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Discussione: Vecchi plastici ritornano...

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  1. #1
    World Championship Winner L'avatar di doctortreno
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    Predefinito Vecchi plastici ritornano...

    Ciao a tutti, ho deciso di aprire questa discussione dopo aver comprato l' ultimo numero di TTModellismo, nel quale ho trovato un articolo molto interessante che propone un' alternativa per un plastico per chi non ha grandi spazi, e guarda caso si tratta dell' antichissimo schema a cui si è ispirato il sottoscritto nella realizzazione di "I Treni del Passato" 21 anni fa!!
    E già allora era una soluzione molto vecchia, non l' ho certo inventata io, si dice che questo sistema sia nato in America negli anni 50, altri dicono in Francia, una cosa comunque è certa, i Francesi sono stati i sostenitori più tenaci di questa formula costruttiva che hanno ribattezzato "plastico Teatro," questo sistema ha sempre avuto la mia ammirazione e la mia approvazione, per cui nel lontano 90, quando iniziò la realizzazione del plastico che ormai tutti voi ben conoscete, optai per questo schema costruttivo.
    Le immagini che allego sono molto chiare, ecco a voi il famoso fondale che "taglia la scena" con molteplici vantaggi, intanto "imbosca" cose che si vogliono occultare, nel caso dei disegni un fascio di ricovero nascosto, nel mio caso il fondale non nasconde in quanto io seguo la filosofia Francese al 100%, i fondali qui sono più di uno e sono disposti a spicchi, ogni spicchio accoglie una scenografia, quindi davanti avete Vado Ligure con la sua estensione e i suoi impianti di stazione, le false gallerie portano oltre il fondale, come vedete nel secondo disegno, nel mio caso qui si trova Punta Vescovado, un tratto di linea, la fermata di questa frazione e una falegnameria raccordata, un capolavoro di compressione e miniaturizzazione, un falso cavalcavia taglia ancora la scena e la chiude, secondo i dettami Francesi più puri...
    Dietro al fondale in modo speculare a Vado Ligure si trovano i laminatoi dell' Italsider, i fasci di ricovero non li ho occultati ma piazzati in bella vista sul secondo modulo dove ho realizzato la zona industriale, lo scalo e il deposito locomotive, le scene del plastico chiudono in fondo con fondali a parete rifiniti con la tecnica del "minirilievo," che sarò ben lieto di spiegare se questa topic susciterà interesse in voi, anzi, conto di spiegare tutti i segreti di questo tipo di plastici, a mio parere molto validi e adatti a chi non ha grandi spazi, la cosa bella è che qui il plasticista si trasforma in uno "sceneggiatore" vero e proprio, deve usare tutto il suo occhio e il suo senso delle misure per armonizzare fra loro le parti degli scenari, unire bene il "vero" con il minirilievo, continuare le scene sui fondali senza troncarle, qui occorre realizzarsi gran parte degli elementi e si può andare a "briglia sciolta," scatenare la creatività senza limiti e avere un giorno un movimento ferroviario interessantissimo su circuiti non complessi e decisamente accattivanti...ora a voi la parola, l' argomento è vasto e un po' insolito, ma come vedete sta venendo proposto nuovamente, segno chiarissimo della bontà di questo sistema...ciao a tutti

  2. #2
    Team Manager L'avatar di Mazinga76
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    Predefinito Re: Vecchi plastici ritornano...

    Ottima idea, doctor, quella di dedicare un topic a questo argomento. Pur non essendo il mio campo propriamente naturale, sai bene quanto questo mondo mi affascini, e quanto riesca a rapirmi il ferromodellismo da quando ho conosciuto te e le tue meraviglie. Da qui a balenarmi per la testa l'idea di recuperare il mio "tesoretto", come sai, è stato un attimo e col tuo prezioso aiuto ne avremo ancora tante di cose da fare.
    Ora non ti chiedo di meglio che proseguire in questo argomento che, sono sicuro, non mancherà di fornire spunti interessantissimi di discussione. Ciao

  3. #3
    Team Manager L'avatar di Roy De Rome
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    Predefinito Re: Vecchi plastici ritornano...

    I Francesi? Per tante cose,è vero,meglio lasciarli perdere,ma per tante altre hanno classe&inventiva da vendere;artisti come noi...sarà anche per questo che siamo eterni rivali Comunque sia anche questo è un topic che interesserà sicuramente altri,oltre al sottoscritto. Anche perchè ho un ritaglio di vetrina nel mobile a vetri in salotto,un vero&propio "fazzoletto" che mi ero sempre riproposto di riempire con uno scorcio di diorama ferroviario (ovviamente senza collegamento elettrico),quindi finchè lo realizzerò (anni,c'è da giurarci!) tutti i tuoi consigli saran senz'altro benvenuti!
    La città aveva mille sguardi,io sognavo montagne verdi.

