Si e no.
E' una inaugurazione, perchè in pratica è finito.
Ma di certo il 9 febbraio non si comincerà a transitarci sopra...
Comunque è fatta dai...
Proprio ora che, a causa della crisi, il traffico della tangenziale di Mestre è diminuito del 30%....
Comunque io aspetto con molta più impazienza la conclusione della A28..Dopo 9475 anni finalmente hanno deciso di terminare gli ultimi 4km..
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Sarebbe anche ora managgia. Non so se sei mai passato per pianzano, ma li fino a poco tempo fà c'era un casino assurdo. Quello svincolo è da pazzi poichè lo hanno fatto vicino ad un paesino di campagna. Io il maggio scorso ho visto morire davanti ai miei occhi un ragazzino di 14 anni a causa di quel traffico infernale.
Non auguro a nessuno un esperienza simile; essere la fermo seduto in auto e vedere sto piccino finire sotto un furgone mi ha fatto uscire fuori di testa.
Ultima modifica di Patriottico; 05-02-2009 alle 16:28
"Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita"- Senna Ayrton
Ayrton, mi manchi
Non sono mai passato per Pianzano, ma passo molto spesso per San Fior/Godega...e ho ben presente il traffico di quella strada.
Pazzesco che per colpa di pochi, in questi anni si sono sprecate vite..
Senza poi considerare l'inquinamento....
Speriamo che concludano davvero per fine anno...![]()
Ultima modifica di Tommitel; 05-02-2009 alle 15:00
Domenica tutto il passante (che non è altro che l'A4) sarà APERTO. Da venerdi sera l'A4 sarà chiusa per collegarlo al nuovo tragitto. I caselli di preganziol e gli altri intermedi nell'A4-Passante di mestre apriranno nel corso dell'anno, così come l'allacciamento diretto con l'A27. La tangenziale di Mestre si chiamerà A57.
Nessun casello quindi da Milano a Trieste.
Ultima modifica di lucaf1; 05-02-2009 alle 17:09
Corsa contro il (mal)tempo
Il Passante s’affida al phon
Impegnato un esercito di 350 operai, gli ultimi due chilometri d’asfalto
saranno stesi anche sotto l’acqua grazie a un gigantesco asciugatore
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Giovedì 5 Febbraio 2009,
E se dovesse piovere? «C’è il phon». Come, il phon? Sì, un enorme soffione meccanico che spara aria calda, largo quasi quanto una carreggiata e fatto arrivare ieri sul cantiere più famoso d’Italia (almeno in questo momento). I lavori del Passante di Mestre devono terminare domenica mattina, in tempo per l’inagugurazione, e non c’è pioggia che tenga. I tecnici e gli operai lavorano senza sosta ma scrutano il cielo: ogni nuvola che si avvicina sembra quella di Fantozzi, con scarica di pioggia personalizzata. Non ci volevano i temporali di lunedì e martedì, ma ieri il sole ha dato un po’ di fiducia e gli asfaltatori ne hanno approfittato. Hanno tirato fuori l’asso nella manica, l’amuleto anti-pioggia in grado di farli lavorare anche se dovessero venir giù le cascate del Niagara: il phon. L’ingegner Silvano Vernizzi fa la spola tra il cantiere e gli uffici di Veneto strade, tra una betoniera e una riunione: «Stiamo stendendo gli ultimi metri di tappeto di usura». Il "tappeto di usura" è l’asfalto che si vede e si tocca, quello in superficie, l’ultimo strato sul quale correranno le auto e i camion. È drenante, ovvero non trattiene l’acqua e la fa scivolare a lato: per stenderlo, è necessario predisporre il fondo con un’emulsione particolare che attecchisce solo in situazioni di asciutto. Ieri, il sole ha consentito di lavorare senza problemi. Ma se oggi o domani la nuvola di Fantozzi dovesse colpire ancora, ecco pronto il phon: un macchinario simile a quello usato per asciugare le auto dopo il lavaggio, per capirci. Si asciuga il fondo, subito dietro si stende l’emulsione, e a ruota si tira l’asfalto drenante. Così, per un paio di chilometri.
