Qualche settimana fa, aiutando un amico a sgombrare il suo sottotetto, sono entrato in possesso di uno scatolone di Topolini anni 70-80, in condizioni veramente pietose. La cosa non mi creava problemi, in quanto erano numeri che posseggo già da una vita.
La carta era ancora in buone condizioni ma erano stati dilaniati da qualche fanciullo che aveva estirpato pagine qui e là, soprattutto dalle storie, che erano diventate praticamente illeggibili.
Cancellata subito ogni speranza di scambio o rivendita, quindi, mi restava da decidere cosa farne, e cioè per cosa potessero essere ancora buoni. A parte che per accendere il camino.
Sfogliandoli, mi viene quest'idea: perchè non recuperare almeno le pagine di pubblicità riguardanti i nostri amati modellini, e facendone scansione, non fare un bel topic di ricordi ed analisi su come veniva impostata la promozione giocattolosa dell'epoca nei confronti di noi fanciulli figli della crisi energetica?
Così nasce questo topic, che sarà occasione per ricordare per noi vecchiacci del forum (come ci definiscono alcuni giovanotti qui dentro a volte, non faccio nomi, SAIKISONO) e per i più giovani, per scoprire magari qualcosa che si son persi.
Ci son tante cose da rivedere, sulle quali fare considerazioni.
Una volta fatte le scansioni e risistemate in cartella le immagini, sono ovviamente state disposte in ordine alfabetico e quindi seguirò il percorso, partendo dalla Bburago.
E cominciamo con una macchina a caso.
Punta sul rosso. In questo periodo le pubblicità Burago erano tutte da leggere. Ogni auto aveva una didascalia spiritosa che faceva della pagina pubblicitaria una ulteriore lettura per il fanciullo, anche se a volte, vedremo poi, il testo sembrava più da adulti che da bambini, come livello di umorismo.
A piè pagina l'onnipresente tagliando da ritagliare e spedire con piccolo contributo per le spese postali per ricevere a casa il catalogo Aggratis.
Vorrei soffermarmi anche sullo slogan che vediamo sotto la scritta Bburago.
“Automodelli per giocarvi”. Frase molto importante, che definisce bene lo spirito con cui veniva realizzata la produzione. Si trattava di modellini che spesso erano di una pregevole fattura per l'epoca, ma completamente giocabili in quanto belli robusti e di costo moderato.
Noi di certo le si sfasciava ugualmente, ma sopportavano un po' di tutto, più di quelle che si producono oggi e a volte sono già scassate nella scatola.
Seconda immagine, arriviamo subito al nocciolo della questione cui accennavo prima. Il testo da interpretare, spesso basato su una frase d'effetto, che spiazzava.
Come quella che vediamo qui.
Anzitutto, cos'era HAT?
Beh, HAT stava per Hobbies And Toys, dicitura che vediamo insieme al marchio a fondo pagina. Nello specifico, l'HAT che smettevano di pubblicare (probabilmente per motivi economici o tecnici, camuffando la cosa con un discorso di comodo) era un giornalino nel giornalino: nelle pagine di Topolino ne erano inserite alcune a cura di Burago, che riportavano lettere, disegnini e pensierini dei bambini che avevano scritto a Burago, condite ovviamente da qualche immagine pubblicitaria di novità modellistiche.
Qui sotto ne vediamo un esempio. Il messaggio di cui sopra, comunque, comunicava che la festa era finita.
Ora vediamo un esempio di questo HAT.
Come si vede, pensierini e domandine, con la furbizia tipica di chi deve vendere, nell'inserire la pubblicità di Bagheera abbinata alla domandina del fanciullo... “è la macchina che ti piace? Toh di a papi che c'è il modellino.”
Nel mentre compariva anche la ormai rara Audi 80 GT.
Probabilmente i cerini in fondo ad HAT erano un suggerimento per l'eliminazione della documentazione segreta... ricordo che in altre pagine HAT veniva presentato (ovviamente a livello fanciullesco) come un club molto riservato e privato, cosa fatta da Burago assieme ai bambini e solo a loro destinata, cosa che ai grandi non doveva interessare e non doveva finire in mano.
Una piccola società segreta.![]()
(che storie, che storie che storie che storie...)
In questa pagina invece veniva mostrato il catalogo HAT, quello che ti arrivava per posta se gli spedivi il tagliando; mai fatto personalmente, son comunque Topolini dell'epoca in cui ero in fasce o poco più, avendoli avuti per le mani la prima volta (ricevuti da zii e cugini più grandi) negli anni 80, pensai subito che era già finita da un pezzo la storia.
O meglio, quei tagliandini non erano più validi, perchè in effetti il catalogo si poteva richiedere anche negli anni 80.