  4. #4
    World Championship Winner L'avatar di doctortreno
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    Predefinito Re: Vecchi plastici ritornano...

    ...Per parlare di questi plastici occorre spiegarne gli aspetti fondamentali, un bel giorno un bravo modellista Francese, un certo Lavet, se non ricordo male, stabilì che la classica tavola con tutti i binari e le curve in vista aveva rotto e si escogitò la soluzione che mostro nel disegno che allego, il disegno non è esatto e preciso, serve solo a far capire le idee di Monsieur Lavet, il quadrato blu è la tavola di legno, sempre in blu l' andamento dei binari, in rosso i fondali, che "tagliano" le scene in ben 5 quadranti ognuno dei quali rappresenta scenari diversi, da un fondale all' altro si passava con false gallerie, saggiamente Lavet per non caricare troppo il tutto ha riprodotto due sezioni di piena linea in cui mise boschi, collinette e scene di campagna, uno degli scenari era occupato da una cava con un breve raccordo, mentre la scenografia più grande era dinanzi all' ossservatore e mostrava la stazione principale, con alcuni binari tronchi (erano ben di più, io li ho solo accennati per rendere l' idea, c'era anche il raccordo di una raffineria riprodotta solo in minirilievo sul fondale ma terribilmente d' effetto) che consentivano manovre e di ricoverare corti convogli di automotrici che si immaginavano facenti qui capolinea...
    Girando attorno al plastico si scorgevano sempre scene nuove, e soprattutto non era possibile vedere il treno in corsa sull' ellissoide del percorso, lo si vedeva sparire in galleria, apparire in un' altro scenario, se si stava fermi dinanzi al plastico ecco il treno che spariva in galleria per riapparire dopo...quegli attimi in cui il treno non si vede sono fondamentali, perchè debellano l' effetto giocattolesco del treno che corre in circolo, anche se lo spazio è poco, se poi uno nella parte non visibile realizza un fascio nascosto in cui tenere fermi altri treni da far entrare in scena a turno è il top, si ha un' impressione di dimensioni maggiori e di movimento notevole che non ha uguali...eccovi quindi il primo segreto di questa scuola costruttiva che io condivido pienamente, (pian piano vi spiegherò gli altri) al punto da aver realizzato un plastico con gli stessi dettami...ciao a tutti

  5. #5
    Team Manager L'avatar di Mazinga76
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    Predefinito Re: Vecchi plastici ritornano...

    Il sistema è in effetti molto intelligente, forse semplice come idea ma dal risultato certamente appagante. Merita senz'altro di essere approfondito perchè l'argomento è indiscutibilmente interessante. Ciao

  6. #6
    World Championship Winner L'avatar di doctortreno
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    Predefinito Re: Vecchi plastici ritornano...

    ...Avete già visto queste immagini in "Le Rocce di Vado," dove descrivevo l' aspetto puramente scenico come si conviene in quella topic, qui invece analizzeremo l' aspetto tecnico/pratico di queste due scenografie.
    All' inizio di questa topic ho parlato di fondali che "tagliano" la scena e di "false gallerie," in effetti in questo tipo di plastico la galleria non è altro che un espediente che consente ai treni di attraversare i fondali e apparire e scomparire dalla scena, però la galleria si riduce ad un arco dello spessore della tavola di legno usata per fare il fondale, ma a noi serve una galleria vera, con una profondità, magari anche minima ma deve averla, e allora che si fa?
    Molto facile: si realizza un "tubo" in cartone robusto che sarà la nosta galleria, la lunghezza la valutiamo noi a gusto nostro, la si incolla al disotto dell'arco, ed ecco la galleria, solo che ora vediamo questo tubo senza senso che passa da un lato all' altro del fondale, ed ecco il trucco: sopra il tubo da entrambi i lati si realizzano collinette, propaggini di terreno, terrazzamenti, come nel mio caso, (l' ambientazione ligure con questo tipo di plastici va a braccetto!!) e poi si piazzano case, alberi, quello che si vuole, ecco che il fondale ha perso la sua piattezza, acquista tridimensionalità e inganna l' occhio di chi osserva, facendo credere dimensioni ben maggiori di quelle effettive.
    E intanto il treno percorre una vera galleria e non solo più una "porta" da un lato all' altro del fondale, in questo caso non esistono regole come in quasi tutta la parte paesaggistica che caratterizza questo tipo di impianto, qui tutto è lasciato alla creatività e al gusto del paesaggista, e vi assicuro che è una faccenda che prende tantissimo, ci si scopre scenografi teatrali e non si sapeva manco di esserlo...
    Due parole sul casello: è realizzato con la vecchissima tecnica del "minirilievo" che poi spiegherò nei dettagli, il fondale intorno è da finire, aspetto che mi "brilli" un' idea simpatica su cosa metterci, riempire tutto di sola vegetazione mi pare un po' uno spreco di opportunità... non attribuitemi nessun merito in questa topic perchè non ne ho, io di tutto ciò che vi sto spiegando non ho inventato nulla, sono tutte pensate di grandi Maestri Modellisti del passato dalle grandi capacità, io ho solo fatto miei i loro canoni, che trovo geniali, tutte cose imparate sotto la guida del magico Maestro che tanti anni fa mi insegnò tutto e di cui parlai tempo fa, (per chi fosse interessato di lui si parla nella mia topic "il sudicio binario") che era un esperto conoscitore anche di realizzazione paesaggi.. ciao a tutti

  7. #7
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    Predefinito Re: Vecchi plastici ritornano...

