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Discussione: Marketing in scala - Pagine Topoliniane dei tempi d'oro

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  1. #31
    L'archivista L'avatar di PaoloGTC
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    Predefinito Re: Marketing in scala - Pagine Topoliniane dei tempi d'oro

    Beh in effetti anche ai tempi almeno nel mio paesello (5000 anime in quegli anni) il vero e proprio giocattolaio non c'era.
    C'erano una grossa edicola (il mio caro Fernando che ho già citato in passato, riposi in pace) e una buona cartoleria che tenevano anche un sacco di giocattoli buragosi e polistillosi (più l'edicola però, era un grosso negozio e faceva anche da emporio... la sezione giocattoli era bella estesa ed in tale sezione le buragose e polistillose occupavano due scaffali uno di fronte all'altro, pieni anche di altri giochi, sia con le ruote che da tavolo ecc. ecc.)
    Poi dietro la porta d'entrata, a fianco della vetrina con la bacheca inclinata che esponeva le riviste (quella è rimasta uguale anche oggi) c'era il mio espositore rotante Majorette, che ho portato a casa l'anno scorso.

    La cartoleria aveva una seconda stanza invece, con macchinine e altro, giochi un po' per tutte le età, dal flacone delle bolle di sapone al Forza Quattro, per intenderci.

    Per trovare il giocattolaio vero e proprio, bisognava andare al paese più sotto, più grande, dove c'era un negozio che esiste ancora oggi (con lo stesso proprietario) che è sempre andato avanti perchè oltre a fare da giocattolaio (buraghista e via dicendo) ha sempre lavorato anche su altro, tipo il noleggio dei costumi di carnevale, il modellismo professionale radiocomandato, quello navale, militare, la gamma completa dei prodotti per i modellisti (vernici pennelli accessori ecc. ecc.) e giochi da tavolo, carte da gioco, una stanza con bigiotteria, trucchi e profumi.. insomma ha sempre venduto tante cose e le vende ancora oggi.
    E' l'unico posto qui in valle dove si va con la certezza di trovare delle AutoArt, per dire, ed è l'unico posto dove si può comprare Quattroruotine.

    Quando ero piccino aveva un grande, enorme rivale però... il famoso (qui in zona) signor Scanavino, che tra l'altro non era tanto lontano dal primo. Il negozio del signor Scanavino era... come dire... il paradiso per un bimbo. A parte il fatto che le 1/24 e via dicendo occupavano scaffali da supermercato (per dire quantità e vastità di scelta), il negozio tutto era più o meno grande come un medio supermarket, occupava una buona metà del piano terra di un grande palazzo.

    Poi è andato in pensione (penso che ci abbia già lasciato da diversi anni) ed il figlio decise di non continuare, anche se aveva dato buone speranze. Figuratevi che proprio il figlio in quegli anni aveva comprato un appartamento sopra il negozio, aveva fatto abbattere le tramezze e l'aveva trasformato in un plastico ferroviario che enorme era dir poco.
    "Got to pay your dues if you want to sing the blues, and you know it don't come easy..." (Ringo Starr, 1971)

  2. #32
    L'archivista L'avatar di PaoloGTC
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    Predefinito Re: Marketing in scala - Pagine Topoliniane dei tempi d'oro

    Andiamo avanti con qualche immagine in questo ultimo giorno di vacanza estiva, dopo aver optato per un pomeriggio sedentario vista l'ultima settimana condita da anche troppi bagordi.


    Dove eravamo rimasti? Alla Hotwheels. Bene, c'è ancora qualche immagine.
    Qui sotto, voliamo sui tetti.






    Questo era veramente molto “Hazzard” .
    Io non l'ho mai avuto (anche se ricordo di averlo ricostruito artigianalmente... in fondo bastava qualche pezzo di altra pista HW con sotto un libro per creare la rampa, e delle scatolette di cartone (usavo quelle della pizza STAR dei mitici anni in cui in ogni scatola di pizza STAR c'era dentro un coltello col manico in plastica nera, punta rotonda e che non tagliava NIENTE... ce li abbiamo ancora nel cesto delle posate ) con su fogli di carta incollati (per amore dei dettagli, con quella colla dal flacone strano, di forma anatomica, arancione con il tappo blu e l'erogatore a pennello... non so voi ma qui era la colla che avevamo tutti) con i disegni raffiguranti le facciate degli edifici.

    Insomma mi è sempre sembrato il meno “necessario” di tutti i giochi HW questo. Non faceva cose che tu non potessi fare con quel che già avevi.


    Anche questo non l'ho mai avuto.






