In passato mi sono chiesto più volte per quale motivo l’Europa qualche anno fa ha tolto i dazi a Hyundai e Kia, nonostante in altri settori (esempio: Agricoltura) l’Europa se ne sia sempre fottuta altamente del libero mercato. Nel free trade agreement, era evidente che i costruttori europei avevano più da perderci che da guadagnarci.
Siccome sono un complottista mi sono dato la risposta seguente: Volevano utilizzare Hyundai per far fuori i più deboli, e poi, una volta fatta piazza pulita, ristabilire i dazi con la scusa che “la siduazzione è diventata insostenibbbbile”.
Il primo a saltare, secondo i calcoli fatti qualche anno fa, doveva essere Fiat. Poi Marchionne ha fatto i numeri da fuoriclasse,ed ora PSA si trova in un mare di stérco, e la Francia non sa che pesci pigliare.
In generale, e aldilà di questa ipotesi improbabile, penso che il modo in cui Bruxelles ha gestito (meglio: non-gestito) in questi anni l’Automotive Business, ossia la spina dorsale del manufacturing europeo, dimostri come l’Europa ad oggi sia o inutile o dannosa. Ognuno , se potesse, farebbe i propri interessi, e a nessuno interesssa un fìco dell’Europa come entità. Poi di fatto, ci sono due Paesi che decidono (facendo i propri interessi), uno chefa i càzzi suoi (facendo i propri interessi), e gli altri 23 (ho perso il conto...credo 23), Italia inclusa, che devono fare buon viso a cattivo gioco (facendo gli interessi degli altri). Il tutto in cambio di una moneta forte (che noi avremmo dovuto utilizzare in passato per abbassare il debito pubblico, risparmiando sugli interessi – abbiamo perso la nostra occasione, ed ora paghiamo dazio).



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