    Sono sistemi che spiegati così a parole sembrano semplici, come quello della realizzazione della galleria, e magari lo saranno, fatto sta che il sistema è molto redditizio dal punto di vista scenico e del realismo finale. Nel tuo caso specifico queste tecniche rendono magnificamente, e se è vero che non ti sei inventanto niente, è anche vero che la tua mano realizzativa e le tue idee sono eccellenti. Ciao ciao

  8. #8
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    Predefinito Re: Vecchi plastici ritornano...

    ...Comincio qui a parlare della tecnica del "minirilievo," per introdurre il discorso allego un paio di immagini che rendono molto chiaramente il concetto.
    Su questi plastici abbiamo una parte in cui vi sono edifici, installazioni, terreni e quant' altro "veri," cioè riprodotti per intero come vedete sul mio plastico, case complete con tutti i lati, tutti decorati e completi, poi sul fondo la scena è chiusa da fondali che portano su di loro edifici in minirilievo, come mostra la prima immagine, sono state solo riprodotte le facciate dei palazzi, che sporgono dal fondale di soli 6 mm circa, la realizzazione di balconi, (muniti di personaggi) camini, panni stesi e cornicioni fa la sua parte, perchè aggiunge spessore a queste realizzazioni per forza di cose "piatte," anche la tonalità di azzurro scelta per il cielo fa la sua parte, perchè contribuisce ad aumentare il respiro della scena e invita l' occhio a proseguire, in pratica la scena è stata chiusa "con eleganza" e non si presenta agli osservatori la parete dietro al plastico, con uno sgradevole effetto di incompleto.
    La seconda immagine si rifà a quanto detto ieri, abbiamo prolungato la galleria con il portale monumentale e le abbiamo tolto l' effetto "porta" che avrebbe avuto altrimenti, sopra sorge l' abbandonato "Ospedale Marino di Pavia" realizzato in minirilievo anche lui ma con uno spessore più generoso, la presenza di un balcone abbastanza vistoso ne scongiura la piattezza, trucco minimo, questo, ma fa.
    Nella realizzazione dei minirilievi occorre solo pazienza, non vi spiego le regole perchè...non ce ne sono...uno decide se far sporgere dal fondale le sue opere di tanto, di poco, addirittura vedute molto distanti possono essere solo dipinte...qui sta alla "vena artistica" del paesaggista, al suo senso della prospettiva e della profondità, in minirilievo si può realizzare qualunque cosa, pochi anni fa sul plastico di un mio conoscente realizzai la raffineria in questo modo, dopo aver posato due binari che rasentavano il fondale e separati dal resto del circuito da muretti piuttosto alti (come al vero, certi stabilimenti industriali hanno dei binari "chiusi dentro," senza andare lontano, la mia acciaieria presenta una realtà simile) ho realizzato le cisterne della raffineria usando rotoli di scottex tagliati a metà nel senso della lunghezza, questi "semiserbatoi" sporgevano dal fondale, i tubi che li collegavano sporgevano un po' di più, l' edificio degli uffici era accanto ai binari e realizzato per intero, in pratica si scalava di tre profondità diverse, ho dipinto il cielo e i serbatoi per ultimi, questi in tinta alluminio col nome della compagnia petrolifera, beh, è venuta una meraviglia, con una profondità che faceva sembrare il plastico enorme, in realtà è più piccolo del mio...e la cosa bella è che i treni cisterna vanno davvero in raffineria, i binari ci sono...
    Mostrerò poi altre immagini, in questo caso fanno più quelle che tante spiegazioni..ciao a tutti

  9. #9
    Team Manager L'avatar di Mazinga76
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    Predefinito Re: Vecchi plastici ritornano...

    E in effetti è proprio vero, le immagini parlano da sole, il tuo fondale dà una profondità ed un'ariosità indiscutibile al tuo plastico.
    L'effetto io lo percepisco in particolare posando lo sguardo sul muro, poi spostandolo sui palazzi sembra di percepire chissà quale distanza tra gli stessi ed il muro. La colorazione azzurro cielo sullo sfondo, poi, accresce ulteriormente la sensazione. Ciao ciao

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