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Discussione: La E 326, sfortunata velocista del passato...

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  1. #1
    World Championship Winner L'avatar di doctortreno
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    Predefinito La E 326, sfortunata velocista del passato...

    Ciao a tutti, dopo aver sollevato la vostra curiosità ora è giusto che vi presenti la E 326, locomotiva elettrica italiana poco nota e prima velocista, pensate un po', nelle immagini state vedendo la sfortunata antenata dei Frecciarossa!!
    Sul finire degli anni 20 il Regime di allora aveva deciso per l' elettrificazione in Corrente Continua di parecchie linee, ed erano in corso i lavori della Direttissima Bologna - Prato, una linea veloce che avrebbe richiesto macchine veloci, prestigiose e che avessero un certo impatto sugli Italiani e soprattutto sulle altre Nazioni, infatti il Fascismo aveva dato notevole impulso e importanza alla ferrovia, doveva essere uno dei vari "fiori all' occhiello" della nostra Nazione, uno dei celebri detti di Mussolini è questo: "Le Ferrovie sono lo specchio del progresso, lo sviluppo e l' andamento di una Nazione..."
    A rileggerlo oggi viene da pensare - meno male che non vede le Ferrovie attuali -...
    Nel 1930 vennero consegnate le prime due E 326, progettate dall' Ingegner Giuseppe Bianchi, un valente tecnico ma purtroppo ancora legato (come d' altronde tutti gli altri studiosi dell' epoca) ai criteri di progettazione del vapore, senza pensare che ciò che era valido per le locomotive a vapore trovava poca o nulla validità sulle elettriche, allora si ricorreva ancora alle ruote motrici di grande diametro per le macchine veloci, e all' uso di carrelli portanti con la funzione di distribuire il carico assiale e fungere da guide nelle curve, la E 326, figlia di questa scuola progettistica presentava tre enormi ruote centrali di grande diametro, oltre due metri, 6 motori piuttosto potenti e due carrelli portanti alle estremità, peso oltre 113 tonnellate e passo rigido impressionante, che ne precluse da subito l' uso sulla maggior parte delle linee di allora, equipaggiate con rotaie da 36 Kg/m e deviatoi di raggio stretto...
    Durante le corse di collaudo sulla Direttissima quasi ultimata ma non ancora aperta al traffico (corse che avvenivano di notte quando non vi erano operai al lavoro nelle gallerie) con le E 326 si toccarono i 150 Km/h, la leggenda vuole che durante una di queste corse prova il Duce in persona abbia viaggiato in cabina di guida per assistere dal vivo a queste performances velocistiche, non si sa se è vero, comunque l' entusiasmo fu tanto, e vennero ordinate altre 10 di queste locomotive, che cominciarono a far sognare la gente, così come fa oggi il Frecciarossa, l' Alta Velocità pareva un sogno raggiunto...
    Ma ecco che le pecche progettuali cominciarono a venire a galla, le E 326 cominciarono a manifestare sinistri fenomeni di dondolamento e serpeggio, preoccupanti alle velocità più alte e dovuti al baricentro decisamente alto di queste locomotive, la velocità per loro venne fissata a 130 Km/h, però lo svio di una di loro sotto la galleria di Monte Adone (senza conseguenze per nessuno, la loco restò in piedi,...) creò allarme e la velocità venne ridotta a 105 Km/h...
    Intanto vennero fuori altri guai legati al passo rigido eccessivo, ad esempio le E 326 non potevano raggiungere Firenze perchè sviavano sugli scambi di quella stazione, mentre a Bologna dovevano entare a meno di 30 Km/h...
    Intanto ripetuti svii e problemi fecero limitare la velocità a 95 Km/h, fine del sogno di Alta Velocità, vennero fatte modifiche su modifiche, ma niente da fare, le E 326 si dimostrarono sempre instabili e dal comportamento "pachidermico..."
    Poi la guerra, quasi tutte restarono danneggiate, ma al termine del conflitto vennero tutte riparate, la 004 e la 007 erano finite in Germania trafugate dai Tedeschi e vennero restituite, queste loco vennero recuperate perchè era un momento delicato, in cui anche 12 locomotive dalle prestazioni mediocri potevano fare comodo...
    La loro carriera si concluse fra Padova, Bologna, Verona e Brescia, limitate ormai a 85 Km/h e alla testa di modesti treni locali fra le nebbie della Pianura Padana, dal 1979 cominciò la loro radiazione, che si concluse nel dicembre 1982 con il ritiro dal servizio della E 326 005.
    Sono state tutte demolite tra il 1979 e l' 83, tranne la 004 che oggi è custodita al Museo Ferroviario di Pietrarsa, chi la va a trovare sappia che si trova davanti ad un sogno non realizzato, ma è comunque la nostra prima velocista, e del suo insuccesso non si può dare colpa ai progettisti, i mezzi del tempo erano limitati e le prove molto empiriche, anzi, è da apprezzare il loro coraggio, almeno hanno provato e creduto nel loro progetto!!
    Il modello che vedete nelle immagini è una mia realizzazione, è in plastica e legno, è funzionante e circolante, l' ho motorizzato con una meccanica Rivarossi di recupero, la prima immagine ce lo mostra parcheggiato in rimessa, mentre nella seconda sta manovrando sui binari di ingresso verso il deposito accanto a un moderno Caimano, due locomotive, due epoche e due fascini diversi...ciao a tutti