    Però mi sembra ne facessero anche spot in TV, oppure era qualcosa di simile. Mi ricordo del fuoristrada caricato a frizione che viaggiava sui paesaggi montani, ma forse mi confondo coi “MangiaStrada” Harbert, dei quali spero di trovare la pubblicità perchè la vorrei rivedere, un po' me la ricordo ma è un'immagine molto vaga.


    Pubblicità: un paio di immagini riguardanti radiocomandi di inizio '80, che non vengono da Topolino bensì da pagine modellistiche che ogni tanto 4R pubblicava.
    La Ritmo Ellegi.. e mica una Ritmo bau bau micio micio.... la Targa Oro che Net ha sempre desiderato con tutto il cuore.






    Credo che oggi sia un oggetto di valore astronomico ai mercatini... ammesso che ce ne sia ancora qualcuna in giro. Io mai vista.


    Qui invece siamo in casa Polistil con l'Alfetta Carambetta (che ce l'aveva mio cuggggino) e il Ferrarino.
    L'Alfetta mi piace molto, la trovo ben riuscita come estetica.



    Ora, prima di buttarci per un attimo nel mondo dei mattoncini, dedico una paginetta alla Matchbox che almeno per me (ed anche nelle pubblicità sul Topo a dire il vero) ha sempre recitato un ruolo abbastanza marginale. Nei negozi non ne trovavo molte (per non dire che non le trovavo affatto, il più delle volte), anche gli amici non ne avevano poi tante.
    Ne ho incontrate di più in vita mia quando ho cominciato a raccogliere ai mercatini.


    In questa pagina, due esempi della produzione (siamo indietro di qualche anno rispetto alle pagine che ho postato sopra, ovviamente). Si può notare come per loro fosse importante riprodurle più o meno tutte della stessa dimensione (forse per usare lo stesso tipo di scatola) infischiandosene della scala e delle proporzioni che dovevano esserci fra un modellino ed un altro.
    Vediamo infatti un Bulli ed un veicolo antincendio su base Land Rover, riprodotti con la stessa lunghezza o quasi, il che ovviamente comporta (come scritto del resto) scale molto differenti.






    Notare la serie “superfast”, che altri chiamavano “ruote veloci” (non ricordo chi). In pratica si proponevano come le automobiline che filavano più delle altre (o meglio andavano più lontano quando le lanciavi). In effetti mio zio (lo zio PippolfromIbiza del topic famiglie e motori, che prima o poi ripescheremo ) ne aveva qualcuna e ricorda bene come fossero quelle che filavano meglio.


    (tanto per dire a me spesso capitò di trovare Majorette NUOVE con gli assali.. oddio, assali... il pezzetto di filo d'acciaio che teneva insieme le ruote già storti in partenza. Lanciavi la macchinina, saltellava come se avesse le ruote ovali e andava quasi sempre a destra )


    Ed ora tre paginette dedicate ai LEGO.
    Non sto a scrivere molto... bastano le immagini. Qui ognuno ha i suoi ricordi, fatti di pomeriggi in cui si creava un mondo virtuale con dei mattoncini colorati che non si rompevano mai e coi quali ti inventavi di tutto.
    Penso sempre di non averci mai giocato abbastanza...tanto che se potessi ci giocherei ancora... quando vedo certe scatole di costruzioni nei negozi mi prende il prurito... per fortuna a frenarmi c'è il prezzo che è sempre esagerato: giusto due giorni fa in quel di Bobbio stavo guardando una fantastica riproduzione della Ferrari Enzo. L'ho guardata finchè non mi sono accorto che c'era appiccicato il tagliandino del prezzo. 159 euro.


    A dir la verità, però... le varie scatole che si vedono oggi mi stimolano fino ad un certo punto. Son fatte di pezzi precisi che ti permettono di costruire una data situazione.
    Io ero più per lo scatolone di pezzetti tutti uguali, mattoncini bianchi, rossi per fare il tetto, finestre e cosette varie miste, con il quale costruivi quel che ti passava per la testa.
    Per me il LEGO era più invenzione e fantasia, che voglia di costruire quel che c'era nella foto.


    Comunque, ecco tre esempi.











    Pubblicità: Catalogo Burago, prima edizione 1983. Tre immaginette che mostrano copertina e l'elenco dei modelli disponibili nell'anno della Uno.














