Cellò quel Topo.
Tra l'altro, la pagina Taglia e Cuci che hai caricato... un ricordo di quella fantastica donna che è stata Elisa Penna, per chi l'ha conosciuta di persona e chi l'ha fatto tramite i suoi scritti nelle pagine di lettura del Topo. Una signora della scrittura, leggerla è sempre stato molto bello. Parlava di cose molto interessanti nel modo più giusto e dolce con cui rivolgersi a dei fanciulli.
Era come ascoltare la nonna.
Purtroppo anche lei ormai non è più fra noi.
Il signor Besana... senza nulla voler togliere agli altri Cavalieri del Lavoro, lui è stato indubbiamente un signore che quel titolo se lo meritava appieno.
Qualche tempo fa leggevo che dopo la sua morte, si è sparsa la voce che nel suo ufficio personale, ovviamente decorato da innumerevoli esempi della produzione Bburago, ci fossero un sacco di inediti, ossia le "mai nate" Burago (in verità più che altro pare si trattasse di allestimenti e colorazioni inediti, e non di stampi di modelli mai visti, mah... chi lo sa?)
Un giorno vorrei fare un pellegrinaggio a Burago di Molgora.... vabbè un pellegrinaggio, fare un giretto, via... Un amico corriere che carica nel mio magazzino e batte quella zona, mi ha detto che è rimasto tutto come allora, con la grande insegna sugli stabilimenti. Però non ho mai avuto occasione di vederli.
Ma torniamo a bombazza come dice Nick.
Dicevamo, Hotwheels.
Negli anni 80 la marca ebbe un'esplosione in questo settore, con le sue piste delle più svariate tipologie, molte delle quali impostate sullo stunt, sul crash.
Indubbiamente stavano cavalcando l'onda del successo in TV dei nostri amati telefilm come Hazzard, A-Team, Supercar e compagnia bella, che non facevano altro che mostrarci inseguimenti fracassoni, auto che saltavano, scontri, cappottamenti, veicoli che volavano sopra e attraverso palazzi, esplosioni di ponti e tutto quel che ci teveva davanti allo schermo con la bocca spalancata in cui la nonna ogni tanto ci infilava in bocca la merenda.
Nacquero così un sacco di piste, quelle a forma di 8 con lo scontro fatale, quelle col giro della morte, quelle rettilinee con l'edificio da saltare.
Ovviamente producevano le più svariate automobiline (molte riproducevano auto americane, per ovvi motivi) ma nella scatola della pista una, di base, c'era sempre.
In queste pubblicità (addirittura su pieghevole in carta lucida) si trovavano così presentazioni multiple di prodotti, con descrizioni e prezzi.
Vediamone alcune.
C'era una certa attenzione anche verso le mamme ed il loro desiderio di ordine, e lo si intuisce osservando piste o garages vari che una volta richiusi diventavano valigette compatte con lo spazio necessario a contenere, oltre che i vari pezzi, anche diverse automobiline.
Certo per le mamme era un altro discorso riuscire ad ottenere che la frase “adesso vai in camera tua e ritiri tutto quel che hai lasciato in giro” si trasformasse in realtà.
Io avevo un metodo molto veloce, ero bravissimo a far ordine. Spingevo tutto sotto il letto.![]()
Qui sotto invece vediamo alcuni radiocomandi. Ricordo che negli anni precedenti c'era già stata una bella evoluzione dei prodotti Reel-Toys (insomma stavano scomparendo pian piano quei tristi radiocomandati con la ruotina centrale sotto l'avantreno, che andavano dritto in avanti e in retromarcia voltavano a sinistra) ma ora stavano diventando davvero BEEEELLLI.
Soprattutto perchè... toh? Una TransAm modello Kitt vedo qui!
Era già piacevole la bianca riproduzione della generazione “Bandito”, ma vedere un Kitt rosso radiocomandato fu cosa da non lasciarmi dormire la notte per un po'.
