Toyota è una delle poche case automobilistiche a registrare bilanci costantemente in attivo e a incrementare le vendite con impressionante regolarità. D'altronde, non è certo un mistero che, dopo aver praticamente raggiunto Ford al secondo posto, il prossimo obiettivo della società guidata da Fujio Cho, sia scavalcare anche General Motors e issarsi in cima alla classifica mondiale dei costruttori.
Lo scorso luglio, Toyota aveva già anticipato che per quest'anno si attende un incremento della produzione complessiva del Gruppo a 7,5 milioni di veicoli, il 50% dei quali assemblati negli impianti giapponesi. Ma non basta: il programma a lungo termine del colosso nipponico prevede una graduale crescita che la dovrebbe portare, nel 2015, ad aumentare la sua quota globale dall'attuale 11% al 15%.
Per raggiungere questo risultato, Toyota non può ovviamente tralasciare l'importantissimo mercato cinese, e infatti proprio in questi giorni ha annunciato il consolidamento della partnership con Guangzhou per l'assembaggio locale della "Camry". Il marchio giapponese, che può già contare anche su una joint-venture con Tianjin, ha fissato il target produttivo nel Paese a oltre 300 mila unità l'anno a partire dal 2006.
Inoltre, il piano di sviluppo prevede l'avvio delle attività in Sudafrica e in Argentina, oltre alla produzione di circa 30 mila pick-up in Messico entro la fine di quest'anno e alla commercializzazione di un terzo delle 300 mila vetture "sfornate" ogni dodici mesi dal nuovo stabilimento realizzato nella Repubblica Ceca in joint-venture con il gruppo Psa. Il 2008, infine, dovrebbe essere l'anno dell'inizio dell'attività produttiva anche in Russia.
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