    E per oggi basta così.
    Ultima modifica di PaoloGTC; 29-08-2010 alle 15:42
    "Got to pay your dues if you want to sing the blues, and you know it don't come easy..." (Ringo Starr, 1971)

  3. #33
    World Championship Winner L'avatar di Roy De Rome
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    Predefinito Re: Marketing in scala - Pagine Topoliniane dei tempi d'oro

    Citazione Originariamente Scritto da PaoloGTC Visualizza Messaggio


    Ora, prima di buttarci per un attimo nel mondo dei mattoncini, dedico una paginetta alla Matchbox che almeno per me (ed anche nelle pubblicità sul Topo a dire il vero) ha sempre recitato un ruolo abbastanza marginale. Nei negozi non ne trovavo molte (per non dire che non le trovavo affatto, il più delle volte), anche gli amici non ne avevano poi tante.
    Ne ho incontrate di più in vita mia quando ho cominciato a raccogliere ai mercatini.


    In questa pagina, due esempi della produzione (siamo indietro di qualche anno rispetto alle pagine che ho postato sopra, ovviamente). Si può notare come per loro fosse importante riprodurle più o meno tutte della stessa dimensione (forse per usare lo stesso tipo di scatola) infischiandosene della scala e delle proporzioni che dovevano esserci fra un modellino ed un altro.
    Vediamo infatti un Bulli ed un veicolo antincendio su base Land Rover, riprodotti con la stessa lunghezza o quasi, il che ovviamente comporta (come scritto del resto) scale molto differenti.





    ....mmmmmazza Paolì:quanti ricordi anche per i vecchi come me! Come sempre . Le Matchbox ai "vostri" tempi erano già in declino,ce le ricordiamo molto meglio noi dei '60 e ti posso dire che di quel Bulli ne ho avuti ben 3, Due arancioni ed uno argento metallizzato,ma così ad occhio&croce mi sembravano meglio di questo. Quanto al Land,questo stesso,ma con le ruote "serie" del decennio precedente l'ho trovato in Aprile a Romafuoriserie nello stand di un simpatico ragazzo Inglese per soli 3€ assieme al celeberrimo (per noi vecchi,eh? ) furgone Commer in versione Gelataio. Quel tipo vendeva altri furgoni-camion molto più vecchi,addiruttura col marchio Lesney (da cui Matchbox deriva,credo) e se ci penso ora di non averli presi tutti in blocco (erano in tutto 7 o 8pezzi) mi mangio le unghie,per non dire peggio. Quanto al Lego,ne ho parlato già in un topic del Doctor. E' stato il più gran passatempo di me&mia sorella una quarantina&passa d'anni fa. Abbiamo ancora uno scatolone pieno fino all'orlo di infiniti pezzi,sia Lego che Lego-Minitalia. Ma,come dici tu,il Lego vero,che ti permetteva,con un minimo di fantasia ed ingegno,di costruire quasi tutto,dall'edicola di giornali al grattacielo,non i pezzi gia definiti di oggi. Ogni volta che mio nipote viene a trovarmi vuole che gli apra quello scatolone per inventarsi degli edifici nuovi,ovviamente appena se ne va io ripongo tutto in ordine che ogni mattoncino non vada perso. Quando sarà grande credo che avrà bei ricordi anche lui di quello scatolone magico.
    The answer,my friend,is blowing in the wind....the answer is blowing in the wind....


  4. #34
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    Predefinito Re: Marketing in scala - Pagine Topoliniane dei tempi d'oro

    Citazione Originariamente Scritto da PaoloGTC Visualizza Messaggio
    Anche questo non l'ho mai avuto.






    Però mi sembra ne facessero anche spot in TV, oppure era qualcosa di simile. Mi ricordo del fuoristrada caricato a frizione che viaggiava sui paesaggi montani, ma forse mi confondo coi “MangiaStrada” Harbert, dei quali spero di trovare la pubblicità perchè la vorrei rivedere, un po' me la ricordo ma è un'immagine molto vaga.
    Perchè mi sembra di aver avuto pure questo? Nel vederlo ho avuto un flash, sono sicuro di averci giocato, mi ricordo di quei due garage, ma non sprei che mezzo usavo con quel lancia modellino.

    Come sempre lavoro stupendo, peccato non poter contribuire per via di tutto il materiale poco a portata di mano.

  5. #35
    L'archivista L'avatar di PaoloGTC
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    Predefinito Re: Marketing in scala - Pagine Topoliniane dei tempi d'oro

    Rieccoci a scrivere nel topic dei ricordi su ruotine.
    Visto che i lavori sulle macchinone di casa fan solo girar le balle (e quanto le fanno girare... farò un aggiornamento nel topic della 164 che pare una barzelletta.. ora no perchè è meglio che non ci penso)... ma pensiamo alle macchinine va'!

