente del Corporate sourcing committee di Volkswagen, affiancato dai responsabili per l'area dell'Europa centrale degli acquisti: per quanto riguarda invece i componentisti, è in fase di valutazione un gruppo ristretto di 30 aziende, in grado di vestire i panni del fornitore di primo livello e con un bagaglio tecnologico d'eccellenza.
Per partecipare all'iniziativa, organizzata in collaborazione con l'Amma, l'Anfia e lo staff di From concept to car, il progetto di promozione dell'automotive del Centro per l'internazionalizzazione del Piemonte, le selezioni sono partite nell'autunno scorso. I componentisti potenzialmente interessati sono stati informati dell'evento, quindi l'elenco di chi desidera farsi conoscere da Volkswagen è stato inviato a Wolfsburg: nei prossimi giorni si saprà chi ha catturato l'interesse di VW, al quale verrà data l'occasione di esporre i propri prodotti e di avere alcuni incontri b2b con i responsabili acquisti del gruppo tedesco.
«Da subito, la nostra idea è stata quella di offrire alle migliori imprese del distretto piemontese un'opportunità per entrare direttamente in contatto con i vertici degli acquisti», sottolinea ancora Pacella. Che non esclude come in futuro l'appuntamento possa anche ripetersi: «Da parte nostra ci crediamo molto - conclude - perché fino a ieri noi stessi eravamo fornitori, e sappiamo quanto sia difficile ottenere l'ascolto delle grandi case produttrici».
Per le 900 aziende del distretto piemontese dell'auto, duramente provate dalla crisi di mercato del gruppo Fiat, si tratta di un passaggio importante in una fase in cui la diversificazione di clienti e di mercati è tornata a farsi sentire come un obbligo. L'anno scorso, con la contrazione della produzione dei marchi del Lingotto, la dipendenza della filiera dal gruppo Fiat è scesa al 59% (contro il 78,1%), ma è chiaro che resta lontana da una soglia "di sicurezza".
Dal 2007 la Germania ha consolidato le posizioni come primo mercato straniero della componentistica piemontese, che nel 2010, ultimo anno di cui l'Istat ha elaborato i consuntivi, qui ha venduto beni e servizi per 598 milioni (erano 494 l'anno precedente). Merito delle aziende già entrate a far parte del catalogo fornitori di Mercedes, Bmw o della stessa Volkswagen. È il caso, ad esempio, del gruppo Olsa, capace negli anni passati di ottenere una commessa, relativa alla produzione della piccola fanaleria destinata agli stabilimenti europei e brasiliani, che rappresenta circa il 23% del fatturato annuo dell'azienda: «Volkswagen è un cliente particolarmente stimolante - dice l'amministratore delegato, Massimo Bravin - per quanto riguarda le richieste in fatto di qualità, affidabilità e competitività dei prezzi. Allo stesso modo, ne riconosco la precisione nel rispettare i loro impegni».
Volkswagen in Italia alla ricerca di nuovi fornitori - Il Sole 24 ORE



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