  2. #2
    Leader del campionato L'avatar di roberto.c
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    Predefinito Re: La E 326, sfortunata velocista del passato...

    Ottima descrizione storica! Grazie.

    Ma io adoro soprattutto le locomotive a vapore ...

    Ultima modifica di roberto.c; 03-01-2010 alle 21:28
    "ciò che non c'è non si può rompere" (Henry Ford I).
    "Non condivido ciò che dici, ma lotterò sempre affinché tu possa continuare a dirlo" (Voltaire).

  3. #3
    World Championship Winner L'avatar di doctortreno
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    Predefinito Re: La E 326, sfortunata velocista del passato...

    Citazione Originariamente Scritto da roberto.c Visualizza Messaggio
    Ottima descrizione storica! Grazie.

    Ma io adoro soprattutto le locomotive a vapore ...

    Beh, hanno il loro fascino...quella che hai postato è la possente 691, e ha delle affinità con l' elettrica E 326 che ho descritto, infatti la 691 fu la nostra "velocista a vapore," per parlare di lei ci vorrebbe una discussione a parte, e non è detto che non la faccia, (magari mettendo a corredo la foto del modello a cui sto lavorando in questo periodo e che è quasi alla fine!!) anche la 691 ebbe i suoi problemi di gioventù mai risolti del tutto, ennesima dimostrazione che sulle nostre linee non servivano mezzi così mastodontici ma locomotive agili e versatili...infatti parecchi problemi della 691 furono anche della E 326, primo fra tutti il carico assiale molto elevato che ne precludeva l' uso sulla maggior parte delle nostre linee, il campo d' azione delle 691 si ridusse infine alla Milano - Venezia, una delle linee meglio armate all' epoca, sul finire degli anni 20 si studiò una locomotiva ancora più gigantesca, sarebbe stata una Pacific come la 691, ma si incorse in parecchie complicazioni costruttive, primo fra tutti il possente telaio a barre che si era ipotizzato in sede di progetto: nessuna industria italiana pesante, manco la più attrezzata, sarebbe stata in grado di realizzarlo, infatti le FS ventilarono l' idea di rivolgersi agli Stati Uniti...nel frattempo le elettrificazioni incalzavano, i costi per realizzare la nuova locomotiva (che sarebbe stata la 695 FS) apparivano alti e ingiustificati per una locomotiva che già si sapeva che non avrebbe potuto circolare ovunque, i consumi ipotizzati apparvero vertiginosi, tutto questo convinse le FS ad abbandonare il progetto 695, alla fine di questa loco vennero realizzati solo i carrelli portanti, che siccome in Italia non si butta via niente e tantomeno si faceva allora andarono ad equipaggiare...le elettriche E 326 appena discusse!!
    Per vedere qualcosa sul vapore in HO puoi andare alla mia topic in questo stesso forum "ritorna Doctortreno, ecco a voi un deposito locomotive d' altri tempi," li troverai il deposito Trazione Vapore del mio plastico con le vaporiere che lo animano...ciao ciao