La curva di Quarto. È questo infatti il tratto che ieri sera ancora mancava. Gli operai prima di mezzanotte hanno ultimato la corsia in direzione Milano, mentre in direzione Trieste manca un pezzo più o meno in corrispondenza dell’innesto a Dolo fino al sottopasso di Vetrego che incrocia la Padova-Venezia: sarà ultimato entro stasera, tempo permettendo. Se piove, non si può stendere l’emulsione perché non attacca: ecco spiegato l’uso del "phon". L’asfalto, quindi, non sembra rappresentare un problema particolare nella corsa contro il tempo per terminare entro domenica. Il massimo impegno di queste ore è concentrato sull’intersezione di Quarto D’Altino: perché se in quella di Dolo è sufficiente spostare sabato notte i guardrail e dipingere qualche centinaio di metri di segnaletica, nell’innesto orientale oltre a questi impegni c’è da fare la modifica della pendenza dell’autostrada. L’asse principale attualmente è infatti dritto, mentre da domenica l’asse principale diventa quello del Passante, che è in curva: va perciò cambiata la pendenza della curva ed è un’operazione che si può fare solo ad autostrada chiusa, per evidenti motivi. Lì ci sarà la vera corsa contro il tempo, e si faranno tutte le danze anti-pioggia possibili: serve una giornata e mezza di lavoro, con il paracadute del phon. «Basta che non diluvi», sospira Vernizzi.
L’ultimo tocco di "arredo urbano" riguarda la segnaletica, che è ormai completata lungo tutto il percorso tranne che nelle due zone di innesto dove ancora si sta stendendo l’asfalto. Anche la segnaletica soffre dell’incognita-pioggia, ma almeno questo è un lavoro che si può "correggere" in un secondo momento senza eccessivi problemi.
Le pozzanghere sparite. E le pozzanghere che ancora ieri mattina si potevano vedere in qualche sottopasso? Sono già sparite. Il "mistero" lo svela lo stesso Commissario straordinario Vernizzi: «Qualcuno si è fatto fuorviare da una foto che riprendeva cento metri sui quali non era ancora stato steso l’asfalto: l’altra notte abbiamo completato la posa del bitume, e immediatamente l’acqua che era ristagnata per le piogge dei giorni scorsi è defluita nelle canalette e nei tombini. Mancavano ancora 25 centimetri di asfalto, se domani dovesse piovere, lì non ristagnerebbe nemmeno una goccia».
In queste ore le imprese stanno producendo lo sforzo massimo, e hanno schierato sul terreno un esercito di 350 operai. Sabato nel solo punto d’innesto di Quarto D’Altino lavoreranno 120 operai per ogni turno, e per tutte le ore necessarie fino all’ultimo istante utile. Ma ciò non significa che gli altri lavori siano stati messi da parte: ieri chi transitava da Padova verso Mestre poteva vedere alla destra dell’innesto con il Passante operai impegnati nella costruzione di un sottopasso, un’opera complementare che riguarda la viabilità comunale e che sarà completata secondo un calendario concordato con i sindaci. Sull’asse principale si è concentrato il lavoro di asfaltatori e addetti alla segnaletica.
Chiude da Padova Ovest.Il piano per arrivare puntuali all’appuntamento procede, quindi, e i responsabili del Passante non si scompongono nemmeno di fronte alla notizia, ufficializzata ieri, che l’autostrada non chiuderà più a partire dal casello di Padova Est, ma da quello di Padova Ovest. La decisione è stata presa dalla società Brescia-Padova, che ieri ha annunciato la chiusura sulla A4 della sola carreggiata in direzione Venezia dalle 6 di sabato mattina alle 14 di domenica, per approfittare della circostanza e svolgere lavori. Quindi, chi arriva da ovest dovrà immettersi nella tangenziale padovana fino a Vigonza e da lì proseguire verso Venezia sulla viabilità ordinaria, mentre chi arriva da est potrà reimmettersi in autostrada già a Padova Est e proseguire in direzione Milano. «Può essere anche un vantaggio - commenta Vernizzi -; così non sarà solo il nodo di Padova Est a sopportare i disagi. Nè penso che ci saranno particolari problemi: negli ultimi 4 anni per lavori abbiamo già chiuso l’autostrada 7-8 volte».