Vediamo ora un'altra immagine dal testo che spiazzava le mamme, almeno nella parte iniziale.
Poi ti spiegavano cosa voleva dire.... o meglio lo spiegavano alle mamme. Al fanciullo credo rimanesse impresso solo il titolo, direi creato apposta per consolidare il rapporto Burago-bimbo.... “ganzi quelli della Burago, son d'accordo con me sul marinare la scuola”
Protagonista la Range Trans Americas Expedition.
La stessa Range, questa volta in un'immagine a colori della serie “sfondo nero”, era protagonista di quest'altra pubblicità. Anche qui frase ad effetto con spiegazione a seguire in piccolo.
Più sotto descrizione del modello sempre abbastanza scanzonata.
Simpatica la frase che compare sotto la denominazione del modello, fra parentesi.
La dicitura “Automodelli per giocarvi” veniva semplificata ancor di più in “una cosa per giocare”.
(p.s. Il numero a fianco della scritta HAT ovviamente è il codice del modello)
Ora una pubblicità più seria, e su due pagine. Mi scuso per la banda nera o bianca che si vede in questo tipo di immagini, ma le pagine non risultano mai complete una volta separate dal resto, tra colla e strappi di carta.
La Camargue... modellino che in altra sede ho raccontato di aver sempre sognato, guardandolo ogni giorno nella vetrina di un negozietto che stava sul tragitto scuola-casa. Chissà perchè ce l'aveva poi, quella signora. Il negozio era di casalinghi, e la Camargue era l'unico giocattolo in una vetrina piena di pentole e frullatori.
Non me la comprarono mai. A volte la signora vedendomi sbavare mi faceva entrare e me la faceva toccare con mano, ma niente di più. Poi mentre crescevo, da un giorno all'altro quella signora chiuse l'attività, e chissà che fine fece quella Camargue. Il giorno prima che chiudesse, era ancora lì.
Tornando alla pubblicità, qui non c'erano scritte tante spiritosaggini, il tono era più serio e professionale.
Venivano citati i regali inclusi nella confezione (se non erro la Camargue era l'unica ad averli, probabilmente costava più cara delle altre nella stessa scala, ma onestamente il prezzo richiesto da quella signora non lo ricordo proprio) e lo strillo ricordava il formato gigante, anche se la scala non veniva citata.
Tra l'altro i disegni erano molto belli. Chissà chi se ne occupava, magari qualche illustratore del mondo dell'auto.
Mi piacerebbe scoprirlo (che pippe mentali che mi faccio)
Ed ora un esponente della categoria TONS, nella scala 1/43.
Altro modello che non ho mai avuto e, devo dir la verità, fino ad una certa età, ne ho anche ignorato l'esistenza. Dalle mie parti non si vedevano affatto nei negozi. I posti che frequentavo, che conoscevo a memoria logicamente, non li hanno mai avuti.
Non ricordo nemmeno che scatola avessero, per dire. La scala mi fa pensare a qualcosa delle dimensioni delle 1/24, vista la lunghezza del mezzo reale.
Comunque qui, ghiaia, fiammiferi e tutto il resto... doveva essere un bel pomeriggio.
Arrivano i Kit. In questo caso, vediamo la Capri Zakspeed.
Anche qui venivano lasciate da parte le battute ed il testo si concentrava sulla presentazione del modello e relative notizie sul montaggio.
Uno strillo ricorda il dettaglio delle ruote sterzanti (che non era così ovvio all'epoca, era una novità introdotta da poco e non su tutta la produzione).
Simpatico il fatto che i pezzi a fare da ambientazione attorno al modello non fossero MAI del modello in questione.
Ed insieme ai Kit arriva questo signore, chissà chi era e chissà dov'è oggi. Ricordo lui ed un altro che vedremo più avanti. I due comparivano in scenette una peggio dell'altra (in senso buono), a volte con un “vaffanbagno”, a volte con il broncio, altre volte con l'occhio pesto.
Titolo e didascalia erano presentati come un fumetto detto da loro, e spesso v'era inserito un gioco di parole, come il “kit fa da sé fa per tre” di questa pagina.
Le scatole di questi kit... non so se per qualcuno di voi è lo stesso, ma rappresentano uno di quegli oggetti che mi fanno stare bene.
Avete presente quando in giovanissima età siete affascinati da un qualcosa, in questo caso la scatola nera bianca-quadretti con finestrella del Kit Burago, e vi rimane impressa come un dettaglio che mettete via, poi non la rivedete più per anni, ed in seguito, magari a 25 anni, quando ne rivedete una, gli occhi mandano al cervello un'immagine che apre una cartella pesantissima?
A me è successo. Erano passati anni ed anni, di questo tipo di scatola, con questa livrea, non ricordavo nemmeno più l'esistenza. Poi una sera su Ebay ne vedo una, inserzione dal Canada.