  4. #4
    Team Manager L'avatar di Roy De Rome
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    Predefinito Re: La E 326, sfortunata velocista del passato...

    Non ci capisco un granchè di ingegneria meccanica,eppure avrei detto che con tutto quel peso centrale,un pachiderma del genere avrebbe dovuto restar inchiodato ai binari! E non immaginavo nemmeno che una locomotiva potesse durare sulla sessantina d'anni. Io invece preferisco di gran lunga le locomotive elettriche,e quelle(come già detto in altro topic)degli anni '60 ancor di più. Non mi ricordo se dicesti che ti sei riprodotto tu la E326 perchè nessuno l'ha mai proposta...quindi complimenti alla tua inventiva
    La città aveva mille sguardi,io sognavo montagne verdi.

  5. #5
    World Championship Winner L'avatar di doctortreno
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    Predefinito Re: La E 326, sfortunata velocista del passato...

    Citazione Originariamente Scritto da Roy De Rome Visualizza Messaggio
    Non ci capisco un granchè di ingegneria meccanica,eppure avrei detto che con tutto quel peso centrale,un pachiderma del genere avrebbe dovuto restar inchiodato ai binari! E non immaginavo nemmeno che una locomotiva potesse durare sulla sessantina d'anni. Io invece preferisco di gran lunga le locomotive elettriche,e quelle(come già detto in altro topic)degli anni '60 ancor di più. Non mi ricordo se dicesti che ti sei riprodotto tu la E326 perchè nessuno l'ha mai proposta...quindi complimenti alla tua inventiva
    Grazie...in effetti è così, la E 326 è stata autorealizzata perchè in commercio non esiste, la propose anni fa la svizzera Lemaco alla modica cifra di 2000000£...troppa roba per le mie tasche!! E poi a far girare su un plastico un modello di quel costo credo che ti prenda l' ansia...
    Non so spiegarti perchè non è mai stata considerata dalle Case, forse per la scarsa notorietà di quella vera, (sai quanti appassionati non sanno manco che è esistita?) forse per le poche unità realizzate al vero, solo 12, forse per la loro collocazione geografica ristretta...boh?
    In effetti sul mio plastico ambientato in Liguria la E 326 non centra niente, quelle macchine la Liguria manco sapevano dove si trovava, la linea litoranea Ligure con tutte le sue curve e controcurve non era certo la più adatta per loro, ma a me piaceva e quindi eccola qui, ad occuparsi di modesti Accelerati come quella vera...
    I problemi tecnici di quella vera furono essenzialmente due: il passo rigido esagerato e il baricentro troppo alto, questo causava parecchia instabilità dinamica in velocità, il peso aderente era basso e la E 326 aveva una marcata tendenza allo slittamento, fenomeno comune alle E 428 di cui parlerò più avanti, nate subito dopo le E 326, anch'esse create dal Bianchi e con la stessa filosofia delle ruote alte e i carrelli portanti, più fortunate, se vogliamo, perchè giunte fino al 1988/89 circa, anche se con mille problemi.
    A dare un energico colpo di spugna al parco FS e consentirne lo svecchiamento fu la nascita dei potenti, meravigliosi ed affidabilissimi Caimani nel 1975, uno dei quali lo puoi ammirare nella seconda foto, a sinistra dell' E 326...ancora oggi il Caimano è la colonna portante del nostro parco trazione...ciao ciao

  6. #6
    Leader del campionato L'avatar di roberto.c
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    Predefinito Re: La E 326, sfortunata velocista del passato...