Protocollo incidenti. La corsa contro il tempo non è solo quella degli operai: ci sono anche aspetti burocratici che giungono a conclusione in queste ore. Come il protocollo d’intesa per la gestione dell'accesso al Passante in caso di incidenti, firmato ieri pomeriggio. L'intesa coinvolge le Prefetture di Venezia e Treviso, il Commissario per il Passante, il Compartimento della polizia stradale in Veneto, i Comandi delle Polizie Stradali di Venezia e Treviso, il Suem 118 di Venezia, Treviso e Mirano, i comandi dei Vigili del fuoco di Venezia e Treviso, Cav spa, Autovie Venete e la società delle Autostrade di Venezia e Padova. «Sono normali procedure per regolare gli interventi di sicurezza - spiega Vernizzi - e non potevano essere siglate prima perché c’era la necessità di effettuare sopralluoghi sulla struttura già quasi ultimata. Regolano nei dettagli le azioni da prendere in caso di incidenti: la sicurezza lungo il passante è totalmente garantita, e non c’è alcuna difficoltà di accesso dei mezzi di soccorso».
Dettagli, dubbi e piccole polemiche inevitabili, che comunque sembrano scivolare sulle spalle di chi ha lavorato per quattro anni con il solo obbiettivo di vedere il traguardo. È ormai questione di ore, alle 9-10 di domenica mattina l’ultimo operaio si toglierà la tuta. Dalle 14, liberi tutti.
Ario GervasuttiE’ costato un miliardo, un quinto per gli espropri
E nel conto ci sono anche i 50 milioni di euro spesi per spostare di 300 metri il tracciato nella zona di Salzano
Ci credereste che il Passante corre sulla linea dei tralicci dell’alta tensione? Bè, è proprio così. Del resto, come potevano i progettisti "farsi strada" in un territorio come il nostro, fortemente abitato? Lo racconta nel libro "Il Passante di Mestre, una strada per l’Europa", il Responsabile Unico del Procedimento, l’ing. Giuseppe Fasiol, che ha seguito per conto del Commissario straordinario l’intera progettazione dell’opera. "I limiti erano da una parte la laguna di Venezia, ad ovest il reticolato romano, più o meno tra Dolo e Padova e ad est il parco del Sile, da Treviso a Quarto d’Altino." Tenendo fermi questi limiti, i tecnici hanno cercato di trovare un varco attraverso il quale far passare la nuova autostrada. Ed ecco che il tracciato corre lungo le linee degli elettrodotti. I tralicci che portano i cavi dell’alta tensione, infatti, per legge devono rispettare una distanza di almeno 60 metri dalle zone abitate. Il primo tracciato partiva da Mira e finiva a Bonisiolo. Nel corso del tempo è stato modificato solo l’attacco ovest del Passante che, da Mira, si è spostato in comune di Mirano.
La tempistica è questa: nell’estate del 1997 il tracciato del Passante viene segnato sulla carta. Resta sulla carta fino al 19 marzo del 2003, quando il Governo Berlusconi nomina il Commissario straordinario per l’emergenza tangenziale, l’ing. Silvano Vernizzi. Il progetto a quel punto inizia il suo lungo iter burocratico. Perché, per quanto il Commissario abbia poteri straordinari, comunque l’opera ha dimensioni e caratteristiche tali che deve fare i conti con quattro Ministeri: Beni Culturali, Economia, Infrastrutture, Ambiente. L’Ufficio del Commissario straordinario decide, per tagliare i tempi, di aprire tanti fronti, in contemporanea. Così, mentre a Roma si discute di impatto ambientale, di costi, di autorizzazioni, qui si inizia a discutere con i Comuni interessati al passaggio della nuova strada. Nel maggio del 2003, due mesi dopo la nomina del Commissario straordinario, 7 Comuni presentano il primo ricorso. Sono Mogliano Veneto, Preganziol, Scorzè, Casale sul Sile, Salzano, Mirano e Martellago. I Comuni mettono in discussione tutto, dalla legittimità della nomina del Commissario, al tracciato. In rapida successione arrivano poi i ricorsi delle associazioni ambientaliste, Wwf e Italia nostra, in primis, seguiti a ruota dai singoli cittadini.