A parte il fatto che l'ho comprata subito(era una Mustang McLaren) c'è stata proprio quella fase in cui mi si è riacceso un ricordo dentro, riattivato da del cartone colorato in un certo modo.
Quei frammenti di età adulta che durano un millisecondo ma nei quali ti ritorna tutto addosso.
Bello e devastante.
C'è voluto un sacco di tempo prima che prendessi coraggio e aprissi quella scatola (aveva ancora la pellicola) per montare quella Mustang.
Appena arrivò la misi in camera sulla mensola sopra il letto, mi piaceva vederla lì chiusa, ogni volta che la guardavo mi sembrava di essere nel negozietto del mio caro Fernando.
La macchina l'ho costruita (scoprendo che con le decals dopo tot anni ci puoi fare un'insalata se vuoi, perchè non attaccano più neanche se piangi in svedese, oppure si spaccano) ma ovviamente la scatola è ancora al suo posto...
Mah... asciughiamo le lacrimee passiamo ad un altro spot.
Di nuovo su due pagine, di nuovo un modello che non ho mai avuto e nemmeno visto in negozio dalle mie parti. Anche di questo ho ignorato l'esistenza fino ad una certa età (cioè quando ho cominciato a ravanare nel vecchiume tornando indietro nel tempo).
Una Benz SSKL con spiritosa frase tetesca e, devo subito correggere la castroneria scritta prima, la Camargue non era affatto l'unica ad avere gadget nella scatola, come si può vedere qui.
Si poteva continuare a richiedere il catalogo gratis, ma era scomparso il tagliandino da inserire nella busta, sostituito dalla frase che ti ricordava che forse era meglio se mettevi i tuoi dati.
Le Tigri da strada.
Ambientazione innevata per quattro belve da rally. Scenario che mi ispirò un sacco di giocate, portando i modelli in cortile quando sotto le feste di Natale nevicava ancora in modo serio, in questa vallata. Creando piste e strade, annacquando i modelli per la gioia di mamma che poi trovava acqua in ogni dove la sera in casa.
Bburago, istigazione a delinquere.
Doppio senso per la Renault 14; la vettura di importazione diventa un automodello importante.
Un'altra Range Rover, questa volta ambulanza. “Vai fuori!” credo fosse riferito all'uscire per portare soccorso a chi ne aveva bisogno... o forse intendevano dire che se “vai fuori” (strada) c'è la Range Ambulanza che è pronta a partire per te?
Pubblicità! Si vabbè, è tutta pubblicità, come si fa a mandare la pubblicità in un topic che parla di pubblicità... però ogni tanto capiterà, qualche immagine che esce dall'ambiente modellini per mostrare altre cose curiose che apparivano sul Topo.
Questa era più che altro per dire che ora mettiamo un piede negli anni 80.
E loro ci aprono la porta.
Nella nuova decade lo stile delle pubblicità Burago cambia. I soggetti occupano la pagina quasi sempre in verticale, e spesso si trovano nella quarta di copertina.
Continuano ad apparire qui e là frasi spiritose, come nel caso della Jeep di Tom & Jerry qui sotto.
Tra le altre cose vediamo apparire, insieme alla scala, le dimensioni esatte del giocattolo.
Vediamo anche il nuovo logo Burago, fatto non più soltanto della scritta sovraimpressa sull'immagine di fondo, bensì in rosso-bianco su rettangolo nero e contorno giallo.
Ah-ehm... è una mia impressione o quel topo doveva essere un po' più piccolo?
E per chiudere (momentaneamente) la carrellata Burago, una Mercedes 500 SEC (forse il modello più prodotto in assolutoo quello meno comprato... ricordo che in tempi anche recenti, nei rimasugli di Burago italiane nei negozi, questa era una delle più frequenti tra le ottantesche... anche negli scambi e recuperi non ho fatto altro che trovare 500 SEC... devo averne una decina nelle più svariate condizioni).
Siamo sempre in quarta di copertina, e notiamo il restyling della grafica, con il grande Bburago in giallo che campeggia su nero dietro al modellino.
La descrizione si è fatta molto scarna, resta solo un lieve spirito nello scrivere il prezzo del modellino.
Al prossimo post, con altri marchi ed altre storie.
Paolì![]()




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ma Grrrrazie Paolì. Pensa che "questo vecchiaccio" (altro che voi)
scrisse alla Burago nel 2005 quando ormai stavano facendo le valigie:uno o due anni prima era uscito il bellissimo Cinquino 1:16 e gli consigliai per il Cinquantesimo della 600 di fare altrettanto. Ovviamente ero ignaro dell'ormai prossima chiusura
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