    Ripartiamo con Polistil, qui sotto in una pubblicità della (strana) scala 1/40.
    In verità non trovo che fossero molto fedeli come riproduzioni delle linee.. Burago nella 1/43 faceva meglio imho. Ed il prezzo era quello, le tre famose monete da 500 lire.



    Qui invece siamo nella 1/24, serie "competizione", con protagoniste Alfetta GT Castrol, Porsche 924 Momo, Audi Quattro Audi Sport e, si intravede, Giulietta... Rotondi. Ma Rotondi non era un Conce Alfa?
    Non vorrei dire una cazzabubbola ma penso che la scocca di questa Alfetta GT sia stata riutilizzata negli anni 80 quando proposero quella serie, di cui non ricordo il nome, nella quale i modellini erano in parte verniciati con tinta fluorescente, per giocare al buio. Purtroppo non sono ancora inciampato nella pubblicità che la riguarda.
    Ci fu poi un'altra serie, sempre se non vado errato, che presentava accessori come fari supplementari, tubolari esterni, mega ruote... e forse ma dico forse, c'era l'Alfetta anche lì. Di sicuro ricordo la Porsche 928. Uscivano Tonka, se non erro. Gigio ci potrà illuminare.



    Et voilààà... le Cheri Bug. (che poi perchè Bug... visto che era una 2cv )
    Se non sbaglio Gigio la adora.



    Apriamo la parentesi "le piste che ci facevamo noi erano solo Polistil mica altre robe".
    Qui abbiamo due grandi campioni che prestano la loro immagine alla promozione del gioco che riproduce in scala le loro gesta... e c'è di mezzo anche l'Alfa.



    Pagina doppia che ci spiega come si vince un GP. Cioè? Una GrandePunto, oppure un altro GP? No perchè se è il GP che dico io, se lo vinci hai bisogno di un sacco di spazio per mettere anche tutto il suo corredo (vero Cibus? )



    Altra pagina doppia, più semplice, che ci mostra Renault in compagnia della Rossa.
    Scusate l'ignoranza, io di piste ho sempre capito poco (mai avuta una F.1, mi regalarono soltanto la Polistil Rally ottantesca, a forma di 8 con Delta S4 e 205 T16)... cosa significava il "175"? Era la lunghezza della pista, il suo sviluppo?



    Chiudiamo (per ora) la parentesi piste con questa pagina singola, che ricordava la chiusura del concorso Polistil-Personal.
    Ora... che concorso era? E perchè quella foto? In effetti l'immagine potrebbe dire poco a chi non conosce l'antefatto.
    La storia ci racconta che tempo addietro era partito un concorso abbinato alle Piste Polistil, col quale si potevano vincere 400 Volanti Personal, per l'auto di papà. Le varie pubblicità apparse durante il periodo del concorso, mostravano infatti un povero triste papà senza volante premiumm per la sua auto, e lo slogan chiedeva al bambino se era il caso di lasciare quel povero papà senza quel bell'accessorio per la macchinona di casa.
    Insomma altro gancio dei pubblicitari... dai paparino compra la pista al figliolo che può esserci qualcosa anche per te.
    Questa pagina annunciava la fine del concorso, ma ricordava che il dicembre a seguire ne sarebbe cominciato uno nuovo.



    (e sul retro della pagina c'era appunto l'elenco dei 400 fortunati)

    E per stanotte è tutto.
    "Got to pay your dues if you want to sing the blues, and you know it don't come easy..." (Ringo Starr, 1971)

  6. #36
    HALL OF FAME Moderatore L'avatar di stev66
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    Predefinito Re: Marketing in scala - Pagine Topoliniane dei tempi d'oro

    Io in cantina ho ancora il bug originale Polistil ...quello del maggiolone


    Solo che il mio e' blu...
    Archepensevoli spanciasentire Socing.


  7. #37
    HALL OF FAME L'avatar di Cosimo
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    Predefinito Re: Marketing in scala - Pagine Topoliniane dei tempi d'oro

    la polistil io ce l'ho ancora con queste due macchine



    vabbè, non così belle

    e due tir kenworth che andavano da bestia. Bastava togliere il perno del cassone e diventavi campione mondiale di incidenti da drift..

