Ciao a tutti, eccovi una operazione davvero "succulenta," si tratta della ricostruzione totale del telaio e della meccanica di una E 633 Tigre...
Cominciò tutto il giorno in cui in uno dei soliti blocchi di catorci che acquisto di tanto in tanto trovai una cassa di E 633 Lima...solo la cassa, pensai:"qui ci uscirebbe la terza Tigre...si può fare!!"
La cosa bella è che avevo in casa un telaio Lima di E 633, ma questo mi imponeva di montare il motore adatto (presente anche quello fra le scorte) perchè qualsiasi altro non monta, però sapevo che la meccanica delle E 633 Lima G non è mai stata una perla, debole, leggera e scarsa, infatti anche le altre due E 633 in mio possesso montano meccaniche interamente rifatte dal sottoscritto...
Sono partito con la realizzazione di un telaio in legno su cui ho montato carrelli, unità motrice e zavorre, avendo cura di ricavare le sedi per i cavetti e per le viti che sarebbero poi servite a chiudere il modello, (in origine la cassa si chiude con dentelli a scatto sul telaio dalla tenuta molto dubbia) nella prima immagine vedete lo "zatterone prototipo" che effettua tutte le prove di circolabilità necessarie sugli scambi del deposito, ha già effettuato le prove di traino e velocità superandole brillantemente, ma è quasi logico, è stato zavorrato in modo da pesare oltre il doppio dell' "anemico" modello di serie...
La seconda immagine mostra il complesso progetto che mi ha imposto di rispolverare le mie conoscenze di fisica dei tempi della scuola, particolare attenzione è stata posta nella sistemazione del carrello centrale, nel modello di serie è soggetto da sempre a tristi sviamenti su scambi e livellette, e il dramma è che la cosa accade anche sul Rivarossi/Honrnby cardanico di produzione attuale!!
Invece qui non svia, è stato dotato di un particolare perno munito di richiamo scorrevole e all' interno è zavorrato con alcuni grammi di piombo, dulcis in fundo, è pure atto alla presa di corrente, che congiuntamente al carrello anteriore e a quello motore garantisce una marcia pulita ed impeccabile in ogni frangente...e non svia, mai!!
Altra innovazione è la barra di torsione che equipaggia il carrello motore, questa lavora sempre in maniera antagonista alle curve, evitando l' effetto "Citroen 2CV" nelle curve affrontate in velocità che nel ferromodellismo uccide ogni realismo...
La terza immagine mostra la Tigre in fase avanzata di ricostruzione, la cassa è stata montata in maniera corretta e le viti verranno poi celate sotto i camminamenti di ispezione del reostato di frenatura posto sul tetto, è la loco a sinistra riconoscibile per l' assenza dei pantografi ed un vetro mancante, (quella vicino è la E 633 005 che quel giorno si trovava in riparazione per una banale scheggiatura ad uno spartineve) mentre l' ultima immagine (che meriterebbe a mio parere la colonna sonora di Rocky 1!!) mostra la risorta Tigre finita, funzionante e "ruggente," che scalpita in attesa di andare a trainare pesanti merci o spingere veloci navetta...
Notate i pantografi di tipo diverso, uno Faiveley e uno normale Tipo 52, ho voluto proporre una delle loco che al vero vennero equipaggiate con pantografi diversi per una serie di prove comparate sulla stessa macchina, le Tigri di serie montavano i Faiveley, all' inizio, ma la loro captazione si rivelò non entusiasmante, allora su alcune macchine venne fatta questa prova per stabilire chi fosse meglio, la E 633 037 da me proposta fu una di queste, eccola qui con questo strano aspetto asimmetrico ma parecchio accattivante..ciao a tutti
![]()



LinkBack URL
About LinkBacks




Rispondi Citando


Segnalibri