Finchè me la dimenticai, per carità. Altro giocattolo mai comprato e mai neppure visto dal vivo sullo scaffale di un negozio.
C'era una cosa che mi incuriosiva di questa Pontiac rossa: erano ovviamente gli anni in cui Supercar stava cominciando a spopolare su Italia Uno, era il telefilm d'azione del momento, che andava in onda con UN SOLO EPISODIO a settimana, il sabato sera alle 20.30, dopo l'annuncio della nostra amata
Hotwheels giustamente proponeva un nuovo radiocomando... e che auto faceva. Quella lì. Ora, la mia curiosità, nasceva dal fatto che io già ero perso per Supercar, sapevo che Kitt era una TransAm, però ero convinto che i cerchi che lui aveva nel telefilm, in lega a raggi con la borchia nera sopra, fossero una caratteristica di Kitt (insomma che facessero parte del make-up dell'auto, come il musetto con lo scanner).
Non sapevo che in realtà erano semplicemente i cerchi che avevano davvero certi modelli in vendita, ossia i TurboCast da 15” con la borchia in tinta vettura.
Così ero convinto che alla Hotwheels fossero stati molto bravi a rifare anche i cerchi di Kitt, però a quel punto mi chiedevo perchè non avessero fatto anche il musetto e soprattutto perchè diavolo fosse rossa.
Il mio sogno infatti era di poterla comprare, per ridipingerla e se non fossi stato in grado di modificargli il musetto, di lasciare almeno rosso il rettangolino che simulava lo scanner.
Era un desiderio molto grande per me e tanti altri bambini che conoscevo, perchè qui in Italia modellini di Kitt non ce n'erano... sembrava assurdo ma non c'era nessuno che vendesse 'sta macchina.
Ho dovuto aspettare di avere quasi trent'anni per veder arrivare le riproduzioni in scala 1/18 della ERTL; ah poi mi sono rifatto, per carità, loro hanno fatto sia KITT che KARR, ed ora ho a casa la scatola di montaggio giapponese in scala 1/24 che riproduce la versione SPM (la supervelocità tutta alettoni) che devo ancora cominciare a costruire... però avere anche uno schifino di modellino per giocare ai tempi, cavolo... sarebbe stato meglio.
Avrei smesso di comprare Majorette Firebird e di dipingerle con l'Uni Posca.
Per fortuna c'era almeno quella piccoletta lì, anche se continuavano a farla con quelle ruotone larghe sporgenti, che con Kitt non ci azzeccavano nulla e che facevo sparire in tre secondi, facendo saltare il rivetto del fondino (ma quante che non sono più riuscito a richiudere bene poi!) e cambiandole con quelle di un'altra Majorette che si sacrificava per lei.
Vabè vabè.... chiudiamo 'sta parentesi.
Comunque dei radiocomandi sopra apprezzavo molto anche la Jeep, che per me era davvero realistica (questa mio cugino l'aveva, gliel'ho sempre invidiata per non parlare dei biechi pensieri di rubargliela).
Altra parata di prodotti Hotwheels. Oh almeno fra questi posso dire di averne uno, e cioè la stazione di servizio in basso a destra. Credo di averci passato qualche migliaio di ore, arrivando perfino ad innevarla tutta con la farina perchè era inverno e tutti dovevano andare a mettere le gomme da neve.
Ricordo quella sera come una delle più felici per mia madre, durante la mia infanzia.![]()
Ora, prima di chiudere per pranzo, ho una domanda da fare: io queste piste a forma di 8, come ho scritto, non le ho mai avute, e non le avevano nemmeno i miei coetanei vicini di casa. Indi non ho mai avuto occasione di provarle.
Qualcuno mi sa spiegare come funzionava quel volantino che penso servisse per lanciare le auto? Caricava una molla?
C'è qualche parerista che in età acerba è andato in brodo di giuggiole con questa cosa e sa oggi spiegarmi, oppure giocavate tutti con Big-Jim?
A più tardi.![]()




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