  8. #38
    Team Manager L'avatar di Mazinga76
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    Predefinito Re: Marketing in scala - Pagine Topoliniane dei tempi d'oro

    Ricordo molto bene le strane 1:40 di Polistil ma io non ne ho mai avute, ho sempre preferito Bburago che allo stesso prezzo, e pur essendo sempre delle economiche, erano senz'altro più fedeli. Altro ricordo nitido dalle pagine topoliniane sono le 1:25 della serie "competizione", anche queste decisamente modeste di fattura e caratterizzate da appendici varie che le rendevano piuttosto inverosimili nell'aspetto. Insomma, anche in questo caso nulla a che vedere con la corrispondente versione economica di Bburago che mi pare fosse la "9100", quella coi cerchi gialli. E comunque, che io ricordi, anche di queste "competizione" mai avute nessuna.
    Sul fatto che fossero poi state riproposte in colorazioni sgargianti e fluorescenti mi pare anch'io di ricordare qualcosa, ma a quel punto avevano reso improponibili dei modelli già improbabili.

  9. #39
    L'archivista L'avatar di PaoloGTC
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    Predefinito Re: Marketing in scala - Pagine Topoliniane dei tempi d'oro

    Qualche aggiunta prima di pranzo.
    Ecco una Polistil "che le fa grandi, solo un po' più piccole" (eh??? ) e ci presenta tale Porsche Can-Am nell'altra scala meno utilizzata dai modellai, la 1/32.
    Un plauso alla scenografia di questa pubblicità, c'era parecchio studio e lavoro, per quello che in fondo era un modellino.
    L'Oscar però va alla chioma del bambino. Michael Knight in confronto era un dilettante.



    bassino il prezzo, 1.200 lire per una 1/32, ma tenete conto che siamo un po' più indietro nel tempo rispetto alle 1/43 Burago da tre monete da 500.
    Qui credo siano i primi '70... non ho la certezza dell'anno ma la carta spessa e ruvida del Topo, che si percepisce anche nella foto, è tipica di quell'epoca.

    Ora, divagazione in ambito motociclistico, ed in ambito Revell, con un Kit per costruire il Kawa 3 cilindri.
    Revell importata in Italia da Kosmos (mai sentita).
    Anche qui se mandavi francobolli arrivava catabolo.
    Però, niente male, 350 modelli.



    (che carini, ti facevano notare di aver già pensato a cromare le parti prima di dartele potevano anche non disturbarsi, uno se le cromava da solo no? )

    tu bi continued dopo la pappa.
    "Got to pay your dues if you want to sing the blues, and you know it don't come easy..." (Ringo Starr, 1971)

  10. #40
    L'archivista L'avatar di PaoloGTC
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    Predefinito Re: Marketing in scala - Pagine Topoliniane dei tempi d'oro

    Fine della pappa.

    Riapro con un'altra parentesi, questa volta riguardo un articolo. A volte come abbiamo detto, Topolino dedicava qualche pagina ai motori o a qualche nuovo programma televisivo, telefilm, cartone animato, insomma a qualcosa che in quel momento per i bimbi italiani (e non solo... a quei tempi Topolino era un fumetto che per qualità di storie e disegni, e contenuti vari, era letto da tutta la famiglia) era sulla cresta dell'onda.

    Abbiamo così l'incrocio fra le pagine di Topolino ed una storia della quale... mi par di ricordare qualcosa.



    Ora... non so chi avesse scritto l'articoletto, e cosa egli avesse guardato prima di scriverlo.... però Maicol Nait non ha mai avuto un "sensore" o microchip nel cervello che gli permetteva di dialogare o stare in contatto telepatico con Kitt.
    Ci parlava tramite l'orologio.
    Credo che qualcuno qui avesse visto molto frettolosamente il "pilot" della serie, in cui veniva mostrata, durante le sequenze della sua guarigione post intervento chirurgico, una lastra del cranio di Michael, mentre il dottore raccontava di come una placca di metallo inserita in precedenza (probabile chirurgia militare, diceva il doc, per via del Vietnam) avesse deviato la pallottola che gli aveva sconvolto i lineamenti, salvandolo da morte certa.
    Probabilmente quella placca fu interpretata (non seguendo il racconto) come qualcosa di inserito durante l'intervento, che gli permettesse di stare in contatto con Kitt. (e comunque gli avevano ricreato il volto, non la personalità quella era rimasta la stessa che aveva Maicol Long )

    Altra divagazione fuori dalle pubblicità modellistiche... una paginetta del gruppo VAG.



    (andateci voi a Pechino con quella macchina )

    Qui due immagini ufficiali, niente di che.
    Burago presenta la versione Poliziesca di Giulietta, e più sotto la Ellegi se non erro, la sua Beta MC Silhouette RC.


    Ultima modifica di PaoloGTC; 18-09-2010 alle 14:30
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