Dunque, le carte con il tracciato del Passante finiscono davanti al Tar del Veneto e del Lazio, sui tavoli di quattro Ministeri e sulle scrivanie dei sindaci di 14 Comuni.
Nell’aprile 2004 vengono assegnati i lavori. E iniziano gli espropri. Il Passante “occupa” 4 milioni di metri quadrati e, quando iniziano i lavori, ci sono da acquisire 2 milioni 500 mila metri quadrati, perché di proprietà di privati. Ci sono esattamente 1.500 “ditte” – famiglie, singoli, aziende – interessate al passaggio del Passante. Per indennizzarli sono stati spesi oltre 200 milioni di euro, un quinto dell’intero Passante, che è costato 986 milioni 400 mila euro. Almeno 50 milioni in più del previsto e sono quei 50 milioni che sono serviti per salvare il Sito di interesse comunitario di Salzano. Nel novembre 2005 infatti il Ministero dell’Ambiente pretende uno spostamento del tracciato. Non di tanto, 300 metri, ma questo significa che, in realtà il tracciato va modificato per 4 chilometri e mezzo. Insomma quei 300 metri si trasformano in una variante significativa al percorso della strada. Il progetto va rifatto, ristudiando nel dettaglio il terreno e il costo finale sarà di 50 milioni di euro in più.
LE DEVIAZIONI
L’uscita a Padova
Provenendo da ovest - cioè Vicenza, Milano - per raggiungere Mestre bisogna uscire dalla A4 al casello di Padova Ovest (1), quindi immettersi in Corso 13 Giugno (la tangenziale) e seguirlo a lungo fino alle porte di Vigonza. Qui, a destra (2) sulla regionale 11 verso Venezia, si supera Fiesso d’Artico e si giunge alla rotatoria "casello 9" (3). A sinistra in direzione di Arino, si oltrepassa l’autostrada e si giunge a una rotatoria (4): terza uscita (a sinistra), si segue la strada per un tratto a fianco della ferrovia e si prosegue fino alla grande rotatoria (5) prima del vecchio casello di Dolo-Mirano. Prendere la terza uscita (a sinistra), seguire la strada verso il paese di Vetrego. Da qui seguire le indicazioni che in breve portano al nuovo casello (6) di Dolo-Mirano per rientrare in autostrada. Attenzione: in direzione opposta, provenendo da Mestre, dopo essere usciti dalla A4 al nuovo casello di Dolo-Mirano, e avere seguito il percorso inverso, giunti a Vigonza, invece di prendere Corso 13 Giugno, si gira prima a sinistra in via San Marco verso Padova Est (7).
IL GAZZETTINO Online: il quotidiano del NordEst
L’uscita a San Donà
Per chi proviene da Est - Portogruaro, Trieste - l’uscita obbligatoria è al casello di Noventa-San Donà di Piave. Alla prima rotatoria (1), prendere la seconda strada a destra e percorrerla a lungo. Si oltrepassa via del Silos (2), si continua fino alla rotatoria di Calvecchia (3), si prosegue diritto seguendo le indicazioni fino al nuovo ponte sul Piave. Dopo il ponte, si raggiunge la rotatoria (4), si prende la prima uscita a destra (via Armellina) fino alla rotonda prima di Caposile (5). Ancora a destra fino a un’altra rotatoria (6), prendere la seconda uscita e procedere sulla strada (è la nuova Treviso-Mare) fino alla rotatoria (7) che incrocia la statale 14. Si prende la terza uscita e la strada (via Fossetta) che conduce a Portegrandi. Si prosegue sempre in direzione Venezia (via Triestina) fino all’ingresso (8) della bretella dell’aeroporto Marco Polo che porta sulla tangenziale di Mestre, e quindi in autostrada A4. Nella direzione opposta, il percorso è lo stesso: bretella dell’aeroporto, a sinistra verso Portegrandi, statale 14, rotatoria, Caposile, nuovo ponte sul Piave, Noventa di Piave, casello dell’autostrada.