    Citazione Originariamente Scritto da doctortreno Visualizza Messaggio
    Beh, hanno il loro fascino...quella che hai postato è la possente 691, e ha delle affinità con l' elettrica E 326 che ho descritto, infatti la 691 fu la nostra "velocista a vapore," [...]
    Beh, la GR691 non te l'ho messa lì a caso!
    E' stata solo una mia piccola provocazione ...
    "ciò che non c'è non si può rompere" (Henry Ford I).
    "Non condivido ciò che dici, ma lotterò sempre affinché tu possa continuare a dirlo" (Voltaire).

  7. #7
    World Championship Winner L'avatar di doctortreno
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    Predefinito Re: La E 326, sfortunata velocista del passato...

    Citazione Originariamente Scritto da roberto.c Visualizza Messaggio
    Beh, la GR691 non te l'ho messa lì a caso!
    E' stata solo una mia piccola provocazione ...
    Una interessantissima "provocazione," prova a fare un confronto fra la 691 e la E 326...l' aspetto della E 326 ricalca quello delle vaporiere veloci di allora! Ruote alte, carrelli portanti, corpo rigido...per realizzare le prime elettriche veloci ci si rifaceva ancora alle esperienze del vapore, ecco il grande errore dei progettisti...però non me la sento di criticarli, pensiamo che avevano poco su cui basarsi, solo le esperienze raccolte in anni e anni di vapore, il mondo elettrico era ancora tutto da esplorare.
    Il sogno italiano di Alta Velocità si realizzerà solo l' 8 novembre del 1967, quando il prototipo della Tartaruga, la E 444 001 toccherà senza problemi i 215 Km/h...ma quante cose erano cambiate dalla E 326: la E 444 ha solo due carrelli a ruote basse e 4 motori T850 di grande potenza, la pratica trasmissione ad anello danzante al posto della complicata "elastica" delle E 326, il baricentro rasoterra...però senza l' esperienza negativa delle macchine a ruote alte dell' Ing. Bianchi non ci sarebbero state poi le E 444, le E 402 e così via, per cui un grande applauso per il Bianchi, caparbio e coraggioso progettista del passato, la sua E 326 ha fatto sognare la gente, anche se per breve tempo, il che non è poco!! Ciao ciao

  8. #8
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    Predefinito Re: La E 326, sfortunata velocista del passato...

    Si! Caimani me ne ricordo eccome! Ma la E444 sarebbe poi il celeberrimo "Settebello"? Mi pare che fosse verde-argentatto,o no?
    La città aveva mille sguardi,io sognavo montagne verdi.

  9. #9
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    la e444 è la meravigliosa tartaruga.



    Il suo colore è l'elegantissimo grigio blu che ha contraddistinto anche il bellissimo caimano.
    le 444 sono ancora vive e vegete, purtroppo in versione r (ribolllita..) con cabina modificata e tragici colori xpmr...

  10. #10
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    Predefinito Re: La E 326, sfortunata velocista del passato...

    tornando alla e326, a me ha sempre affascinato anche la mostruosa e428.. ancora più grande potente e soprattutto pesante!
    In particolare mi affascinava la versione aerodinamica, la pirata. Una linea secondo me bellissima.

    Credo di averla vista ancora in servizio quando ero bambino.. quelle ruote gigantesche è difficile da dimenticare.

    Alla lista delle mie preferite mancano solo il caimano (bello bello.. prima o poi me lo compro) e la camilla.

    Macchine da sogno...

    Ps. complimenti Doc per le manine! fare ex novo un bestione del genere e pure marciante, mica è una cosa da poco!
    Io sono secoli che perdo tempo per iniziare un dioramino minimo e alla fine mi ritrovo sempre a fare "gli incidenti" ferroviari con mio nipote di tre anni! Però ci divertiamo...

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