Mi chiedo: ci sarà qualche controllo sui camion che passeranno per la tangenziale di Mestre??
Non è che magari dei camionisti decideranno di percorrere ugualmente la gratuita tangenziale di mestre piuttosto di affrontare la più lunga e a pagamento variante??
Teoricamente... con la tangenziale più sgombra, ci si metterebbe meno tempo, si percorrerebbero meno km, e si eviterebbe di pagare l'autostrada per quel tratto....
Ultima modifica di Tommitel; 05-02-2009 alle 17:22
La commissione è stata istituita. Speriamo, anche se:
Dal punto di vista del traffico non dovrebbero esserci code visto che non ci sarà nè il casello di entrata nè di uscita. Inoltre il nuovo tratto avrà 3 corsie a larghezza normale + quella di emergenza mentre la tangenziale di mestre - A57 ha 3 corsie a larghezza ridotta senza corsia di emergenza. Anche dal punto di vista dei limiti di velocità : 130 contro 80.
L'unico problema è quindi solo la lunghezza del tragitto in più ma con i limiti più elevati si risolve da se il problema.
Quindi molti vantaggi non dovrebbero esserci a percorrere l'A57-Tangenziale
il gazzettinoGli ultimi lavori sul Passante di Mestre,
un “super-phon” per asciugare l'asfalto
MARTELLAGO (8 febbraio) - (ndr) Una corsa contro il tempo, fino alla fine, notte compresa, e con mega “phon” in azione, ma per oggi, il gran giorno, sarà tutto pronto.
Per gli “uomini del Passante” quella di ieri è stata un’altra giornata campale, anzi, una delle più impegnative del tour de force finale, tra interventi da concludere, controlli da fare, dettagli da mettere a punto: oggi non c’è solo la cerimonia del taglio del nastro, e tutto deve essere perfetto, ma il Passante si apre anche al traffico.
Ma parlare di “giornata” è riduttivo perché imprese e operai hanno fatto un’altra nottata e continueranno la tirata fino a un paio d’orette prima, forse anche meno, della inaugurazione per mano del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che non si sa ancora se arriverà in elicottero.
Appena scattata la chiusura dell’autostrada, appositamente disposta, alle sei del mattino, gli operai si sono messi all’opera per effettuare quei lavori sulle due interconnessioni di Dolo e Quarto d’Altino che non si potevano altresì fare con i mezzi in transito.
«I lavori hanno consistito nel togliere i guardrail centrali e laterali, raschiare l’asfalto, risagomare le sezioni stradali per dare loro la pendenza corretta, riasfaltare il tutto in questi punti, rifare la segnaletica orizzontale e riposizionare i guardrail. Il grosso degli interventi è stato questo: all’interno del tracciato si sono più che altro effettuati gli ultimi controlli degli impianti e della segnaletica» spiegava ieri sera verso le 20, dal cantiere, l’ingegner Giuseppe Fasiol, braccio destro del Commissario Silvano Vernizzi che proprio in quel momento stava firmando gli ultimi verbali di consegna delle opere. E che, intercettato telefonicamente poco dopo durante l’ennesimo giro – il primo alle otto di mattina - lungo i trentadue chilometri (per non parlare dei due sopralluoghi, al mattino e al pomeriggio, fatti con l’assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, a Bonisiolo nella tensostruttura che ospiterà il grande evento) ha assicurato, scherzando: «Tranquilli, domani (oggi, ndr) l’inaugurazione non salta. L’asfaltatura delle interconnessioni è praticamente finita e a Quarto d’Altino, essendosi messo a piovere, abbiamo usato ed è venuto utile anche il “phon" (il tir con dentro il mega sistema di aspiratori, ndr). Manca da completare alcuni tratti di segnaletica orizzontale negli imbocchi e da chiudere alcuni varchi lasciati aperti per consentire i lavori e il movimento dei mezzi di cantiere – ha concluso il Commissario al Passante – Si continuerà a lavorare a oltranza, ma per la tarda mattinata (odierna, ndr) sarà tutto pronto».
Alla fine hanno tagliato il nastro come previsto
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